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Con una Juve così alla altre non resta che tentare l'impossibile

Cristiano Ronaldo (agf)
Forse non c'è mai stato nel calcio chiamiamolo moderno - e cioè per quello che si può ricordare a memoria - un campionato partito con una squadra così sfacciatamente e dichiaratamente favorita. E non solo perché è arrivato Ronaldo. La Serie A si apre alle 18 proprio con i bianconeri sul campo del Chievo. Alle 20.30 Lazio-Napoli
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ROMA - Credo non ci sia mai stato nel calcio chiamiamolo moderno - e cioè per quello che si può ricordare a memoria - un campionato partito con una squadra così sfacciatamente e dichiaratamente favorita. Talmente favorita, la Juve di Ronaldo (debutto oggi alle 18 sul campo del Chievo Verona), che scudetto e campionato sono solo un dettaglio della stagione che sta iniziando. Andrea Agnelli ha parlato chiaro: Champions League + Scudetto + Coppa Italia. E del resto quando vai a soffiare Ronaldo al Real Madrid non potrebbe essere diversamente. Ronaldo finora è stato un fiume di parole, un uragano estivo passato sul calcio italiano, riportando entusiasmo, interesse e riaccendendo i riflettori su uno spettacolo un po' stanco e ripetitivo. 

A parte l'evidente scopo tecnico di mettersi in corpo un uomo da 50 gol all'anno, di elevare all'ennesima potenza la propria capacità di fuoco e di vincere tutto quello che si può vincere, la Juve ormai è una macchina da show business che fa spettacolo sempre e ovunque. Non solo sul campo. La mossa Ronaldo è stata sfacciata e a suo modo spudorata proprio perché arrivata a vantaggio di una squadra non solo già fortissima, ma che si era perfino già rinforzata abbastanza prima ancora dello sbarco di Ronaldo. Questo perché non si finisca col considerare ordinari e secondari i rinforzi di Perin, Cancelo, Emre Can e Bonucci. Un ritorno molto controverso quello dell'ex senatore spedito sullo sgabello della Champions da Allegri, ma insomma perfettamente spiegabile con l'intenzione di consolidare un "instant team" che deve dare l'attacco alle superbig europee. I tifosi se ne facciano una ragione, i rancori personali possono sparire di fronte al più banale e machiavellico "il fine giustifica i mezzi".

L'effetto CR7 sulla Juventus è stato deflagrante e clamoroso come Maradona al Napoli nel 1984 o Ronaldo all'Inter nel 1997. Ma cifre da capogiro a parte (Il cartellino di Maradona costò 13,5 miliardi lire, Ronaldo I 48 miliardi di lire, CR7 105 milioni di euro) con una differenza fondamentale: Maradona e Ronaldo I arrivarono in squadre che si giocarono il tutto per tutto nel tentativo di tornare alla vittoria. Ronaldo alla Juve va a rafforzare la squadra già più forte.

Per quanto Inter, Napoli, Roma e Milan abbiano fatto scelte clamorose per scalare la classifica e cercare di avvicinarsi alla Juventus, Allegri si trova addirittura ad allenare ora una squadra di cui già si discute se non sia addirittura la più forte Juve di sempre, relegando in un angolo Charles e Sivori, Platini e Boniek. E dimenticando forse troppo presto di aver perso un portiere come Buffon che potrebbe addirittura ritrovarsi sulla strada in Champions League.

Idolatrie a parte la realtà è che l'invulnerabilità non è di questo mondo e per quanto i bookmakers paghino almeno cinque o sei volte volte tanto lo scudetto all'Inter o al Napoli rispetto alla Juve non può partire un campionato con uno scudetto già assegnato.
Diversamente, se la rassegnazione fosse così grande e il sentimento di impotenza così schiacciante, non resterebbe che fare come il Giro d'Italia con Alfredo Binda nel 1930. Dopo 4 Giri già vinti si decise di pagarlo - ventiduemila cinquecento lire - per non correre. Al Giro rassegnazione e sconforto erano altissimi, Binda vinceva Giri e tappe e si decise dunque per questa mossa, clamorosa, sfacciata e sostanzialmente antisportiva. Il compenso equivaleva più o meno a un risarcimento per il mancato incasso dei premi spettanti al vincitore.

Oggi, anche a volerlo fare, bisognerebbe versare alla Juve - che ragiona ormai sull'obbiettivo dei 10 scudetti consecutivi - almeno almeno il costo dell'operazione Ronaldo. Non converrebbe a nessuno, tutto sommato costa molto meno tentare l'impossibile.
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