Dzeko festeggiato dai compagni dopo il gol (lapresse)
L'attaccante bosniaco colpisce nella ripresa e consente ai giallorossi di ripartire dopo lo stop con l'Atalanta. Gabriel para un rigore a Kolarov
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LECCE - Basta il minimo, un colpo di testa di Dzeko e la complicità di Gabriel alla Roma, per condannare il Lecce. Convincente non lo è ancora, continua neanche, ma la squadra di Fonseca sa sfruttare al massimo il quarto gol di Dzeko, sempre lui, come a Bologna fatale.
Il primo tempo ha un copione che pare scritto a tavolino. Da una parte la Roma che passando dal 4-2-3-1 al 4-1-4-1 fa girare palla stabilmente nella metà campo avversaria, ma troppo lentamente per riuscire a liberare uomini in area o senza la precisione per mandarli in porta. Dall'altra il Lecce, sempre pericoloso con contropiede affilatissimi. Non a caso forse l'occasione migliore per la Roma è un errore del portiere Gabriel (non unico, a dire il vero) cui Lucioni rimedia con un tocco di braccio: non da rigore, secondo l'arbitro Abisso, che nella circostanza aspetta inutilmente un aiuto dal Var Guida. Più pericoloso Mancosu, prima murato da Mancini su un corridoio disegnato da Falco (in un raro caso di generosità), poi con una spaccata che illude soltanto il Via del Mare, infine stoppato dal corpo di Smalling.
La ripresa mostra in partenza una Roma con altre intenzioni. Diawara con un destraccio lo fa capire subito, ma il vero segnale è l'occasione dipinta da Dzeko che Mkhitaryan cicca male a fondo campo. La coppia funziona meglio, come è giusto che sia, a ruoli invertiti. Quando Majer perde palla al limite dell'area e il trequartista armeno può proiettare sulla testa di Dzeko la palla del vantaggio, grazie pure a un intervento almeno goffo del solito Gabriel. Sbloccandosi, la Roma migliora nella gestione, ma non riesce a chiuderla.
Soprattutto perché quando le capita l'occasione la spreca: succede dopo 35 minuti, quando dopo bel break di Zaniolo (entrato per Pellegrini, tormentato dalla fascite plantare che lo ha costretto a lasciare il campo zoppicando) Dzeko calcia sul braccio di Lucioni conquistandosi il rigore negato dall'arbitro nel primo tempo. Dal dischetto però Kolarov è prevedibile e consente al disastroso Gabriel di riscattare la propria domenica negandogli il 4° gol in campionato. Il Lecce avrebbe motivi e minuti per crederci. Non la forza, complici gli errori di Imbula. Semmai è la Roma a sciupare ancora lo 0-2, con Zaniolo che affetta il campo ma ignora inspiegabilmente Kluivert solissimo per quello che sarebbe il comodo 0-2. Un neo che il Lecce però non sa punire, condannandosi alla terza sconfitte in tre incontri casalinghi, e lasciando alla Roma il quinto posto solitario a -1 dal Napoli.
Lecce-Roma 0-1 (0-0)
Lecce (4-3-1-2): Gabriel; Rispoli, Lucioni, Rossettini, Calderoni; Petriccione, Tachtsidis (18' st Imbula), Majer; Mancosu (6' st Shakov); Falco, Babacar (30' st La Mantia). (22
Vigorito, 95 Bleve, 2 Riccardi, 3 Vera, 6 Benzar, 14 Dumancic, 16 Meccariello, 20 Dubickas, 25 Gallo, 32 Lo Faso). All.:
Liverani. Roma (4-2-3-1): Pau Lopez; Florenzi (31' st Spinazzola), Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Kluivert, Pellegrini (70' st Zaniolo), Mkhitaryan (40' st Cristante); Dzeko. (63 Fuzato, 83 Mirante, 5 Juan Jesus, 18 Santon, 20 Fazio, 22 Zaniolo, 27 Pastore, 19 Kalinic, 48 Antonucci). All.:
Fonseca. Arbitro: Abisso di Palermo. Reti: nel st 11' Dzeko. Angoli: 11 a 4 per la Roma. Recupero: 3' e 6'. Ammoniti: Pellegrini, Smalling, Lucioni, Rispoli, Cristante per gioco falloso, Mkhitaryan per comportamento non regolamentare. Spettatori: 26.04 di cui 7.281 paganti e 18.763 abbonati per un incasso di 396.190 euro.