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Chievo-Fiorentina 2-1: Simeone non basta, Castro ribalta la Viola

L'esultanza per il gol di Castro (lapresse)
La squadra di Pioli, in vantaggio col Cholito, si lascia travolgere dai gialloblù che portano a casa tre punti grazie a una doppietta dell'argentino
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VERONA -  Il Chievo gioca, vince, gode, come in quella benedetta e antica favola che ogni tanto continua a raccontare se stessa con altre facce e altre piccole storie. La verità è che la favola del Chievo è viva, e consiste nel fatto che la squadra di Maran e Castro, quella con la difesa di quasi quarantenni senza voglia di smettere, è ancora lì, a ripetere più o meno bene il ruolo della sorpresa che tanto sorpresa più non è. Questa vittoria su un vago ricordo di Fiorentina, attualmente squadretta abbastanza mediocre e scolastica, dice che se Inglese non segna arriva Castro che ne fa due e azzera Pioli, sempre più triste e sempre più sosia di Michael Stipe, fantastica voce dei disciolti R.e.m.

Simeone ritrova il gol dopo quello segnato in quella stessa porta al fantomatico Verona di Pecchia. Allora fu l'inizio di un pomeriggio divertente, stavolta un lampo di illusione. Prima della fine del tempo Biraghi si dimentica di Castro, e l'argentino ha gioco facile a due metri dalla porta. Il pareggio stordisce la Fiorentina, che non ha gioco, non ha soluzioni offensive degne di questo nome. Maran sposta Tomovic, uno dei tanti ex viola, a sinistra. Un atto coraggioso, con Pioli che risponde mandando Chiesa a destra. E' un gioco a inseguirsi, ma il talento della Fiorentina non sta bene e lascia il posto a Gil Dias. Hetemaj inventa un crosso lungo sul palo lontano, Castro costruisce di testa il suo capolavoro, mentre Biraghi come sempre sta a guardare. Poi poco o niente. La Fiorentina non ha gioco. I suoi centrocampisti vengono messi in mezzo da quelli del Chievo. Hetemaj domina, Birsa è prezioso e lucidissimo. Sulle fasce la squadra di Maran vince tutti i suoi duelli. Niente da fare per Pioli, che sperava in un buon risultato prima della sosta. I suoi dirigenti hanno venduto i migliori per tirare su una squadretta in cui Chiesa rappresenta il gioiello. L'unico. Se non altro Simeone non si arrende mai e il gol ritrovato è il bicchiere mezzo pieno (si fa per dire) che Pioli guarda con ascetica malinconia. La buona notizia è un calendario non depressivo. Ma servirebbe un gioco. E magari qualche idea per uscire da un modulo (il 4-2-3-1) che azzera Benassi e molto altro. Chievo alle stelle. Pioli a studiare qualche idea per un futuro migliore. 

CHIEVO (4-3-1-2): Sorrentino; Tomovic (18'st Depaoli), Dainelli, Gamberini (25'st Cesar), Cacciatore; Castro, Radovanovic, Hetemaj; Birsa (28'st Bastien); Pucciarelli, Inglese. In panchina: Seculin, Confente, Rigoni, Garritano, Stepinski, Gaudino, Leris, Bani, Pellissier. Allenatore: Maran.
FIORENTINA (4-2-3-1): Sportiello; Gaspar, Pezzella, Astori, Biraghi; Badelj, Veretout; Benassi (32'st Babacar), Thereau (11'st Saponara), Chiesa (7'st Gil Dias); Simeone. In panchina: Dragowski, Laurini, Milenkovic, Carlos Sanchez, Eysseric, Olivera, Cristoforo, Lo Faso, Vitor Hugo. Allenatore: Pioli.
ARBITRO: Giacomelli di Trieste.
RETI: 6'pt Simeone, 25'pt e 1'st Castro.
NOTE Ammoniti: Tomovic, Radovanovic, Veretout. Angoli: 7-4 per la Fiorentina. Recupero: 1', 4'.
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