GENOVA - Prima sconfitta casalinga per Ballardini e ora il Genoa torna a guardarsi alle spalle con un'apprensione. Dietro hanno fatto punti tutte le avversarie dirette e lunedì prossimo la squadra rossoblù sarà impegnata in una trasferta, a Roma con la Lazio, tutt'altro che semplice. L'Udinese, ordinata e attenta, ha ottenuto il massimo risultato col minimo sforzo. In pratica quello di Behrami è stato infatti l'unico tiro della squadra friulana nello specchio della porta.
Il presidente Preziosi si è venduto anche l'ultimo gioiello di famiglia e la tifoseria non ha certo preso bene la cessione di Pietro Pellegri, il ragazzino cresciuto in Gradinata Nord. Lo striscione esposto dagli ultra è eloquente: 31 milioni per Pellegri, tavolo alla Capannina e tutti allegri. Il bambino prodigio (compirà 17 anni a marzo) è in tribuna insieme alla fidanzata. Qualche poltroncina più in là c'è lo svedese Hiljemark che tornerà al Genoa perché il Panathinaikos, il club greco al quale in estate era stato ceduto in prestito, non gli pagava gli stipendi. Ovviamente non c'è Preziosi (diserta Marassi dallo scorso aprile), ma in tribuna d'onore compare Vittorio Malacalza, l'imprenditore (è l'azionista di maggioranza di Carige) che nell'immaginario popolare rappresenta la panacea di tutti i problemi del Genoa. "Sono un innamorato del calcio", dice Malacalza per giustificare la sua presenza allo stadio. Ma per un amante del calcio questo Genoa-Udinese così povero di qualità non era certo una partita da non perdere.
Ballardini schiera per la prima volta Lapadula dall'inizio, rinunciando alla formula col doppio falso nueve, ma è un Genoa offensivo solo nelle intenzioni. Il primo tempo tra due squadre che si preoccupano soprattutto di fare grande densità a centrocampo e che praticamente sono disposte a specchio è avaro di emozioni. Ha subito una fiammata inziale il Genoa, ma Bizzarri si oppone di piede alla conclusione da distanza ravvicinata di Lapadula. Il tempo si chiude con un'occasione per Spolli, involontariamente smarcato da una ciabattata di Izzo, ma il difensore genoano da posizione favorevole non riesce a centrare la porta.
Il secondo tempo riparte sulla falsariga del primo. Ballardini capisce che qualcosa bisogna cambiare: dentro Rigoni per Veloso che era al rientro e che dopo mezzora aveva già finito la benzina. Cambia anche Oddo che inserisce Maxi Lopez per De Paul, un attaccante puro per una mezza punta.
L'Udinese sblocca il risultato al 17' con Behrami che riprende una respinta della difesa e da fuori area non dà scampo a Perin che è coperto e non vede partire il tiro. All'assalto per cercare il pareggio il Genoa va con due punte (Lapadula e Galabinov) e due trequartisti (Pandev e Taarabt), anche perché dal 20' l'Udinese è rimasta in dieci a causa di un raptus di follia di Samir che prima stende Pandev e poi lo calpesta coi tacchetti. E l'iniziale cartellino giallo attraverso il Var si trasforma in rosso. L'Udinese, che Oddo dispone col 4-4-1, fa mucchio in area di rigore. Un muro contro il quale il Genoa va sistematicamente a sbattere. Non è fortunata la squadra di Ballardini quando il colpo di testa di Galabinov si va a stampare contro la traversa. Sembra gol fatto al 43' quando Rigoni dovrebbe solo spingere la palla in rete da pochi passi. Invece colpisce in maniera così strana che la palla carica d'effetto resta sospeso per aria sino a quando non arriva il portiere Bizzarri.
Genoa-Udinese 0-1 (0-0)
Genoa (3-5-2) Perin - Izzo, Spolli, Zukanovic - Biraschi (25' st Galabinov), Omeonga (19' st Taarabt), Veloso (11' st Rigoni), Bertolacci, Migliore - Pandev, Lapadula.
Udinese (3-5-1-1): Bizzarri - Nuytinck, Danilo, Samir - Larsen, Fofana, Behrami (18' st Hallfredsson), Jankto, Pezzella - De Paul (13' st Maxi Lopez) - Lasagna (23' st Angella).
Arbitro: Pairetto.
Rete: 17' st Behrami.
Note: Espulso Samir. Ammoniti: Bertolacci e Spolli. Spettatori 18.896 dei quali 17.577 abbonati e 1.319 paganti.
Il presidente Preziosi si è venduto anche l'ultimo gioiello di famiglia e la tifoseria non ha certo preso bene la cessione di Pietro Pellegri, il ragazzino cresciuto in Gradinata Nord. Lo striscione esposto dagli ultra è eloquente: 31 milioni per Pellegri, tavolo alla Capannina e tutti allegri. Il bambino prodigio (compirà 17 anni a marzo) è in tribuna insieme alla fidanzata. Qualche poltroncina più in là c'è lo svedese Hiljemark che tornerà al Genoa perché il Panathinaikos, il club greco al quale in estate era stato ceduto in prestito, non gli pagava gli stipendi. Ovviamente non c'è Preziosi (diserta Marassi dallo scorso aprile), ma in tribuna d'onore compare Vittorio Malacalza, l'imprenditore (è l'azionista di maggioranza di Carige) che nell'immaginario popolare rappresenta la panacea di tutti i problemi del Genoa. "Sono un innamorato del calcio", dice Malacalza per giustificare la sua presenza allo stadio. Ma per un amante del calcio questo Genoa-Udinese così povero di qualità non era certo una partita da non perdere.
Ballardini schiera per la prima volta Lapadula dall'inizio, rinunciando alla formula col doppio falso nueve, ma è un Genoa offensivo solo nelle intenzioni. Il primo tempo tra due squadre che si preoccupano soprattutto di fare grande densità a centrocampo e che praticamente sono disposte a specchio è avaro di emozioni. Ha subito una fiammata inziale il Genoa, ma Bizzarri si oppone di piede alla conclusione da distanza ravvicinata di Lapadula. Il tempo si chiude con un'occasione per Spolli, involontariamente smarcato da una ciabattata di Izzo, ma il difensore genoano da posizione favorevole non riesce a centrare la porta.
Il secondo tempo riparte sulla falsariga del primo. Ballardini capisce che qualcosa bisogna cambiare: dentro Rigoni per Veloso che era al rientro e che dopo mezzora aveva già finito la benzina. Cambia anche Oddo che inserisce Maxi Lopez per De Paul, un attaccante puro per una mezza punta.
L'Udinese sblocca il risultato al 17' con Behrami che riprende una respinta della difesa e da fuori area non dà scampo a Perin che è coperto e non vede partire il tiro. All'assalto per cercare il pareggio il Genoa va con due punte (Lapadula e Galabinov) e due trequartisti (Pandev e Taarabt), anche perché dal 20' l'Udinese è rimasta in dieci a causa di un raptus di follia di Samir che prima stende Pandev e poi lo calpesta coi tacchetti. E l'iniziale cartellino giallo attraverso il Var si trasforma in rosso. L'Udinese, che Oddo dispone col 4-4-1, fa mucchio in area di rigore. Un muro contro il quale il Genoa va sistematicamente a sbattere. Non è fortunata la squadra di Ballardini quando il colpo di testa di Galabinov si va a stampare contro la traversa. Sembra gol fatto al 43' quando Rigoni dovrebbe solo spingere la palla in rete da pochi passi. Invece colpisce in maniera così strana che la palla carica d'effetto resta sospeso per aria sino a quando non arriva il portiere Bizzarri.
Genoa-Udinese 0-1 (0-0)
Genoa (3-5-2) Perin - Izzo, Spolli, Zukanovic - Biraschi (25' st Galabinov), Omeonga (19' st Taarabt), Veloso (11' st Rigoni), Bertolacci, Migliore - Pandev, Lapadula.
Udinese (3-5-1-1): Bizzarri - Nuytinck, Danilo, Samir - Larsen, Fofana, Behrami (18' st Hallfredsson), Jankto, Pezzella - De Paul (13' st Maxi Lopez) - Lasagna (23' st Angella).
Arbitro: Pairetto.
Rete: 17' st Behrami.
Note: Espulso Samir. Ammoniti: Bertolacci e Spolli. Spettatori 18.896 dei quali 17.577 abbonati e 1.319 paganti.