FERRARA - La Spal per dare continuità al successo di Torino. Il Verona per dimostrare una volta di più il suo ruolo di grande rivelazione. Punti pesanti al Mazza nella seconda partita del nuovo anno della Serie A. Finisce con i canti dei quasi 1300 tifosi giunti a sostegno del Verona che, pur senza alcuni paladini, non cambia le sue caratteristiche. Che sono: il crescendo atletico della ripresa, quando gli scaligeri dilagano ma hanno la colpa, nel calcio non è cosa indifferente, di non chiuderla. In casa emiliana, anno nuovo ma chiacchiere vecchie. Dopo questa sconfitta, figlia anche stavolta di una storia a sé, tornerà a essere messo in discussione il tecnico Semplici?
SPAL (3-5-2): Berisha; Tomovic, Vicari (77′ Felipe), Igor; Cionek, Kurtic, Missiroli, Valoti, Strefezza (83′ Floccari); Paloschi, Petagna. All.: Semplici.
HELLAS VERONA (3-4-2-1): Silvestri; Rrahmani, Kumbulla, Gunter; Faraoni, Pessina, Veloso, Lazovic; Verre (90′ Dawidowicz, Zaccagni (79′ Badu); Pazzini (72′ Stepinski). All.: Juric.
Arbitro: Guida.
RETI: 14' Pazzini, 86' Stepinski.
NOTE: Ammoniti: Strefezza e Zaccagni. Espulsi: Tomovic. Recupero: 1' e 3'.
Corsa e tecnica
Già il primo tempo dà ragione alle semplicissime indicazioni di Juric. Semplicissime perché il calcio è dinamismo applicato alla tecnica, con un discreto ordine tattico. L’ordine tattico è facile fuori casa. Devi coprirti, avere attenzione nella zona di tua pertinenza, chiudere i varchi. Più difficile è la corsa applicata alle idee. Ma Juric, che non ha Amrabat né Di Carmine, ha ben spiegato ai suoi giovani questa regolina. Primo fra tutti Lazovic, la cui intesa con Zaccagni è tatticamente e atleticamente un’arma letale.La congiura del "Pazzo"
Su quella fascia la Spal balla e traballa, il serbo in particolare risulta imprendibile per tutti, per come parte da dietro e per come accelera nei metri importanti. Da un suo cross, non al primo squillo d’allarme per gli estensi, arriva il gol di un Pazzini ritrovato. Cross al bacio e colpo di testa chirurgico del centravanti toscano.Fermi al... Paloschi
La Spal fatica a reagire, perché il Verona chiude ogni linea di passaggio. Fatica per la staticità di Paloschi che ha una buona chance sullo sviluppo di un angolo, ma gira fuori pur in posizione vantaggiosa rispetto al suo avversario di turno, Faraoni. Ma è tutta la squadra a essere molto molto ferma. Il solo Strefezza, dominato da Lazovic, si accentra e prova a replicare con orgoglio. Ma ci sono poche idee anche perché per una volta Petagna trova fisicamente pane per i suoi denti. Nel Verona, dopo l’avvio a fuoco e fiamme, Pazzini ha un’altra occasione ma calcia alto da sotto misura: la squadra di Juric si fa attendista. Kurtic prova a sorprenderla col tiro da fuori ma è impreciso. Strefezza cerca di animare un gruppo disorientato, senza troppe soluzioni.Sciocchezza di Tomovic
Ci si mette poi Tomovic a inguaiare ulteriormente il clan facendosi cacciare, rosso diretto, per un’entrata tosta su Faraoni, fallo tattico e volontario, che la Spal giudica scelta eccessiva. Va detto che l’arbitro non decide sulla base dell’entità del danno apportato, ma sulla volontarietà applicata alla rudezza. E in questo, il rosso ci sta tutto.Reazione? No, ancora tanto Verona
Ripresa: non cambia lo scacchiere, cambia tuttavia palesemente l’equilibrio. La Spal non riesce più a ripartire, dopo appena un quarto d’ora sembra rassegnata. La Spal che ha nelle polveri bagnate la sua sofferenza maggiore. Il Verona costruisce una dopo l’altra una lunga serie di match point, un paio clamorosi sui piedi del più esperto, cioè Pazzini. Ma non la chiude. Nonostante questa situazione strana, il Verona arriva a dominare a tal punto da perdere lucidità negli ultimi metri per via della eccessiva libertà, la Spal pare quasi da subito rassegnata a perdere.Spal subito quasi rassegnata
Un atteggiamento evidente, Semplici inserisce Di Francesco per un Paloschi largamente insufficiente, ma anche l’ex Sassuolo, dovendo partire da lontano, non incide. Alla fine il due a zero sta stretto agli scaligeri. Arriva su accelerazione del migliore in campo, il serbo di Caçak Darko Lazovic, emblema di una squadra costruita bene, con pochi denari, e su tap in di Stepinski, lesto a mettere in rete la corta respinta di un commovente Berisha.Poveri ma belli
La prima bella favola del 2020 è quella di questo Verona low cost che non vinceva così tanto dai tempi dello scudetto di Bagnoli. Poveri ma belli, questi gialloblù. L’obiettivo di mercato sarà quello di trattenere tutti i giovani di talento espressi finora e corteggiati dai grandi club, almeno fino a giugno. Buona fortuna.SPAL (3-5-2): Berisha; Tomovic, Vicari (77′ Felipe), Igor; Cionek, Kurtic, Missiroli, Valoti, Strefezza (83′ Floccari); Paloschi, Petagna. All.: Semplici.
HELLAS VERONA (3-4-2-1): Silvestri; Rrahmani, Kumbulla, Gunter; Faraoni, Pessina, Veloso, Lazovic; Verre (90′ Dawidowicz, Zaccagni (79′ Badu); Pazzini (72′ Stepinski). All.: Juric.
Arbitro: Guida.
RETI: 14' Pazzini, 86' Stepinski.
NOTE: Ammoniti: Strefezza e Zaccagni. Espulsi: Tomovic. Recupero: 1' e 3'.