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Udinese-Milan 1-2: De Paul risponde a Kessie, nel finale decide Ibrahimovic

Ibrahimovic esulta dopo il gol vittoria (afp)
Una rete dello svedese permette ai rossoneri di passare alla Dacia Arena, allungare la striscia positiva (24 partite) e blindare il primo posto in classifica
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UDINE - Un meraviglioso piedone rovescia la partita e permette al Milan di vincere ancora, di restare primo (e solo) e di godersi l'implacabile eternità di Zlatan Ibrahimovic: ovviamente il piedone è il suo. Era una palla quasi persa, vagava rimbalzando nell'area piccola ed ecco che lo svedese allunga la gamba destra fino in cielo, nessuno può arrivare lassù, e inventa una rovesciata/schiacciata che picchia sull'erba e finisce in porta. Questo drago che ha compiuto 39 anni il 3 ottobre va a segno da 6 partite consecutive, oltre alla tre doppiette che ha già segnato. Cosa dire di più, se non che i rossoneri non sono più una sorpresa ma una splendida realtà?

<< La cronaca della partita >>

Il Milan tiene lungamente il campo con la padronanza di chi vuol fare la partita e conservare ad ogni costo il primato. Appare squadra autorevole e sicura, pressa alto e imposta sin dal primo pallone. C'è turno…
UDINE - Un meraviglioso piedone rovescia la partita e permette al Milan di vincere ancora, di restare primo (e solo) e di godersi l'implacabile eternità di Zlatan Ibrahimovic: ovviamente il piedone è il suo. Era una palla quasi persa, vagava rimbalzando nell'area piccola ed ecco che lo svedese allunga la gamba destra fino in cielo, nessuno può arrivare lassù, e inventa una rovesciata/schiacciata che picchia sull'erba e finisce in porta. Questo drago che ha compiuto 39 anni il 3 ottobre va a segno da 6 partite consecutive, oltre alla tre doppiette che ha già segnato. Cosa dire di più, se non che i rossoneri non sono più una sorpresa ma una splendida realtà?

<< La cronaca della partita >>

Il Milan tiene lungamente il campo con la padronanza di chi vuol fare la partita e conservare ad ogni costo il primato. Appare squadra autorevole e sicura, pressa alto e imposta sin dal primo pallone. C'è turnover rispetto all'Europa League (6 i cambi anche nell'Udinese) e ci sono stati soltanto due giorni pieni di tregua tra Sparta Praga e campionato, nell'ora di pranzo della domenica. Il Milan vuol proseguire lo stato di grazia che lo vede imbattuto da molti mesi, da 23 gare prima di questa al Friuli, nonché confermare la dote di segnare sempre almeno due gol. Ci riesce, infatti, pure stavolta, cominciando al 18'. L'azione rossonera è a suo modo classica: possesso palla convinto e "fisico", poi lancio lungo a Ibrahimovic che sa cosa fare, e cioè il suo fantastico stop col controllo ragionato del pivot. In quegli istanti, lo svedese scannerizza il campo e decide sempre dove mettere la palla, al meglio. Ibra sente l'arrivo di Kessié, lo serve e il risultato è una stangata di destro dell'ivoriano, davvero tra i più tonici in questo sorprendente avvio di stagione milanista.

La squadra di Pioli (lo aveva detto, il tecnico: "Siamo in testa e vogliamo rimanerci") non arretra di un millimetro neppure dopo il vantaggio, è così che si cresce anche in personalità, poi rifiata un poco verso la mezz'ora concedendo una reazione di carattere ai friulani, che però vanno a sbattere contro un muro pur essendo un gruppo molto atletico. In particolare, il Milan mostra di essere assai ben disposto in campo. Ritrova il suo portiere titolare, è robustissimo nella linea centrale di difesa e nel contempo agile sulle corsie esterne. La cerniera di centrocampo sfrutta le geometrie di Bennacer e la potenza di Kessié, i quali formano una delle migliori coppie di mediana dell'intera serie A. Ma è davanti che il Milan disorienta gli avversari con Saelemaekers in continua progressione a destra e Leao, sempre più continuo e altruista a sinistra, mentre Calhanoglu si muove bene da trequartista classico alle spalle di Zlatan Ibrahimovic, implacabile centroboa. La freschezza dello svedese è dimostrata anche dai tiri potentissimi e secchi che scaglia non appena gli concedono spazio.

Spazio che invece il Milan, senza apparente motivo, regala all'Udinese in avvio di ripresa, quando Romagnoli provoca il rigore atterrando Pussetto e protestando molto: il rossonero in effetti prende la palla, ma insieme all'avversario. Il penalty viene trasformato con maestria da Rodrigo de Paul, il più talentuoso tra i bianconeri che da 48 partite in A non vedevano lo straccio di un rigore in A. Il pareggio imprime una netta accelerazione al match, con Pioli che manda in campo due titolari di peso come Tonali e Brahim Diaz: un altro segno che vuole proprio vincere. Ora si naviga a vista e Pioli si affida anche a Rebic, essenziale l'anno scorso ma assente da settembre per una lussazione al gomito, mentre Gotti chiede a Kevin Lasagna di sfruttare la velocità per tentare addirittura di vincere. Cosa che invece riesce al Milan con quel piedone meraviglioso di Ibra.

Udinese-Milan 1-2 (0-1)
Udinese (4-3-3): Musso; Stryger Larsen (36' st Bonifazi), Becao, De Maio, Samir; De Paul, Arslan (17' st Makengo), Pereyra (36' st Forestieri) Pussetto, Okaka (25' st Lasagna), Deulofeu (st 25' Ouwejan). (96 Scuffet, 31 Gasparini, 16 Molina, 17 Nuytinck, 18 Ter Avest, 30 Nestorovski, 90 Zeegelaar). All.: Gotti.
Milan (4-2-3-1): Donnarumma; Calabria (25'st Dalot), Kjaer, Romagnoli, Hernandez; Kessié, Bennacer (11' st Tonali); Saelemaekers (11' st Diaz), Calhanoglu (43' st Krunic), Leao (25' st Rebic); Ibrahimovic. (1 Tatarusanu, 90 Donnarumma, 14 Conti, 15 Hauge, 20 Kalulu, 27 Maldini, 43 Duarte). All.: Pioli.
Arbitro: Di Bello di Brindisi.
Reti: nel pt 18' Kessie; nel st 3' De Paul (rigore), 38' Ibrahimovic.
Angoli: 2-4 Recupero: 0' e 4' Ammoniti: Hernandez, Becao, Arslan, Donnarumma.