BRESCIA - Il secondo successo di fila spinge il Brescia oltre le secche del campionato. Tre a zero, risultato che non ammette repliche, persino stretto, alla fine, con il Lecce che non perde la sua propensione alla costruzione del gioco ma che ribadisce suo malgrado di lamentare una fragilità difensiva (e nervosa) preoccupante. Autolesionismo puro.
Dei tre vanno a segno di gran lunga due dei migliori in campo: Torregrossa, per l'intelligenza tattica che esprime in un ruolo ibrido, tra punta e rifinitore. Spalek, eroe per caso, che entra per un infortunio e regala alla manovra un dinamismo tra le linee che Romulo non era riuscito a dare.
Contro un Lecce che in A si è rivelato sempre imbattibile negli ultimi incroci, Corini fa bene a scegliere un vestito più pratico che bello. E ha ragione perché già dopo 45' non belli, molto spigolosi, con tanta brace sotto la cenere (contatti poco appariscenti ma duri, nessuno tira indietro il piede), il Brescia praticamente prenota la vittoria.
Così l'esplosivo piano di Corini prende forma dopo un quarto d'ora, la squadra comincia timidamente a uscire dal guscio, dopo uno splendido assist di Torregrossa che Romulo spreca davanti a Gabriel.
Il Lecce pare tenere bene e Calderoni, dalla lunga, scarica un bolide che Alfonso è bravissimo a ribattere.
Intanto perché Corini, come detto, è costretto a estrarre dal cilindro Spalek. E il neo entrato ha un impatto sul match vivace e determinante.
Poi perché le due azioni vincenti si somigliano: sulla prima, una punizione di Tonali rimessa al centro di testa da Torregrossa e proprio Spalek in spaccata che tenta il tap in vincente. Gabriel combina il primo dei suoi orrori (sì con la o), buttandosi dentro la porta così che Chancellor non crede ai suoi occhi, potendola accompagnare con un tocco di coscia dentro la porta vuota.
Sembrerebbero le castronerie maggiori della prima parte, e invece sono nulla a confronto della follia di Gabriel che esce a vuoto su innocuo traversone di Tonali, palla destinata al fondo ma che Sabelli ha l'ostinata decisione di tenere in campo. Con la difesa pugliese sparita in toto, Torregrossa accompagna in rete, il pallone del 2 a 0.
Però l'evanescenza della linea offensiva ospite è un fattore, il Lecce fa collezione di angoli mentre il Brescia riempie il taccuino di altre occasioni. Sabelli mette il turbo, infilandosi come un coltello nella difesa ospite per servire Balotelli che tira addosso a Gabriel; balotelli ci riprova dopo 9' ma la sua conclusione dal limite esce di pochissimo; e dopo due minuti il duello si ripete, un colpo alla Ibrahimovic di Balotelli, esterno volante in acrobazia di destro, con Gabriel che blocca. Il Lecce è brutto e iellato: Majer dopo un'ora esce con la caviglia immobilizzata e il sospetto di una frattura.
Liverani mette dentro anche Babacar, avanti tutta, ma gli attaccanti tradiscono. La Mantia si presenta davanti ad Alfonso, errore marchiano di Chancellor, e gli tira addosso; Babacar arpiona appena entrato un pallone davanti al portiere, ma a sua volta vede il portiere togliergli il fiato in uscita sui piedi. Una punizione di Falco esce sfiorando l'incrocio.
Non è giornata per i giallorossi, possesso sterile, dice alla fine Liverani dei suoi. Diversa la cifra del gioco del Brescia che nel finale va più vicino al poker di quanto non riesca l'ospite a ridurre la distanza. Il Lecce si conferma difesa colabrodo, per il Brescia del concilio Corini secondo - probabilmente - è la svolta.
BRESCIA (4-3-1-2) Alfonso, Sabelli, Mangraviti, Chancellor, Mateju, Bisoli, Tonali (35' st Viviani), Ndoj (29' st Spalek), Romulo, Balotelli, Torregrossa (25' st Martella). (12 Andrenacci, 5 Gastaldello, 8 Zmrhal, 9 Donnarumma, 18 Aye', 20 Magnani, 21 Matri, 23 Morosini). All.: Corini.
LECCE (4-3-1-2) Gabriel, Rispoli, Dell'Orco, Rossettini, Calderoni (27' Babacar), Tabanelli, Tachtsidis, Majer (17' st Farias), Shakhov (1' st Falco), Lapadula, La Mantia. (22 Vigorito, 95 Bleve, 2 Riccardi, 3 Vera, 6 Benzar, 20 Dubickas, 25 Gallo, 32 Lo Faso, 34 Maselli). All.: Liverani.
Arbitro: Irrati di Pistoia
Reti: Nel pt 32' Chancellor, 44' Torregrossa; nel st 16' Spalek
NOTE: Angoli: 4-2 Lecce. Recupero 3';3': Ammoniti: Majer, Shakhov, Chancellor, Balotelli, Torregrossa, Lapadula, Tabanelli, Calderoni, Spalek, Farias per gioco falloso, Liverani per proteste.
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Festa delle matricole.
Il secondo successo di fila del Brescia - in verità - è pure la festa delle matricole e dalla prima volta. Perché è la prima vittoria interna stagionale per le Rondinelle, perché i tre realizzatori infilano nello stesso pomeriggio il loro primo gol in serie A.Dei tre vanno a segno di gran lunga due dei migliori in campo: Torregrossa, per l'intelligenza tattica che esprime in un ruolo ibrido, tra punta e rifinitore. Spalek, eroe per caso, che entra per un infortunio e regala alla manovra un dinamismo tra le linee che Romulo non era riuscito a dare.
Sabelli strepitoso
Ma un altro grande protagonista è Sabelli, che con grande efficacia alterna la copertura all'appoggio a centrocampo, mostrando una condizione atletica eccezionale.Contro un Lecce che in A si è rivelato sempre imbattibile negli ultimi incroci, Corini fa bene a scegliere un vestito più pratico che bello. E ha ragione perché già dopo 45' non belli, molto spigolosi, con tanta brace sotto la cenere (contatti poco appariscenti ma duri, nessuno tira indietro il piede), il Brescia praticamente prenota la vittoria.
Corini, che stratega!
La strategia attendista e di rimessa sorprende l'ospite. Il Lecce parte meglio, con il solito pressing alto e con le volate sui lati, di Rispoli soprattutto. Ma Lapadula si distingue solo per qualche ruvido assalto e La Mantia è un fantasma, "divorato" com'è da Chancellor.Così l'esplosivo piano di Corini prende forma dopo un quarto d'ora, la squadra comincia timidamente a uscire dal guscio, dopo uno splendido assist di Torregrossa che Romulo spreca davanti a Gabriel.
Il Lecce pare tenere bene e Calderoni, dalla lunga, scarica un bolide che Alfonso è bravissimo a ribattere.
Gol estemporanei.
Ma al riposo il Brescia è avanti di due gol, cosa si aspetta a raccontarli? vi chiederete. Il fatto è che l'estemporaneità delle due azioni è il filo conduttore del doppio vantaggio.Intanto perché Corini, come detto, è costretto a estrarre dal cilindro Spalek. E il neo entrato ha un impatto sul match vivace e determinante.
Poi perché le due azioni vincenti si somigliano: sulla prima, una punizione di Tonali rimessa al centro di testa da Torregrossa e proprio Spalek in spaccata che tenta il tap in vincente. Gabriel combina il primo dei suoi orrori (sì con la o), buttandosi dentro la porta così che Chancellor non crede ai suoi occhi, potendola accompagnare con un tocco di coscia dentro la porta vuota.
Una polveriera: lite Balotelli-Liverani
Il gol accende la polveriera, alla fine si contano dieci ammoniti in campo e l'allenatore ospite fuori; una guerra fredda, con Irrati che mostra i cartellini scuotendo la testa, sorpreso da tanto nervosismo. Di Balotelli preferiamo raccontare la bella punizione che chiama Gabriel a una respinta anziché il bisticcio ripetuto e verbale con Liverani, conseguente a un fallo antipatico di SuperMario su Rispoli.Sembrerebbero le castronerie maggiori della prima parte, e invece sono nulla a confronto della follia di Gabriel che esce a vuoto su innocuo traversone di Tonali, palla destinata al fondo ma che Sabelli ha l'ostinata decisione di tenere in campo. Con la difesa pugliese sparita in toto, Torregrossa accompagna in rete, il pallone del 2 a 0.
Stavolta Falco non basta
A 45' dalla fine il Lecce si ritrova nella stessa situazione di una settimana fa, un doppio svantaggio da recuperare. Liverani chiama in causa Falco, proprio come col Genoa, al posto di uno Shakov ininfluente.Però l'evanescenza della linea offensiva ospite è un fattore, il Lecce fa collezione di angoli mentre il Brescia riempie il taccuino di altre occasioni. Sabelli mette il turbo, infilandosi come un coltello nella difesa ospite per servire Balotelli che tira addosso a Gabriel; balotelli ci riprova dopo 9' ma la sua conclusione dal limite esce di pochissimo; e dopo due minuti il duello si ripete, un colpo alla Ibrahimovic di Balotelli, esterno volante in acrobazia di destro, con Gabriel che blocca. Il Lecce è brutto e iellato: Majer dopo un'ora esce con la caviglia immobilizzata e il sospetto di una frattura.
Spalek gol nell'azione più bella del match
Entra Farias, ma non fa in tempo a mettere il suo lavoro al servizio del Lecce che il Brescia la chiude: l'azione corale è il simbolo del pomeriggio bresciano, una manovra "alla mano", rugbistica, Balotelli lania Torregrossa che sfida di spalla Rispoli, difende il possesso, serve Bisoli in area, e assist dell'ala per Spalek che a sua volta infila a porta vuota.Liverani mette dentro anche Babacar, avanti tutta, ma gli attaccanti tradiscono. La Mantia si presenta davanti ad Alfonso, errore marchiano di Chancellor, e gli tira addosso; Babacar arpiona appena entrato un pallone davanti al portiere, ma a sua volta vede il portiere togliergli il fiato in uscita sui piedi. Una punizione di Falco esce sfiorando l'incrocio.
Non è giornata per i giallorossi, possesso sterile, dice alla fine Liverani dei suoi. Diversa la cifra del gioco del Brescia che nel finale va più vicino al poker di quanto non riesca l'ospite a ridurre la distanza. Il Lecce si conferma difesa colabrodo, per il Brescia del concilio Corini secondo - probabilmente - è la svolta.
BRESCIA (4-3-1-2) Alfonso, Sabelli, Mangraviti, Chancellor, Mateju, Bisoli, Tonali (35' st Viviani), Ndoj (29' st Spalek), Romulo, Balotelli, Torregrossa (25' st Martella). (12 Andrenacci, 5 Gastaldello, 8 Zmrhal, 9 Donnarumma, 18 Aye', 20 Magnani, 21 Matri, 23 Morosini). All.: Corini.
LECCE (4-3-1-2) Gabriel, Rispoli, Dell'Orco, Rossettini, Calderoni (27' Babacar), Tabanelli, Tachtsidis, Majer (17' st Farias), Shakhov (1' st Falco), Lapadula, La Mantia. (22 Vigorito, 95 Bleve, 2 Riccardi, 3 Vera, 6 Benzar, 20 Dubickas, 25 Gallo, 32 Lo Faso, 34 Maselli). All.: Liverani.
Arbitro: Irrati di Pistoia
Reti: Nel pt 32' Chancellor, 44' Torregrossa; nel st 16' Spalek
NOTE: Angoli: 4-2 Lecce. Recupero 3';3': Ammoniti: Majer, Shakhov, Chancellor, Balotelli, Torregrossa, Lapadula, Tabanelli, Calderoni, Spalek, Farias per gioco falloso, Liverani per proteste.
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