Bologna-Udinese 1-1: Palacio beffa i friulani nel recupero
di DIEGO COSTA
Palacio esulta dopo il gol del pareggio (ansa)
In piena emergenza la squadra di Mihajlovic riesce a strappare il pari al 92' con un gol dell'argentino che replica al vantaggio firmato nel primo tempo da Okaka
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BOLOGNA - Il Bologna non finisce mai. Per la quinta volta segna nel finale un gol decisivo. Cambiano i marcatori, non l'atteggiamento della squadra, non i colori di chi va in gol.
Tocca al campeador, Rodrigo Palacio, firmare un pareggio frutto di tanto cuore. Meritato. L'Udinese cerca di costruire sull'unico acuto offensivo la sua prima vittoria esterna del girone di ritorno. All'andata, contro i rossoblù, aveva fatto la stessa cosa e gli era andata bene. La squadra di Gotti conferma la sua forza difensiva, fa valere la sua superiore fisicità, ma stavolta viene acciuffata sul traguardo con un gol che nasce da un'azione piuttosto caotica: su cross di Tomyatsu, in mischia convulsa.
La fortuna aiuta l'audace
La fortuna aiuta l'audace, perché Orsolini cicca una rovesciata acrobatica a un metro da Musso. Se avesse toccato la sfera, l'eterno argentino sarebbe stato in fuorigioco. In estrema emergenza, ma Sinisa Mihajlovic non vuole cambiare il modulo e non vuole rinunciare alla sua filosofia calcistica: attaccare, attaccare, attaccare. Quindi Skov Olsen dietro a Palacio, con licenza di allargarsi a destra quando Orsolini lo aiuta centralmente. Poli e Dominguez in linea mediana e una panchina fatta solo di Primavera. Il Bologna parte come sempre, e l'Udinese fa valere la sua superiore fisicità ora funzionale - con Gotti - alla manovra. Le squadre però cancellano l'una all'altra la fase d'attacco. Negli ultimi metri insomma, Musso e Da Costa gestiscono solo palloni di ordinaria amministrazione. Il gol che segna i primi 45' è frutto di una crescita nel corso del match, fisiologica, a centrocampo, dell'ospite. Una squadra, quella delle zebrate, che rappresenta l'avversario più ostico per il Bologna, caratteristiche alla mano.
Ma sulla punizione che De Paul si conquista e calcia in area, troppe amnesie, Danilo che non sale, Mbaye che si perde l'avversario, favoriscono un'incornata di Okaka sotto porta facile facile. Da Costa non può far nulla. Uno a zero. Il Bologna si butta avanti, Gotti perde subito Sema per infortunio e mette Zeegelaar. Nella lettura finale del match, rinunciare allo svedese è una perdita grave, nello scacchiere friulano. Era partito bene, infatti, lo svedese aveva messo alla frusta Tomyatsu, uscendo spesso vincitore, come in occasione di un'incursione profonda chiusa con un bel cross al centro, "spazzato" da Dominguez. La reazione rossoblù è tutta su una bordata potente di Barrow che sfiora il palo. Il gambiano si era visto anche poco prima, in area, con un velenoso tiro cross, deviato, che aveva costretto Musso a cambiare direzione di tuffo per evitare un autogol.
Alla ripresa del gioco, il Bologna insiste, ma Skov Olsen sembra un pesce fuor d'acqua. O lui non ha ancora capito il gioco della squadra o viceversa la squadra non riesce a sfruttare le sue innate qualità. L'Udinese si rintana, riparte e costruisce una chirurgica occasione con Lasagna, pescato da De Paul davanti a Da Costa, Mbaye in spaccata compie una prodezza ed evita il raddoppio, ma tutta la linea difensiva di Mihajlovic gioca una partita di alto livello, con la sola, dolorosa amnesia del gol subito su calcio piazzato.
Baldursson, esordio convincente
Mihajlovic intanto ha riequlibrato il centrocampo, facendo debuttare Baldursson, islandese di 18 anni. Ne ottiene risposte eccellenti. Dirà Palacio alla fine: "Da quello che ha fatto vedere ha un grande venire davanti". La mossa libera dai doveri mediani Dominguez che può fare quello che fa meglio, la qualità nel passaggio. Miha però non abbassa il Bologna, ecco infatti Juwara all'attacco, per far rifiatare Poli.
Premio al cuore più che alla lucidità
La fisicità dell'Udinese sembra comunque sfangarla, Okaka è esausto, ma Gotti ha già tolto Lasagna. Musso non deve mai compiere grandi parate, perché Orsolini getta alle ortiche un pallone a centro area, cercando l'angolino e trovando il fondocampo. Ma l'Udinese non riparte più, mentre il Bologna è il corridore che resta piegato sul manubrio. Il gol arriva in modo rocambolesco, all'ultimo assalto - o quasi - come un premio all'ostinazione, al sacrificio, alla volontà e al coraggio più che alla lucidità.
Bologna e Udinese 1-1 (0-1)
Bologna (4-2-3-1): Da Costa, Tomiyasu, Danilo, Bani, Mbaye, Dominguez, Poli (36' st Juwara), Orsolini, Skov Olsen (13' st Baldursson), Barrow, Palacio. (20 Breza, 97 Sarr, 6 Bonini, 25 Corbo, 70 Ruffo Luci, 72 Stanzani, 80 Mazza, 29 Cangiano). All.: Mihajlovic. Udinese (3-5-2): Musso, Becao Troost Ekong, Nuytinck, Stryger Larsen, De Paul, Mandragora, Fofana (18' st Walace), Sema (37' pt Zeegelaar), Okaka, Lasagna (36' st Jajalo). (27 Perisan, 88 Nicolas, 3 Samir, 18 Ter Avest, 30 Nestorovski, 91 Teodorczyk) . All.: Gotti. Arbitro: Pasqua di Tivoli. Reti: nel pt 33' Okaka; nel st 46' Palacio. Angoli: 7 a 4 per il Bologna. Recupero: 3' e 5'. Ammoniti: Okaka per gioco scorretto; Mbaye, De Paul per comportamento non regolamentare. Spettatori: 21.523.