Milan-Verona 4-1: rossoneri più vicini all'Europa, veneti in B
di ENRICO CURRO'Calhanoglu, Cutrone, Abate e Borini consegnano alla squadra di Gattuso una facile vittoria. Inutile il gol di Lee, gli scaligeri retrocedono
MILANO - Se il Milan aveva progettato una partita il più possibile serena, per prepararsi senza affanni supplementari alla finale di Coppa Italia con la Juventus, contro il Verona già rassegnato alla retrocessione la missione è stata compiuta già nel primo tempo. In poco più di mezz'ora i gol di Çalhanoglu e Cutrone hanno frantumato una squadra in totale disarmo e hanno permesso a Gattuso un'utile verifica tattica e tecnica per il fondamentale appuntamento dell'Olimpico. Nella ripresa, in completa scioltezza a mo' di proficuo allenamento a buona intensità, è toccato ad Abate e Borini l'arrotondamento del punteggio, con l'intermezzo della prodezza di Lee, giovane sudcoreano del Verona. Ora Gattuso può aspettare l'esito di Lazio-Atalanta, per capire se, nella penultima giornata a Bergamo, potrà affrontare Gasperini con uno o due risultati a disposizione, nella corsa al sesto posto.
YONGHON…
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MILANO - Se il Milan aveva progettato una partita il più possibile serena, per prepararsi senza affanni supplementari alla finale di Coppa Italia con la Juventus, contro il Verona già rassegnato alla retrocessione la missione è stata compiuta già nel primo tempo. In poco più di mezz'ora i gol di Çalhanoglu e Cutrone hanno frantumato una squadra in totale disarmo e hanno permesso a Gattuso un'utile verifica tattica e tecnica per il fondamentale appuntamento dell'Olimpico. Nella ripresa, in completa scioltezza a mo' di proficuo allenamento a buona intensità, è toccato ad Abate e Borini l'arrotondamento del punteggio, con l'intermezzo della prodezza di Lee, giovane sudcoreano del Verona. Ora Gattuso può aspettare l'esito di Lazio-Atalanta, per capire se, nella penultima giornata a Bergamo, potrà affrontare Gasperini con uno o due risultati a disposizione, nella corsa al sesto posto.
YONGHONG LI IN TRIBUNA - Il discusso presidente cinese del Milan, atterrato in mattinata a Malpensa, è stato lo spettatore più fotografato nella tribuna di San Siro: ha indugiato assai più del solito sul tabellone, indicandolo compiaciuto alla moglie. Lo ha certamente aiutato l'andamento di una partita che il Verona ha approcciato mollemente: Pecchia ha schierato una formazione ritoccata rispetto alle consuetudini, ma ugualmente spenta. Gattuso, invece, ha proposto i giocatori più utilizzati, con l'eccezione di Abate, per l'abituale dosaggio delle energie di Calabria. Il recupero di Romagnoli, al fianco di Bonucci, può dirsi riuscito: contro la Juventus si prospetta l'impiego del quartetto difensivo più collaudato.
ÇALHA E SUSO IMPRENDIBILI - Lo sgretolamento del Verona è cominciato subito, con le conversioni di Suso e Çalhanoglu. Per il portiere Silvestri, sostituto dell'acciaccato Nicolas, il lavoro è stato parecchio fin dall'inizio. La prima parata l'ha innescata un sinistro da lontano di Suso, la seconda un colpo di testa di Cutrone (in fuorigioco), ma al terzo tentativo del Milan Silvestri si è arreso: l'imbeccata di Bonaventura ha liberato al cross basso dal fondo Suso e Çalhanoglu si è avventato in corsa sulla traiettoria, col celebrato destro che ultimamente sta fruttando gol e assist. Sulla traiettoria si è gettato il trafelato Heurtaux, ma l'ha sospinta in rete. Pecchia è corso ai ripari col poco che aveva: ha spostato Calvano, ex delle giovanili milaniste, dal presidio della zona centrale davanti alla difesa al ruolo di pilota del pressing su Kessié, mentre il rude Fares attentava alle caviglie di Suso. Poco o nulla è cambiato. Çalhanoglu ha proseguito nelle conversioni e nei tiri dalla distanza, prima che Bonaventura infilasse l'allungo giusto, in verticale, raggiungendo in area Cutrone. Spalle alla porta, con movimento classico agevolato dalla blanda marcatura di Heurtaux, il centravanti ha battuto in girata Silvestri, poco reattivo. La partita è praticamente finita qui.
COPPA ITALIA NEL MIRINO - La ripresa, aperta dal 3-0 di Abate decisamente calligrafico (imbucata di Suso per il terzino, che si è aggiustato il pallone e lo ha calciato di esterno destro), è servita anche per fare riposare Suso, Romagnoli e Cutrone, usciti in sequenza per fare posto a Borini, Musacchio e Kalinic. Silvestri ha evitato il quarto gol, con un recupero sulla deviazione a un sinistro da fuori di Locatelli, che lo aveva spiazzato. Gattuso, dopo il brivido di una traversa di Romulo su punizione liftata da posizione decentrata, ha avuto ancora tempo di rammaricarsi per il gol subito dal Verona: lo ha segnato con un notevole destro al volo da fuori area, su respinta di testa di Kessié, il ventenne sudcoreano Lee, già canterano del Barcellona. Le distanze tra le due squadre le ha ripristinate Borini con un controllo e un destro quasi analoghi a quelli del gol di Abate, stavolta su cross incrociato di Bonaventura, decisivo con i suoi tre assist. Analoga è stata anche l'incertezza di Silvestri in tuffo. La Curva Sud ha salutato la squadra con un coro inequivocabile: "Noi vogliamo la Coppa Italia".
YONGHONG LI IN TRIBUNA - Il discusso presidente cinese del Milan, atterrato in mattinata a Malpensa, è stato lo spettatore più fotografato nella tribuna di San Siro: ha indugiato assai più del solito sul tabellone, indicandolo compiaciuto alla moglie. Lo ha certamente aiutato l'andamento di una partita che il Verona ha approcciato mollemente: Pecchia ha schierato una formazione ritoccata rispetto alle consuetudini, ma ugualmente spenta. Gattuso, invece, ha proposto i giocatori più utilizzati, con l'eccezione di Abate, per l'abituale dosaggio delle energie di Calabria. Il recupero di Romagnoli, al fianco di Bonucci, può dirsi riuscito: contro la Juventus si prospetta l'impiego del quartetto difensivo più collaudato.
ÇALHA E SUSO IMPRENDIBILI - Lo sgretolamento del Verona è cominciato subito, con le conversioni di Suso e Çalhanoglu. Per il portiere Silvestri, sostituto dell'acciaccato Nicolas, il lavoro è stato parecchio fin dall'inizio. La prima parata l'ha innescata un sinistro da lontano di Suso, la seconda un colpo di testa di Cutrone (in fuorigioco), ma al terzo tentativo del Milan Silvestri si è arreso: l'imbeccata di Bonaventura ha liberato al cross basso dal fondo Suso e Çalhanoglu si è avventato in corsa sulla traiettoria, col celebrato destro che ultimamente sta fruttando gol e assist. Sulla traiettoria si è gettato il trafelato Heurtaux, ma l'ha sospinta in rete. Pecchia è corso ai ripari col poco che aveva: ha spostato Calvano, ex delle giovanili milaniste, dal presidio della zona centrale davanti alla difesa al ruolo di pilota del pressing su Kessié, mentre il rude Fares attentava alle caviglie di Suso. Poco o nulla è cambiato. Çalhanoglu ha proseguito nelle conversioni e nei tiri dalla distanza, prima che Bonaventura infilasse l'allungo giusto, in verticale, raggiungendo in area Cutrone. Spalle alla porta, con movimento classico agevolato dalla blanda marcatura di Heurtaux, il centravanti ha battuto in girata Silvestri, poco reattivo. La partita è praticamente finita qui.
COPPA ITALIA NEL MIRINO - La ripresa, aperta dal 3-0 di Abate decisamente calligrafico (imbucata di Suso per il terzino, che si è aggiustato il pallone e lo ha calciato di esterno destro), è servita anche per fare riposare Suso, Romagnoli e Cutrone, usciti in sequenza per fare posto a Borini, Musacchio e Kalinic. Silvestri ha evitato il quarto gol, con un recupero sulla deviazione a un sinistro da fuori di Locatelli, che lo aveva spiazzato. Gattuso, dopo il brivido di una traversa di Romulo su punizione liftata da posizione decentrata, ha avuto ancora tempo di rammaricarsi per il gol subito dal Verona: lo ha segnato con un notevole destro al volo da fuori area, su respinta di testa di Kessié, il ventenne sudcoreano Lee, già canterano del Barcellona. Le distanze tra le due squadre le ha ripristinate Borini con un controllo e un destro quasi analoghi a quelli del gol di Abate, stavolta su cross incrociato di Bonaventura, decisivo con i suoi tre assist. Analoga è stata anche l'incertezza di Silvestri in tuffo. La Curva Sud ha salutato la squadra con un coro inequivocabile: "Noi vogliamo la Coppa Italia".