Il calcio si scontra con l'algoritmo: quattro ipotesi per uscire dallo stallo
di FRANCO VANNI
Il presidente federale Gabriele Gravina (ansa)
Figc-Lega, lunedì in Consiglio lo scontro su scudetto, promozioni e retrocessioni. Da una parte il presidente federale Gravina che difende il sistema matematico, dall'altra la Lega che si oppone
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ROMA - Quello di lunedì si annuncia un consiglio federale Figc incandescente. Da una parte la Lega di Serie A, contraria al fatto che in caso di stop del campionato possa essere un algoritmo a determinare la vincitrice dello scudetto e le squadre retrocesse. Dall'altra il presidente della Figc Gabriele Gravina, che la soluzione dell'algoritmo (quantomeno per determinare retrocesse e promosse dai campionati inferiori) l'ha proposta e sostenuta con forza. E che deve tenere conto anche degli interessi delle serie minori, dalla B in giù, che in consiglio siedono e votano.
La proposta della Lega di A, se accettata, potrebbe portare a due scenari, entrambi ritenuti inaccettabili dalla Figc, dalla Lega di Serie B e dalla Lega Pro. Ma teoricamente è possibile che da qui a lunedì qualcuno cambi idea e che la linea del massimo campionato sarà alla fine premiata. La prima ipotesi: in caso di stop improvviso al campionato dopo la ripresa, nell'impossibilità di determinare le retrocessioni, sono comunque fatte salve le promozioni. La prossima stagione si avrebbero quindi una Serie A a 23 squadre, una Serie B a 24 e una Serie C a 67. Un'ipotesi difficilmente percorribile, visto che il prossimo campionato inevitabilmente comincerà nel mese di settembre e il calendario già di per sé sarà fitto di gare. In questo caso, a risentirne dovrebbe essere la Coppa Italia, eliminata del tutto o ridotta alle sole fasi finali.
Una seconda impostazione, compatibile con il criterio posto dalla Lega di Serie A, è che in caso di nuovo stop, nell'impossibilità di arrivare in fondo alla stagione, il campionato 2020/2021 cominci con le stesse squadre iscritte alla stagione 2019/2020: 20 club in Serie A, 20 in Serie B, 60 in Serie C. Questa è l'ipotesi maggiormente temuta dalla Serie B, che si prepara alla battaglia legale. Se dovesse passare questa linea (è molto improbabile) i club del secondo campionato potrebbero addirittura decidere di non giocare. E oltre alle azioni dei singoli club, come il Benevento capolista in solitaria, la Lega di Serie B valuta la possibilità di un'azione legale collettiva contro la Serie A: la "missione" dei club di Serie B è l'accesso alla A.
Nell'ultima assemblea di Lega è stata bocciata una proposta di Tommaso Giulini, presidente del Cagliari, che ha proposto in caso di un nuovo stop al campionato di limitare a 2 le retrocessioni, consentendo comunque alle prime due della B di essere promosse. Proposta rispedita al mittente dopo avere raccolto 7 voti favorevoli, compreso il suo.
Terza ipotesi: algoritmo per le retrocessioni ma niente scudetto
L'ipotesi più probabile è che il consiglio federale Figc decida, con i voti contrari della Serie A, di far salvo l'algoritmo per decidere, in caso di stop, quali squadre dovranno essere promosse e quali dovranno invece retrocedere. Questo, ovviamente, solo se al momento dell'arresto delle gare le posizioni non siano aritmeticamente definite. Al tempo stesso, il consiglio potrebbe decidere espressamente la non assegnazione del campionato di Serie A, dal momento che vincere lo scudetto non comporta di per sé promozioni o accesso alle coppe. In pratica alla prima classificata sarebbe garantito l'accesso alla Champions (come alla seconda, alla terza e alla quarta) e il conseguente premio in denaro, ma le sarebbe vietato cucirsi sul petto lo scudetto. È la soluzione auspicata dalla Juventus, con il presidente Andrea Agnelli convinto che gli scudetti "siano quelli vinti sul campo". Un'impostazione accettata dal presidente della Figc Gravina.
Quarta ipotesi: algoritmo per le retrocessioni e via libera della Figc sullo scudetto
Questa soluzione sarebbe gradita dal presidente laziale Lotito, che insieme a Napoli e Roma si è astenuto nel voto sulla delibera della Lega di Serie A, a cui il solo il Milan ha votato contro. In pratica, la Figc potrebbe affermare il criterio dell'algoritmo per determinare le squadre retrocesse e promosse, ma non pronunciarsi sulla questione scudetto, lasciando libertà alla Serie A di decidere il da farsi. I presidenti del fondo classifica hanno infatti fatto notare che se l'algoritmo non è degno di determinare un vincitore, a logica non dovrebbe neanche potere decidere le retrocesse. Ribaltando il ragionamento, se il consiglio federale Figc dovesse imporre il criterio della classifica corretta per mandare tre squadre in B, potrebbe al contempo lasciare la libertà alla Serie A di decidere sullo scudetto. Starà poi alla Lega decidere se annullare l'assegnazione dello scudetto con una nuova delibera, emettere un nuovo provvedimento ad-hoc, o lasciare all'eventuale vincitore designato dall'argoritmo la possibilità di decidere se rifiutarlo (come ha annunciato che farebbe la Juve) o invece cucirselo al petto (come è realistico che farebbe la Lazio).
Il rischio di stop
Se si scegliesse una delle prime due ipotesi dell'elenco (niente retrocessioni in caso di nuovo stop) aumenterebbe il rischio che il campionato di Serie A non svolga parte del proprio compito: definire una classifica in grado di indicare quali squadre devono scalare al campionato inferiore, per far posto alle promosse. E basterebbe davvero poco: se una squadra dovesse avere anche un solo positivo al coronavirus, con le attuali norme sulla quarantena, l'intero gruppo verrebbe isolato per due settimane senza potere giocare. E stilare un nuovo calendario sarebbe a quel punto impossibile per ragioni di tempo. Il presidente Gravina ha chiarito che le squadre che dovessero nascondere casi di positività al virus saranno escluse dai vari campionati. Probabilmente sarà necessario prevedere punizioni anche per chi, temendo la retrocessione, dovesse comunicare falsi positivi pur di fermare il campionato. Il tutto, in attesa di capire se entro la ripresa dei campionati il governo accetterà una gestione della quarantena "alla tedesca": con un giocatore positivo, lui solo viene isolato mentre la squadra continua a giocare.