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Udinese-Juventus 0-2: Bentancur e Ronaldo, la capolista sa solo vincere

(ap)
Ottava vittoria consecutiva in campionato dei campioni d'Italia: chiudono la gara nel primo tempo l'uruguaiano e CR7
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UDINE - Otto vittorie su otto, e il quarto gol di Cristiano Ronaldo, finora mai visto giocare con la serenità esibita a Udine, dove tutto aspettavano al varco i suoi nervi fragili: nessuno li ha visti.

Prova di forza  La Juve, 2-0 all’Udinese, ha di nuovo vinto di forza, quasi esclusivamente facendo pressione sulla difesa friulana, rintanandola, comprimendola con la spinta di muscoli possenti impiantati su organismi dai piedi educati: è questa combinazione di potenza e tecnica a risultare incontenibile per tutte le squadre della serie A e per quasi tutte le squadre al mondo), inclusa l’Udinese che pure ha giocato a testa alta una partita dignitosissima e impossibile. Velazquez l'ha studiata bene, i giocatori si sono applicati, qualcosa è stato creato (Barak ha scheggiato il palo sul finire del primo tempo, Lasagna s’è impappinato a due passi dalla porta in avvio di ripresa), la difesa ha retto soprattutto centralmente ma il dato puro e semplice è che la Juve non è arginabile. Attacca spesso con sette giocatori contemporaneamente, Mandzukic e Ronaldo sanno far di tutto, Dybala rincorre i mediani avversari, i terzini sono ali e Pjanic può persino permettersi si stare dieci metri dietro a tutti e limitarsi a suggerire.

Quattro minuti da ko. La Juve ha vinto per logoramento. A forza di buttar palloni in area, e in particolare dalle fasce, ha sgretolato la resistenza dell’Udinese, che ci ha provato con i ritmi alti e il pressing a tutto campo: ma contro i campioni d’Italia, è come andare in guerra con la cerbottana. La pratica è stata risolta nel giro di quattro minuti con due azioni partite da lontano: al 33’, Dybala ha sradicato un pallone a Fofana e l’ha porto a Betancurt, che poi ha chiuso uno splendido inserimento di testa un triangolo geometricamente perfetto con Cancelo. Al 37’, Mandzukic ha difeso in area una palla spiovuta da centrocampo e l’ha offerta a Ronaldo che ha stecchito Scuffet con un sinistro impressionante, immediato e potente, preciso e imprendibile. Il risultato non ha raggiunto dimensioni imbarazzanti perché l’Udinese non ha mollato mai e perché Scuffet ha esibito tre parate sensazionali, su Mandzukic nel primo tempo e su Bernardeschi e Ronaldo nella ripresa, quando la Juve ha continuato a giocare e spesso bene, senza speculare, riempiendo gli occhi di guarda e la classifica da guardare.

 
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