Sampdoria-Udinese 2-1, Zapata alla Weah. Terzo stop in fila per i friulani
di STEFANO ZAINO
Duvan Zapata esulta dopo il gol (ansa)
Dopo la rete di Silvestre il colombiano chiude i conti con un pazzesco coast to coast e pallonetto finale. A Oddo, che allunga la striscia negativa, non basta il gol di Alì Adnan
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GENOVA - Fuori da un clima complicato, neve ad intermittenza per buona parte dei novanta minuti, e da una partita difficile emerge una Sampdoria cinica, che batte l'Udinese e mantiene il sesto posto. Certo, Oddo ha ragione ad arrabbiarsi, forse non saranno state quindici, come da lui dichiarato dopo la gara, le palle gol create, ma di sicuro sono state superiori a quelle dei padroni di casa e con una precisione maggiore la sua squadra avrebbe potuto tornare in Friuli con un risultato profondamente diverso. Invece, mentre da una parte Silvestre, al suo primo centro con la maglia della Sampdoria, risolveva una mischia e Zapata andava a bersaglio con un cross sbagliato, diventato per magia conclusione nell'angolo alto della porta difesa da Bizzarri, l'Udinese colpiva un palo interno con Danilo di testa, ne prendeva uno pieno con Fofana, gettava al vento molte opportunità favorevoli e al fischio finale dell'arbitro Damato si ritrovava a gestire una sconfitta immeritata, ma giustificata dal proprio autolesionismo.
Oddo ci è rimasto molto male e ha smoccolato a lungo. Ha faticato ad accettare una prestazione così gagliarda, macchiata però da molteplici errori e sfociata in una battuta d'arresto che di fatto toglie l'Udinese dalla corsa all'Europa. Giampaolo invece ha esultato più di altre volte, perché per lui vincere questo scontro diretto non era affatto scontato, alla vigilia aveva paventato una marea di insidie, ed esserci riuscito lo soddisfa non poco. Secondo il suo pensiero questi tre punti premiano una squadra matura, che a Marassi sa come imporre la propria legge, un dominio suggellato dai risultati, con dieci vittorie, due pareggi e appena due sconfitte. Una formazione che sa soffrire, come nei primi venti minuti e nella maggior parte della ripresa, senza scomporsi mai, che non crolla e tiene botta, arrendendosi a livello di rete al passivo solo al quinto minuto di recupero, quando il punteggio è già sul due a zero, molti tifosi ne hanno avuto abbastanza del freddo, le emozioni di tutti sono già in archivio, e la scellerata deviazione di Silvestre, che impreziosisce il cross di Adnan e mette fuori causa Viviano, può essere incassata senza battere ciglio.
Zapata, 60 metri di corsa e poi gol: i coast to coast più belli della Serie A
Diverso sarebbe stato lo stato d'animo sampdoriano, se Jankto al 7' del primo tempo avesse finalizzato la ripartenza sullo zero a zero anziché permettere a Viviano una comoda deviazione in corner, o se al 13', su azione susseguente a corner, la deviazione aerea di Danilo fosse andata a buon fine anziché essere arrestata dal palo, o se Widmer, quando il punteggio aveva già rotto l'equilibrio per colpa di Silvestre, al 42' del primo tempo non avesse con un tiro alto perdonato la dormita della retroguardia blucerchiata e la mancata copertura di Murru.
Ma l'Udinese, appena cinque reti in questo 2018 in otto partite, di cui tre facilitate da deviazioni avversarie, evidentemente non è programmata per far male a chi sta di fronte, ma solo per raccogliere consensi estetici. Gioca bene, lo fa anche ieri pur se costretta per via dell'emergenza in attacco (Lasagna infortunato, Perica squalificato) a giocare senza punte, ma non c'è verso di buttarla dentro. Viviano diverse volte si è spaventato, nella ripresa palo di Fofana all'11' e tiro al volo a lato di un soffio di Balic al 24' , ma l'ha sempre fatta franca. Non così il collega Bizzarri, che è stato abile a neutralizzare le minacce portate da Caprari, Ramirez e Quagliarella nel primo tempo, ha potuto godere della collaborazione di Caprari (occasione divorata al 30' del primo tempo dopo una combinazione con Quagliarella), ma ha dovuto piegarsi al tiro ravvicinato di Silvestre al 35' o al coniglio uscito dal cilindro di Zapata al 38' della ripresa. Il colombiano sul due a zero ha ricordato un Weah del 1996, gara a San Siro con il Verona, irresistibile "coast to coast" e rete da delirio. Zapata lo ha imitato perfettamente nel gesto atletico e nella progressione. Forse, a volerci cascare, è stato ancora più bravo nel tiro. Però era un cross per Quagliarella ed è stato lo stesso Zapata dopo la gara a riconoscerlo. Una confessione, al culmine di una settimana in cui aveva rischiato la multa per aver ignorato il subentrante Caprari al momento della sostituzione a San Siro, che gli fa onore. E merita ancora più applausi del gol.
Sampdoria-Udinese 2-1 (1-0) SAMPDORIA (4-3-1-2): Viviano, Bereszynski (40' st Andersen), Silvestre, Ferrari, Murru, Barreto, Torreira, Linetty, Ramirez (43' pt Alvarez), Caprari (24' st Zapata), Quagliarella (72 Belec, 92 Tozzo, 17 Strinic, 18 Praet, 19 Regini, 28 Capezzi, 30 Tessiore, 99 Kownacki). All: Giampaolo. UDINESE (3-5-2): Bizzarri, Larsen, Danilo (1' st Angella), Samir, Widmer, Barak, Balic (33' st Ingelsson), Fofana, Ali Adnan, De Paul (20' st Maxi Lopez), Jankto (22 Scuffet, 25 Borsellini, 11 Zampano, 17 Nuytinck, 21 Pontisso, 23 Halfredsson, 68 Djoulou, 97 Pezzella) All.: Oddo. Arbitro: Damato di Barletta. Reti: nel pt 35' Silvestri. Nel st 38' Zapata, 50' Alì Adnan. Angoli: 5 a 4 per la Sampdoria. Recupero: 1' e 7'. Ammoniti: Larsen, Murru , Caprari, Janckto per gioco scorretto. Var: 0. Spettatori:17767 di cui paganti 1132 e abbonati 16635 .