Milan, Pioli tra sorrisi e mugugni. Per Firenze emergenza difesa
di STEFANO SCACCHI
Pioli e Ibrahimovic (agf)
Il tecnico dopo la vittoria con il Torino sottolinea i passi avanti: "Stiamo trovando un'identità". Ma deve fare i conti con la faccia scura di Ibra e il 'caso' Musacchio. Per la trasferta al Franchi disponibili come centrali solo Romagnoli e Gabbia
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MILANO - Il Milan evita la terza rimonta in pochi giorni dopo quelle brucianti subite con Inter e Juventus, ma soffre troppo per conquistare la vittoria con il Torino a San Siro che vale l'aggancio al 6° posto insieme a Verona e Parma. Il termometro della fatica è rappresentato dalla faccia scura con la quale Ibrahimovic - un piacere vederlo giocare a 38 anni per la sua capacità di sprigionare sapienza calcistica necessaria a sopperire al deficit di esplosività fisica - ha lasciato molto rapidamente il campo e lo stadio. Ci pensa Pioli a spiegare il motivo di questa uscita con il volto rabbuiato: "Zlatan era arrabbiato perché si poteva fare meglio per chiudere prima la partita - spiega l'allenatore rossonero - dobbiamo essere ambiziosi e cercare sempre di migliorare".
Caso Musacchio
L'altra espressione poco sorridente della rosa milanista è quella di Musacchio. Il difensore centrale argentino non è entrato in campo al momento dell'infortunio di Kjaer alla fine del primo tempo (il danese ha rimediato un problema muscolare al flessore della gamba sinistra). La prima scelta per la sostituzione ovviamente era Musacchio, ma alla fine sul terreno di gioco è andato il giovane Gabbia. Il centrale sudamericano, deluso per le ultime panchine, si sarebbe rifiutato di rispondere alla chiamata di Pioli dicendo di avere avvertito un fastidio al polpaccio durante il riscaldamento a bordo campo. A quel punto il giocatore è rimasto negli spogliatoi nel secondo tempo senza tornare in panchina. Pioli prova a ridimensionare l'episodio: "Musacchio non si è rifiutato. Ha detto di avere avuto un problema muscolare. È ovvio che non è rientrato dopo l'intervallo. Se aveva un problema al polpaccio".
Sarà curioso capire come sarà gestito il prosieguo di questo caso in vista della trasferta di sabato a Firenze. Perché al momento, con Kjaer infortunato e Musacchio protagonista di questa vicenda, gli unici centrali sicuramente abili e arruolabili sono Romagnoli e Gabbia. Il 20enne difensore di Busto Arsizio è al settimo cielo per il debutto in Serie A: "È il coronamento di un sogno. Dedico questa partita ai miei nonni che hanno l'abbonamento a Milanello - dice per l'emozione al posto di San Siro - ci venivo da quando ho 6 anni. Sono molto felice. Speriamo di affrontare altre notti così". Potrebbe arrivarne un'altra a brevissimo per il difensore che ha iniziato la carriera da centrocampista chiamato a organizzare la manovra. Già sabato sera a Firenze potrebbe toccare nuovamente a lui.
Cercasi terquartista
Pioli ha anche un altro dubbio in vista della trasferta di Firenze. L'infortunio di Calhanoglu obbliga a scegliere il trequartista tra Paquetà a Bonaventura. Con il Torino è toccato al brasiliano che però ha deluso. Nel finale è entrato l'ex atalantino. Pioli, però, prima di tutto festeggia il ritorno alla vittoria: "Stiamo trovando un'identità. Mancano ancora 14 partite. Sono tantissime. La classifica è lì. Sto avendo belle risposte. Il nostro lavoro è essere sempre sotto esame. Questo ti tiene vivo. Li devi superare". Sabato ne arriva subito un altro. Il compagno a cui chiedere suggerimenti preziosi per preparare al meglio l'appello è Ante Rebic, al sesto gol nelle ultime sei partite, tra campionato e Coppa Italia. Il vice-campione del mondo sta trascinando la squadra. Ed è anche ex della Fiorentina. Un motivo in più per affidarsi a lui.