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Atalanta, i sospetti di Gasperini: "Minacciato da Pairetto, la partita dopo era al Var..."

Gian Piero Gasperini (ansa)
Il tecnico nerazzurro sospettoso: "Dopo la gara col Genoa mi ha intimidito dicendo che non avrebbe permesso certi comportamenti e la domenica dopo, contro la Lazio, era al supporto tecnologico. La mia squalifica è incomprensibile anche perché sono il primo ad insegnare ai giocatori a comportarsi in maniera corretta con gli arbitri"
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BERGAMO - "Pairetto durante la partita col Genoa mi ha minacciato". Alla vigilia del delicato derby lombardo con il Milan per l'Europa League, esplode la polemica tra Gian Piero Gasperini e la classe arbitrale: "È venuto da me e mi ha intimidito dicendomi che ci saremmo rivisti a Roma e che non mi avrebbe permesso certi comportamenti. Non so come potesse sapere che il Var in casa della Lazio l'avrebbe fatto lui...".

Il tecnico dell'Atalanta lamenta precedenti con l'arbitro di Nichelino: "Pairetto era il quarto uomo a Roma quando fui espulso nell'intervallo - chiude -. Lì però avevo ecceduto per il secondo giallo a de Roon, era giusto. Personalmente per me è una macchia indelebile, che mi umilia. Sono un po' schifato".

MIA SQUALIFICA INCOMPRENSIBILE - Gasperini, che domenica non potrà sedere in panchina, poiché squalificato, punta l'indice contro i provvedimenti nei suoi confronti adombrando qualche dubbio. "Siamo tra le squadre che ha preso meno ammonizioni di tutte, ho letto la terzultima - rimarca -. Su 56, due per proteste, una a dicembre e l'altra ad aprile. Per me è fondamentale che i giocatori si rivolgano all'arbitro nei modi corretti. Io invece sono stato squalificato col massimo della pena, in vista di una partita fondamentale, per un episodio sul Var di cui non si è accorto nessuno. Fermi lì ad aspettare dei minuti in campo per una cosa che non esisteva: eventualmente saremmo dovuti rientrare dagli spogliatoi per un rigore contro".
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