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Cagliari-Lazio 1-2, Luis Alberto e Correa tengono viva l'Europa biancoceleste

Correa festeggia il gol del raddoppio (ansa)
A nulla vale il gol di Pavoletti per i sardi. La squadra di Inzaghi approccia nel migliore dei modi la finale di Coppa Italia con l'Atalanta
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CAGLIARI - Si avvicinano alla finale di coppa Italia in modo speculare, Atalanta e Lazio. Vincendo per due a uno, regalando agli avversari di turno qualche speranza solo in extremis, dopo aver giganteggiato nel corso di tutta la recita. La Lazio però vince in casa del Cagliari, e in questo campionato è qualcosa che conta. Ci sono riuscite solo le cosiddette Grandi e soffrendo le pene dell'inferno. La squadra di Simone Inzaghi, invece, domina in lungo e in largo. Certo il torneo è ai titoli di coda, ma l'Arena rossoblù è sempre un catino bollente. 

Primo tempo - In questi casi il luogo comune con cui ci si avvicina all'impegno è: quanto l'ospite penserà alla finale di Coppa Italia ormai alle porte. Caspita, certo che ci pensa la Lazio. E si vede. Ci pensa bene. Perché la squadra "sta sul pezzo", si muove bene, tiene a meraviglia le distanze, almeno quando è in possesso palla, crea densità fino in area di rigore del Cagliari e risolve sempre l'enigma di come scardinare il fortino, pieno di maglie rossoblù. Un primo tempo in lungo e in largo di marca capitolina. La grande bellezza, questa Lazio, quando attacca così. Sincronia negli inserimenti, passaggi perfetti, idee, alla fine del primo tempo il vantaggio è strettissimo. Uno a zero con Luis Alberto che infila l'assist di Marusic dopo aver sciupato un'altra ghiottissima occasione in area, calciando alto. Cragno devia sulla traversa una legnata dalla distanza di Badelj e ringrazia il difensore aggiunto, Parolo, su tiro a colpo sicuro di Caicedo, liberato da quel giocoliere  eccellente che è Correa, che non avrà ancora segnato, ma è mister assist e una delizia da guardare e riguardare per il trattamento di palla.

Il primo tempo insomma è un inno all'ospite, in una Sardinia Arena abituata benissimo dai suoi beniamini. Il Cagliari lamenta assenze importanti a centrocampo, fa quello che può, e prova a sfruttare il tallone d'Achille dell'ospite, quelle pause, quegli improvvisi cali di tensione che anche in una partita così dominata, ci sono. Per esempio quando Felipe perde palla in area e Cigarini conclude sull'esterno della rete. Oppure quando la squadra che ha una predisposizione alla trazione anteriore, si sbatte poco per rientrare. E lascia spazio alle conclusioni dalla distanza di Barella, fondate ma non bene indirizzate. Almeno due.

Secondo tempo - Il copione non cambia dopo che Maran ha parlato negli spogliatoi. Maran che soffre in cima alla tribuna perché squalificato. Otto minuti e arriva il raddoppio. Marusic effettua un passaggio che illumina, tranciando le linee per Luis Alberto, la palla in cassaforte perché il fuoriclasse spagnolo premia lo scatto di Correa con un passaggio che vale da solo mezzo gol, l'altro mezzo arriva dal tiro da manuale, diagonale nell'angolino opposto, imprendibile: 2 a 0. Stiamo giocando semplice, facciamo qualche passaggio in più, ha detto Luis Alberto. E ha detto poco... Se il Cagliari gioca sotto ritmo - nostra opinione - non è né per il caldo né per la stanchezza. La Lazio mette pensieri, non consente al Cagliari di fare il proprio calcio. Maran scuote la truppa, mentre la Lazio fa le prove generali anche per la fase difensiva, quella che a volte è stata una nota dolente. Sulle sue, lascia l'iniziativa al Cagliari, scosso da Maran con i cambi. C'è Proto che compie la sola prodezza su Deiola, liberato sotto misura da un traversone (condito da una distrazione di Lulic). E poi dentro Cerri, e poi si rivede Castro (mentre Bradaric sembra un po' irritato dal fare la ruota di scorta). L'argentino che mancava da novembre - si sa - gioca sempre con il suo cilindro magico, da cui allo scadere estre il coniglio, un cross dipinto per Pavoletti, che alla prima palla aerea giocabile, lucida l'argenteria: spettacolare incornata orientata sotto l'incrocio. Al primo di recupero!
Quattro minuti di assalto sardo, sul taccuino solo una lite Cacciatore-Proto e due tiri alla luna. Vince la Lazio. Bella di sabato. E di mercoledì?

CAGLIARI LAZIO 1-2 (0-1)
CAGLIARI (4-3-1-2)
: Cragno; Cacciatore, Klavan, Romagna, Pellegrini; Deiola, Cigarini (57' Bradaric), Padoin (57' Cerri); Barella; Joao Pedro (77' Castro), Pavoletti.  All. Maran (in panchina Maraner)
LAZIO (3-5-2): Proto; Luiz Felipe, Acerbi, Radu (74' Bastos); Marusic, Parolo, Badelj (62' Cataldi), Luis Alberto, Lulic; Correa, Caicedo. All. S. Inzaghi.
ARBITRO: Fabbri.
MARCATORI: 31' pt Luis Alberto (L), 53' Correa (L), 91' Pavoletti (C)
NOTE: Ammoniti: Barella, Cacciatore, Radu, Badelj, Proto, Luiz Felipe. Recupero: 0' e 5'.
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