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Atalanta-Bologna 1-0: Cornelius interrompe la serie rossoblù

L'esultanza per il gol di Cornelius (lapresse)
Una rete del danese regala tre punti a Gasperini permettendo agli orobici di archiviare un mese di indugi
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BERGAMO - Dopo un mese di indugi, l'Atalanta torna al successo. Ci è riuscita contro l'avversario più in forma dell'ultimo periodo, quello - con Napoli, Inter e Lazio - che ne aveva vinte tre di seguito ma che non infilava quattro successi consecutivi dal calcio in bianco e nero di Luis Carniglia, ovvero mezzo secolo esatto. Così il bergamasco Donadoni s'è arreso alla sua Dea e alla legge dei grandi numeri. L'uno a zero dell'Atalanta è maturato nel secondo tempo, grazie a un ragazzone danese appena subentrato, Andreas Cornelius, classe 1993, bravo a eludere la marcatura di Gonzalez (e successivamente a farlo espellere per doppia ammonizione) trafiggendo Mirante da pochi passi. Una vittoria ai numeri meritata, legittimata da un secondo tempo di dominio assoluto, forse favorito dall'atteggiamento prudenziale di Donadoni, che al 14' della ripresa, ancora sullo 0-0, ha tolto un attaccante (Di Francesco) per un difensore centrale (De Maio).

Il primo tempo, cominciato nel ricordo del doppio ex Marino Perani, mezzala degli anni '60-'70 scomparso mercoledì scorso, s'era aperto con buone sortite di Palacio, inesausto trentacinquenne, sempre disposto al sacrificio e alle ripartenze. Sue le giocate migliori di uno scorcio avaro di azioni compiute, da una parte e dall'altra (tranne quella che al 45' ha coinvolto in quattro tocchi Donsah, Pulgar, Verdi e Palacio, in lieve ma decisivo ritardo col pallone sottorete). La ripresa ha visto proporsi tutta un'altra Atalanta. Lo si è capito subito al settimo, quando Spinazzola ha sfiorato il secondo palo con un tiro feroce in controbalzo, imitato da De Roon poco dopo dai venticinque metri. Erano i preludi della vittoria, costruita al 26' della ripresa con uno scambio fulmineo tra Freuler (bravo a far perdere la bussola a Helander) e Cornelius, che da attaccante d'area ha tolto il tempo a Gonzalez e trafitto Mirante sul primo palo.

Donadoni è corso ai ripari togliendo l'esanime Palacio (aveva corso più di tutti fino a quel momento, bruciando sul tempo avversari imberbi) e buttando nell'agone Mattia Destro, ex titolare, ora semplice gregario nelle gerarchie di squadra. Che il Bologna non sia più Destro-dipendente lo si è intuito quando al 30' Verdi s'è ritrovato con la possibilità di scegliere tra l'assist per il compagno e il tiro da posizione centrale ma lontana dalla porta: ha scelto la seconda via, sbagliando. E qui, di fatto, s'è spenta l'ultima occasione del Bologna, rimasto in inferiorità numerica nei dieci minuti finali per la doppia ammonizione rimediata da Gonzalez, che ha atterrato l'imprendibile Cornelius al limite dell'area di rigore. In classifica, l'Atalanta risale al dodicesimo posto, ancora lontana dai fasti d'un anno fa. Il Bologna scivola all'ottavo, dopo aver immaginato per un pomeriggio di potersi permettere un altro giro turistico in zona Europa League.
 
ATALANTA-BOLOGNA 1-0
ATALANTA (3-4-1-2 ):
Berisha; Masiello, Caldara, Palomino; Castagne, De Roon, Freuler, Spinazzola (33'st Gosens); Cristante (6'st Cornelius); Petagna (21'st Kurtic), Ilicic. All. Gasperini
BOLOGNA (4-3-3): Mirante; Torosidis (25' Krafth), Gonzalez, Helander, Masina; Poli, Pulgar, Donsah; Verdi, Palacio (27'st Destro), Di Francesco (14'st De Maio). All. Donadoni
Arbitro: Maresca di Napoli
Reti: 26'st Cornelius
Ammoniti: Caldara; Ilicic; De Roon; Masina, Gonzalez
Espulsi: 35'st Gonzalez (doppia ammonizione)
Spettatori: 18.205
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