Hernandez bloccato
Già nei primi 20' da spettatore, in verità, non è che i compagni gli avessero dato troppi motivi per sorridere ancora. Con la Sampdoria di Ranieri dedita a un 4-4-2 alquanto difensivo, fatto di una doppia muraglia, gli spazi in avanti erano davvero pochi e il solo grimaldello utilizzato, le discese dei terzini e in particolare quelle di Hernandez a sinistra, non poteva funzionare proprio per via dell'altissima densità di popolazione in zona. Anzi, da un anticipo di Vieira su Çalhanoglu nella metà campo sampdoriana, è nato il primo vero sussulto: un contropiede chiuso da un sinistro di Ramirez, rimpallato in corner. Il Milan si è acceso per un reclamo, su un ruvido intervento a bloccare una discesa di Hernandez, poi per una mischia su corner, risolta dal rinvio sulla linea di Vieira, e infine, poco prima della mezz'ora, per uno strappo di Çalhanoglu, che ha offerto a Suso un diagonale rasoterra, flebile e parato da Audero. L'uscita del fantasista Ramirez, schierato all'ala destra e zoppicante dopo un duro contrasto a centrocampo, ha accentuato la vocazione alla copertura della Sampdoria con l'ingresso di Depaoli: parentesi tattica breve, perché Depaoli stesso si è infortunato quasi subito ed è stato rimpiazzato da Jantko, giocatore più offensivo, che si è piazzato a sinistra, con trasloco di Linetty sull'altra fascia.Milan, ovazione per il ritorno a San Siro di Ibrahimovic
Un'ovazione da parte dei tifosi del Milan ha salutato il ritorno di Zlatan Ibrahimovic in rossonero a San Siro. Prima della partita contro la Sampdoria, non appena sul maxischermo è apparsa l'immagine dell'attaccante svedese che nel tunnel degli spogliatoi si accingeva a entrare in campo, dagli spalti si è levato un boato e urla e applausi. Ibrahimovic, che ha iniziato il match in panchina, ha risposto applaudendo il pubblico. In curva sud è stato esposto uno striscione: "Una nuova sfida da vivere insieme: Bentornato Ibra". I tifosi rossoneri però non hanno dimenticato la pesante sconfitta rimediata nell'ultima uscita del 2019: la stessa curva sud prima dello striscione dedicato a Ibra ne ha esposto un altro con la scritta 'Atalanta-Milan 5-0'.
Rischi in contropiede
Il Milan ha continuato a tentare l'ardua impresa dei filtranti nell'area avversaria, dove non passava uno spillo per l'attitudine dei difensori e dei centrocampisti di Ranieri alle chiusure efficaci: da applausi quella di Chabot, che ha sradicato a Suso il pallone, mentre dopo finte e controfinte in area si stava preparando al tiro. San Siro ha iniziato a indispettirsi soprattutto con lo spagnolo, fischiato prima dell'intervallo per un sinistro fin troppo ardito. Il Milan l'ha scampata bella su un contropiede di Gabbiadini, scattato in fuorigioco: l'assist per Jantko, che ha segnato a porta vuota, è stato vano. Ma l'attesa per Ibra, a quel punto, è diventata ancora più ovvia. Pioli lo ha fatto alzare dalla panchina al 41', tra gli applausi della folla: lui ha abbracciato l'altro svedese della partita, il centrocampista della Samp Ekdal, che si stava a sua volta scaldando, e si è preparato alla scena successiva prevista dal copione, con un intermezzo. All'inizio del secondo tempo, dopo un destro dimostrativo di Çalhanoglu, il nuovo rischio corso è stato enorme: Bennacer ha innescato involontariamente la fuga di Gabbiadini, che ha sparacchiato sulle gambe di Donnarumma. Eccola dunque, la scena madre tanto attesa dal pubblico: Ibra in campo per Piatek, con l'aggiunta di Leao per Bonaventura e Çalhanoglu arretrato, a disegnare un 4-3-3 in cui il tridente avanzato era nuovo per due terzi.