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Bologna-Parma 4-1: Orsolini, Lyanco e due autogol, rossoblù praticamente salvi

(ansa)
Derby esploso nella ripresa, dove sono concentrate tutte le emozioni
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BOLOGNA -  Qualcosa di travolgente. Il Bologna sale a quota 40, la cura Mihajlovic non è più un semplice ricostituente. E' un miracolo italiano. Finisce con l'intero stadio a invocare la riconferma di Sinisa che ottiene l'ottava vittoria della sua gestione, e issa il Bologna al tredicesimo posto. Il successo dell'Empoli che accorcia la classifica verso l'alto e alza l'asticella della  quota salvezza crea qualche ansia alla vigilia. A Bologna ci si ricorda dello spareggio che spinse i rossoblù in serie B a vantaggio dei Ducali.  Ma è una ruggine che quelli di Mihajlovic non hanno.

Assenti importanti tra gli uni e gli altri: nel Bologna mancano Poli, Dijks e Sansone dopo il ciclone Di Bello a San Siro. Mihajlovic schiera Krejci per l'olandese, allarga Palacio e promuove Destro centravanti, un gol ogni 30'. E l'avvio sembra dargli ragione. Soriano infatti trova l'ex centravanti della Roma con un perfetto assist, premiando il timing del "taglio", Sepe compie una prodezza respingendo la conclusione a colpo sicuro. L'azione si ripete sul lato opposto, stavolta si libera Krejci che tira sul palo opposto, ancora Sepe a respingere. Al 5' Destro ci riprova, ma vince ancora Sepe e al 9' ancora il portiere ospite si produce in un mezzo miracolo su Orsolini. Dieci minuti quattro palle gol…
Impatto incredibile del Bologna, il Parma ci mette un po' a sistemarsi, soprattutto sui lati, per evitare il debordante assalto dei padroni di casa. Mihajlovic non si capacita, temendo forse l'antico adagio "gol sbagliato, gol subito".

Ma da quando è arrivato Lyanco, la cerniera rossoblù è diventata impermeabile, Danilo è tornato quello dei tempi migliori a Udine e c'è un Mbaye lucidissimo e tirato a lucido fisicamente. Il Parma prova a giocare come fa di solito, cioè ripartendo collettivamente, ma l'assenza di Barillà e  di Kucka toglie malizia e incisività. Gervinho è spesso difensore aggiunto. Di buono, per un tempo, è che i gialloblù hanno capito come neutralizzare il Bologna. Si gioca a una porta, ma senza più grosse occasioni.
Mihajlovic all'intervallo prova a togliere un po' di quella smania  che ha tolto lucidità negli ultimi metri. Il gruppo lo ascolta, la ripresa comincia come era finito il primo tempo. Senso unico.

Ma ci vuole la scintilla. Minuto 51, Pulgar mette un pallone in area, teso, Dzemaili fa da sponda, una giocata da biliardo, Orsolini ha la palla bidona sul sinistro, sotto misura. Dopo un primo tempo confuso, l'azzurrino stavolta infila Sepe. Il Parma ha un sussulto, Dimarco prova dalla distanza, palla deviata in angolo, la reazione è breve, perché 8' dopo Dzemaili conquista con mestiere una punizione dalla distanza (Gervinho si arrabbia e non così a torto). Pulgar ci prova, siamo sui 35 metri. Il cileno conferma il suo momento magico, la sua traiettoria è velenosa, la palla d'effetto batte sul palo interno e beffa Sepe che devia la sfera in porta. Optiamo per il gol di Pulgar anziché l'autogol.

Due a zero, D'Aversa rompe gli indugi, dentro Siligardi e Inglese, fuori Gazzola e Ceravolo. E' passata un'ora. Il Bologna si dispone per difendere e ripartire, la tattica ospite ha breve durata, perché Bruno Alves compoie una incredibile sciocchezza. Si arrabbia per un fallo su Orsolini che gli costa il giallo, si avventa sul giocatore a terra e lo strattona, come a volerlo rialzare. Pairetto è lì e non gli garba. Secondo giallo, fuori il capitano e leader ospite, addio rimonta. D'Aversa toglie Sprocati e mette Sierralta per riequilibrare i suoi, ma il Parma non è più in campo.

Il match è un tiro al bersaglio, il Bologna dilaga, alla fine su Sepe piovono ben diciotto tiri, Sepe si fa perdonare la lieve incertezza sul secondo gol fermando Krejci, Santander (entrato al posto di Destro), ma al 72' arriva il 3 a 0. Un corner battuto sul secondo palo trova lo stacco di Lyanco al primo gol in serie A. Tre a zero. La rabbia positiva è tutta rossoblù, Bastoni anticipa in angolo Santander.

Il Parma trova il gol della bandiera con la sola azione in cui l'euforia spinge il Bologna a sbilanciarsi, Inglese anticipa Skorupski in uscita e monetizza uno sfortunato tocco di Mbaye (autore di un'ottima prova). Tre a uno. Ma il Bologna ha ancora fame, Santander sotto misura calcia su Sepe, orsolini tira "a giro" in curva, e all'84' arriva il poker. Lo cala il migliore in campo, Erik Pulgar, un bad boys diventato l'eroe della remuntada. Strappa palla a Scozzarella e in scivolata provoca l'autogol di Sierralta.
Per il tabelloni è autogol, ma il volante cileno meriterebbe per distacco questa soddisfazione. Bologna vicino alla salvezza. E' la migliore partita che la mia squadra ha fatto da quando sono qui, dice Mihajlovic. E se lo dice lui…

BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; Mbaye, Lyanco, Danilo (86' Corbo), Krejci; Dzemaili, Pulgar; Orsolini, Soriano (75' Svanberg), Palacio; Destro (66' Santander).  All. Mihajlovic
PARMA (3-4-3): Sepe; Iacoponi, Alves, Bastoni; Gazzola (60' Siligardi), Rigoni, Scozzarella, Dimarco; Gervinho, Ceravolo (60' Inglese), Sprocati (65' Sierralta).  All. D’Aversa
Reti: 7′ Orsolini, 59' Pulgar, 72' Lyanco, 81' Inglese, 86' Sierralta (autogol).
Note: Ammoniti: Dimarco, Rigoni, Gervinho, Bruno Alves, Scozzarella e Soriano. Espulso Bruno Alves per doppia ammonizione. Recupero 0 e 2'.


 
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