NAPOLI - Si ferma dopo 10 successi consecutivi la striscia d'oro del Napoli, sconfitto dalla Roma al San Paolo (2-4) al termine di una partita spettacolare e piena di errori, oltre che di prodezze ed emozioni. La differenza l'hanno fatto una doppietta di Dzeko e le parate di Allison, i migliori in campo. Agli azzurri, che ora rischiano di perdere il primato in classifica, non sono bastate la grande prova di Insigne e un gol di Mertens a tempo scaduto, quando ormai la festa dei giocatori di Di Francesco era già iniziata.
È stata una partita subito vibrante e giocata soprattutto nelle sue fasi iniziali su ritmi forsennati, più da Premier League che da serie A. Ma il Napoli l'ha dovuta affrontare nelle peggiori condizioni psicologiche possibili, scosso dalla notizia del gol di Dybala appena arrivata dall'Olimpico e costretto a fare i conti anche con il mancato recupero di Hamsik, in panchina per l'influenza. La Roma ha avuto così immediatamente la chance per approfittarne con Perotti, che ha sprecato da due passi di testa. Ci hanno pensato i 45 mila del San Paolo a dare però la scossa agli azzurri, pericolosi a loro volta con un tiro centrale di Insigne, bloccato da Allison. Il secondo duello è stato vinto invece con un preciso diagonale dall'attaccante della Nazionale (6'), bravo a sfruttare un cross di Mario Rui da sinistra e a fare centro con un diagonale, che si è infilato nell'angolino.
Ma il Napoli non ha avuto nemmeno il tempo per esultare. Nello spazio di meno di un minuto è giunto infatti il pareggio (7') della Roma, agevolato da un disimpegno in verticale troppo rischioso di Koulibaly e firmato in contropiede da Under, il cui tiro è diventato imparabile per Reina dopo una deviazione sfortunata di Mario Rui. Tutto da rifare, per gli azzurri: meno ordinati del solito in mezzo al campo e traditi anche dalla frenesia, diretta conseguenza del loro inevitabile nervosismo. Pure la Roma ha avuto i suoi grandi meriti, però. Ha funzionato molto bene il pressing alto ordinato da Di Francesco, con Nainggolan aggressivo specialmente su Jorginho. Allison s'è confermato il solito baluardo negando il raddoppio a Insigne (17') e dominando l'area con le uscite. Nulla ha invece potuto Reina (26') sul colpo di testa di Dzeko, liberato da un perfetto cross di Florenzi e bravo a svettare su Albiol, al termine di una articolata azione di rimessa.
Questa volta il Napoli ha accusato il colpo, inevitabilmente. Anche perché Allison è stato di nuovo insuperabile per due volte su Mertens (31' e 41'), aiutando la Roma ad approdare in vantaggio all'intervallo. Stessa storia all'inizio della ripresa, cominciata con un tiro alto di Callejon e un altro duello vinto da Allison contro Insigne (13'). Gli azzurri hanno continuato a provarci con insistenza, colpendo un palo direttamente dal calcio d'angolo con Callejon (14') e sfiorando di nuovo il pari con un tiro di un soffio a lato dello scatenato Insigne (21'). Sarri ha allora gettato nella mischia pure Hamsik, per provare l'ultimo assalto. Ma in contropiede è arrivato il colpo del ko, firmato con una piazzato da fuori area di Dzeko (28'). Gara chiusa, nonostante il disperato ritorno dopo oltre cinque mesi di Milik. Un grave errore di Mario Rui ha addirittura regalato il poker a Perotti (34') e il disperato salvataggio sulla linea di Florenzi su Mertens ha fatto rassegnare definitivamente alla sconfitta anche i 45 mila tifosi del San Paolo. Il gol a tempo scaduto del centravanti belga ha reso solo più onorevole la sconfitta.
È stata una partita subito vibrante e giocata soprattutto nelle sue fasi iniziali su ritmi forsennati, più da Premier League che da serie A. Ma il Napoli l'ha dovuta affrontare nelle peggiori condizioni psicologiche possibili, scosso dalla notizia del gol di Dybala appena arrivata dall'Olimpico e costretto a fare i conti anche con il mancato recupero di Hamsik, in panchina per l'influenza. La Roma ha avuto così immediatamente la chance per approfittarne con Perotti, che ha sprecato da due passi di testa. Ci hanno pensato i 45 mila del San Paolo a dare però la scossa agli azzurri, pericolosi a loro volta con un tiro centrale di Insigne, bloccato da Allison. Il secondo duello è stato vinto invece con un preciso diagonale dall'attaccante della Nazionale (6'), bravo a sfruttare un cross di Mario Rui da sinistra e a fare centro con un diagonale, che si è infilato nell'angolino.
Ma il Napoli non ha avuto nemmeno il tempo per esultare. Nello spazio di meno di un minuto è giunto infatti il pareggio (7') della Roma, agevolato da un disimpegno in verticale troppo rischioso di Koulibaly e firmato in contropiede da Under, il cui tiro è diventato imparabile per Reina dopo una deviazione sfortunata di Mario Rui. Tutto da rifare, per gli azzurri: meno ordinati del solito in mezzo al campo e traditi anche dalla frenesia, diretta conseguenza del loro inevitabile nervosismo. Pure la Roma ha avuto i suoi grandi meriti, però. Ha funzionato molto bene il pressing alto ordinato da Di Francesco, con Nainggolan aggressivo specialmente su Jorginho. Allison s'è confermato il solito baluardo negando il raddoppio a Insigne (17') e dominando l'area con le uscite. Nulla ha invece potuto Reina (26') sul colpo di testa di Dzeko, liberato da un perfetto cross di Florenzi e bravo a svettare su Albiol, al termine di una articolata azione di rimessa.
Questa volta il Napoli ha accusato il colpo, inevitabilmente. Anche perché Allison è stato di nuovo insuperabile per due volte su Mertens (31' e 41'), aiutando la Roma ad approdare in vantaggio all'intervallo. Stessa storia all'inizio della ripresa, cominciata con un tiro alto di Callejon e un altro duello vinto da Allison contro Insigne (13'). Gli azzurri hanno continuato a provarci con insistenza, colpendo un palo direttamente dal calcio d'angolo con Callejon (14') e sfiorando di nuovo il pari con un tiro di un soffio a lato dello scatenato Insigne (21'). Sarri ha allora gettato nella mischia pure Hamsik, per provare l'ultimo assalto. Ma in contropiede è arrivato il colpo del ko, firmato con una piazzato da fuori area di Dzeko (28'). Gara chiusa, nonostante il disperato ritorno dopo oltre cinque mesi di Milik. Un grave errore di Mario Rui ha addirittura regalato il poker a Perotti (34') e il disperato salvataggio sulla linea di Florenzi su Mertens ha fatto rassegnare definitivamente alla sconfitta anche i 45 mila tifosi del San Paolo. Il gol a tempo scaduto del centravanti belga ha reso solo più onorevole la sconfitta.