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Le pagelle di Sampdoria-Benevento: rivelazione Praet, Puscas desaparecido

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SAMPDORIA
PUGGIONI 6: Si riparte con “Puggio” sotto la Sud, un giusto premio per l’ottima scorsa stagione. Si supera al 18’ sulla girata di Coda. Sul gol non riesce a chiudere la saracinesca.
SALA 5: Deve dimostrare di poter reggere il ruolo secondo le sue indubbie qualità dopo una prima stagione con più ombre che luci. La prima recita è, però, sugli standard modesti della scorsa stagione. Si perde anche Puscas sul corner al 58’.
SILVESTRE 6: Una stagione in più sulle spalle, ma esperienza e senso della posizione sono sempre le stesse. Il “Gato” graffia ancora e con la sua esperienza riesce a limitare i danni in una difesa che sbanda più del solito.
REGINI 6,5: Doveva andare, doveva essere riserva. Invece parte da centrale, dopo anni di adattamento forzato alla corsia mancina. Era stato paragonato a Chiellini, a Giampaolo basta, per ora, questo Regini, che risolve molte situazioni.
PAVLOVIC 5: Giampaolo lo preferisce a Murru, ma non brilla. Sbaglia il posizionamento nel gol di Ciciretti, esterno a piede invertito, e poi scarabocchia una serie infinita di passaggi. Sembra quasi bloccato.
BARRETO 6: I suoi tempi nel pressare alto ed i suoi ritmi durante la gara lo rendono quasi insostituibile. Non a caso il primo tentativo è il suo all’11’ e risulta il primo ammonito in stagione. Finisce, però, la benzina dopo un’ora e poi si salva con il mestiere.
Torreira 6,5: Lunga vita al “piccolo” grande “volante”. Con l’uruguayano in campo, la Sampdoria finisce difficilmente fuori strada. Il suo menù è completo: insegue, recupera, rilancia, contrasta ed ispira. Per ora mancano solo il gol, negato da Lucioni, e la convocazione con la Celeste.                             
PRAET 7: Giampaolo lo immagina mezz’ala di statura continentale ed in campo arrivano note confortanti. Trova corridoi importanti, ha cambio di passo, deve solo essere più concreto quando si avvicina alla porta. (39’s.t. Djuricic s.v.).
RAMIREZ 6,5: Exequiel non ha perso il vizio. Altro che streghe, i difensori sanniti sembrano degli “agnellini”. Dodici reti in due stagioni con il Bologna sono una base di partenza importante, ma il calcio albionico, senza lustrini, ha lasciato qualche ruggine. Così si mangia un gol, non gli agnellini, ma si riscatta con un assist. (22’s.t. Linetty 6: Regala subito verve e corsa).
QUAGLIARELLA 7: Senza Totti, nessuno ha segnato i suoi 108 gol in A. I trentaquattro anni sulle spalle alimentano qualche perplessità, ma alle prime due occasioni piazza la zampata da vecchio leone delle aree. Neppure il VAR lo riesce a fermare.
CAPRARI 6: L’obiettivo stagionale deve essere maggiore concretezza sotto porta, ma cerca giocate ad effetto, che servono a poco. Perfetto per il gioco di Giampaolo, si integra bene con Quagliarella, ma si conferma migliore negli assist che in fase di conclusione. Esce acciaccato (18’s.t.Bonazzoli 6: Si muove molto,  lotta, ma sembra bisognoso di fare esperienza in serie B).

BENEVENTO
BELEC 6,5: Chiude la porta a Ramirez con un’uscita perfetta. Sfarfalleggia in uscita, ma senza fare danni.
VENUTI 6: Ventidue anni, prodotto del vivaio della Fiorentina, soffre il brio di Caprari, ma è sempre attento e preciso nel tenere la posizione. Un esordio sicuramente positivo
LUCIONI 6,5: La serie A si può trovare anche a trent’anni, che toccherà il prossimo 25 settembre, e con la fascia da capitano al braccio. Si conferma un “guerriero”, respinta provvidenziale su Torreira
COSTA 6: E’ un ex ormai datato, 72 presenze per un triennio a partire dal 2011. E’ sicuramente il più esperto dei giallorossi, regala tranquillità a tutto il reparto arretrato
LETIZIA 6: Era in campo nella prima assoluta del Carpi, proprio a Marassi, il 23 agosto 2015. Finì 2-5. Stavolta la musica è diversa. A sinistra incrocia Sala, che non brilla. (27’s.t. Di Chiara s.v.).
CICIRETTI 6,5: Sbaglia la prima occasione, ma poi scherza Pavlovic ed il sinistro a rientrare è una pennellata d’autore per il primo storico gol in A, dopo aver fatto lo stesso lo scorso anno in B contro la Spal. Amato più che mai dai tifosi delle “Streghe”..
DEL PINTO 5: E’ la sorpresa di Baroni. Viola resta in panchina. Il tecnico vuole ritmo ed aggressività, ma viene travolto dalla maggiore qualità del centrocampo blucerchiato. (38’s.t. Viola s.v.).                         
CATALDI 5: E’ il suo piccolo derby dopo gli ultimi sei mesi al Genoa. In questa squadra deve fare la differenza, diventare un trascinatore, ma si fa notare solo per un paio di conclusioni scentrate e poi regala il secondo gol blucerchiato. Una delusione.
D’ALESSANDRO 5,5: Non frizza come al solito. A sinistra sembra spaesato. Nella ripresa si riscatta con un paio di volate, ma non incide come potrebbe con un Sala inconsistente.
CODA 6: 33 gol nell’ultimo biennio in B, 2 con il Parma nell’unico assaggio in A, in area è sempre in agguato. Indovina una girata “alla Boninsegna”, ma Puggioni mette le ali e devia. Pecca in un paio di occasioni di egoismo e Baroni si arrabbia.
PUSCAS 5: Quattro presenze con l’Inter (2014-2015) sono pochine, si può quasi considerare un esordiente. In campo sembra un “desaparecido” per un tempo e poi si mangia due gol. (37’s.t. Cissé s.v.).
Arbitro Pasqua 6: ricorre all’aiuto del Var per convalidare il primo gol di Quagliarella. Per il resto dirige con autorità, senza esagerare con i cartellini.

 
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