La Serie A come Cocoon: è la patria dei gol over 30
di
Matteo Pinci
Ibra e Ronaldo, a 39 e 35 anni, trascinano il Milan capolista e la Juve campione. Decisivi anche Mkhitaryan, Gomez, Immobile. Anche sul mercato, si punta sui "vecchi". Ma all'estero è tutta un'altra storia
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Era il 1985 quando le sale cinematografiche proiettavano il film Cocoon: raccontava di tre anziani che immergendosi in una piscina sentivano improvvisamente rifiorire le forze, tornando giovani. Quando uscì quel film Zlatan Ibrahimovic aveva appena 4 anni, Cristiano Ronaldo era appena nato. Oggi, la Serie A sembra quasi la mitica piscina di Cocoon: uno spazio in cui le stelle sentono sparire i fastidi dell'età ritrovando lo smalto degli anni migliori. Ibra e CR7, certo: ma anche Mkhitaryan, Pedro, Gomez: un campionato deciso dagli over 30. Capaci di trasformare il Sunset Boulevard in una Promenade de la Gloire.
Soltanto un anno fa, Ibra pensava addirittura all’addio al calcio, come ha confessato pochi giorni fa in una diretta video con l'amico Mihajlovic. Dodici mesi dopo, a 39 anni suonati, marcia al ritmo di 10 gol in 6 partite giocate, nessun over 30 nella storia della Serie A era mai arrivato in doppia cifra in 8 giornate di campionato, con quattro doppiette all’attivo. Nel Milan capolista, animato da ragazzi di talento come Bennacer, Hernandez, Kessié, il totem è sempre lui. Proprio come Ronaldo, che trascina la Juventus anche a 35 anni: 8 gol, sempre a segno nelle prime 5 gare giocate in campionato. Non gli riusciva dall’avvio della Liga 2014, addirittura 6 anni fa. Una nuova giovinezza, quella delle star di Milan e Juve, ma non l’unica, se da anni l’Atalanta è beneficia delle prodezze del Papu Gomez, 32 anni. Persino la Roma vola grazie a Mkhitaryan, 31 anni, che l’Arsenal aveva prepensionato già nel 2018. In Italia invece l’armeno incide come ai tempi di Dortmund, completando un tridente di campioni non proprio giovanissimi con Dzeko e Pedro, esiliati dalla Premier e rifioriti in Italia.
Un paese per vecchi, se negli ultimi 10 campionati, ha vinto 6 volte la classifica marcatori un calciatore che aveva già scollinato (spesso ampiamente) i 30. Immobile li ha compiuti a febbraio, per poi prendersi addirittura la Scarpa d'Oro lo scorso agosto. Prima era toccato a Quagliarella (36) nel 2019, a Dzeko (31) nel 2017, a Toni (38) nel 2015, a Ibra (30) nel 2012 e a Di Natale (34) nel 2011. E non solo gli attaccanti ringiovaniscono: Smalling e Kjaer sono tornati a livelli eccellenti con Roma e Milan, e tanti in estate e autunno hanno puntato su acquisti non proprio verdissimi, da De Silvestri a Godin, da Borja Valero a Callejon, da Badelj a Kolarov e Vidal, da Reina a Candreva.
La linea verde del Borussia
La tendenza è soprattutto italiana. Basti pensare alla Germania, dove Haaland a 20 anni macina record guidando la prima linea del Borussia Dortmund lanciato all’inseguimento del Bayern capolista e al capocannoniere Lewandowski (32), con a rimorchio stelline come Mateta (23 anni, del Mainz) e Matheus Cunha (21 anni, dell’Hertha). In Francia il re dei bomber è Mbappé, tallonato dal 24enne Dia (Reims) e dal 21enne Niane (Metz). Ma non solo: Oyarzabal della Real Sociedad e Joao Felix dell’Atletico – 23 anni il primo, 21 il secondo – sono gli uomini simbolo di una Liga senza padroni, mentre nella Premier di Salah e Son (28 anni a testa), di Kane e Bamford (27) domina il 23enne Calwert-Lewin, dell’Everton. Unico intruso è Jamie Vardy, instancabile centravanti del Leicester che, a 33 anni, continua a ricordare a tutti come, per chi vuole, il gol non abbia età.