Sport

Paulo Dybala in azione: per l'attaccante prova sotto tono (agf)

Benevento-Juventus 1-1: a Morata risponde Letizia. Ma senza Ronaldo i bianconeri non graffiano

Lo spagnolo (espulso dopo il fischio finale), apre le marcature, ma la squadra di Pirlo viene raggiunta nel finale di primo tempo. E nella ripresa l'assenza del portoghese appare lampante

2 minuti di lettura
BENEVENTO - Banalmente, si può dire che l'assenza di Ronaldo costa punti, visto che senza di lui la Juve ha vinto soltanto due volte su sei. Ma ai campioni di nove scudetti dovrebbero essere sufficienti Dybala e Morata, oltre a tutto l'armamentario che c'è alle loro spalle, per spezzare le reni al Benevento? Dovrebbero, in effetti, e invece ai giallorossi ha fatto solamente il solletico, incaponendosi in una partita discreta per una mezzoretta ma poi monocorde, ottusa, con più nervosismo che passione. Quando ha smesso di avere le forze per punzecchiare in contropiede, il Benevento s'è ordinatamente messo a proteggere l'area, passando al 5-3-2 e non rischiando praticamente nulla.

Montipò ha dovuto sforzarsi solamente su Dybala nel finale, quando il nervosismo della Juve è sfociato nell'espulsione di Morata, cacciato per proteste a partita finita: reclamava per un rigore che non c'era. Non giocherà il derby di sabato prossimo. Eppure la Juve non aveva iniziato male. Ha cominciato a fare vedere belle cose dalla metà campo in su, o per meglio dire nei trenta metri davanti a Montipo, nei quali la palla per mezzora ha girato velocemente, grazie in particolare al contributo di due elementi molto tecnici come Dybala e Ramsey. E stavolta ha funzionato abbastanza bene anche il recupero alto del pallone, ma è a difesa schierata che i bianconeri hanno sempre fatto fatica, soprattutto quando il Benevento ha allargato il gioco sulle fasce, e in particolare su quella sinistra: sono arrivati molti cross e diversi corner, che comunque gli juventini hanno tenuto sotto controllo grazie alla loro soverchiante predominanza fisica.

In un contesto di superiorità generale, la Juventus non è comunque riuscita a sfondare, nemmeno dopo essere passata in vantaggio grazie a un contropiede a lunga gittata: Chiesa, bravissimo nella circostanza, ha pescato Morata in area con un lancio profondo da metà campo, consentendo allo spagnolo di puntare Ionita, terzino improvvisato, e di saltarlo facilmente prima di battere Montipo con un diagonale mancino. È stata, quella, la fase migliore della Juventus, che 5' più tardi avrebbe avuto la possibilità di raddoppiare con Dybala: il suo sinistro a giro è uscito di un niente, ma era stato ancor più spettacolare il doppio scambio dell'argentino con Morata e Ramsey. Appena dopo la mezzora c'è stata la terza azione di pregio nel giro di dieci minuti, con la combinazione tra Chiesa e Frabotta che ha mandato al tiro Ramsey. Montipo ha respinto di piede: sarà l'unica parata della sua partita fino a quella, decisiva, su Dybala al 40' st.

È in quel momento che la Juventus ha smesso di giocare in scioltezza, quasi in allegria, finendo per accusare la reazione del Benevento, cha ha dato la sensazione di essere organizzato meglio, di avere più idee il rapporto al potenziale tecnico a disposizione, clamorosamente inferiore rispetto a quello bianconero, ma anche di essere più smaliziato, più tosto di carattere. Il primo pericolo l'ha portato Lapadula di testa (35'), poi un destro di Schiattarella ha costretto Szczesny a una parata impegnativa poco prima del pareggio di Letizia all'ultimo secondo del primo tempo, una rasoiata in diagonale favorita da uno svarione di Arthur, che ha sbagliato il rinvio.

<<La cronaca della gara>>

Dopo l'intervallo, la Juve ha portato in campo solo confusione e nervosismo. Ha rischiato su un contropiede di Improta e poi ha cominciato a tocchettare, in maniera lenta e imprecisa, nei pressi dell'area del Benevento, senza cavare un ragno dal buco. Morata è sparito dopo aver sbagliato la mira di testa al 6' st e i nuovi entrati (in particolare Kulusevski) hanno solamente contribuito al caos. Il Benevento ha retto giocando con ordine e organizzazione, anche se non ha più avuto la forza per ripartire con incisività, ma comunque non ha corso praticamente nessun rischio, reagendo agli infortuni di Caldirola e Maggio cambiando il modulo e adattando Improta in difesa. Schiattarella, Improta, Lapadula e Glik hanno giocato assai meglio dei loro diretti avversari. Ma non è che ci voglia molto per giocare meglio di questa Juve.

Benevento (4-3-2-1): Montipo – Letizia, Glik, Caldirola (33’ st Maggio, 15’ st Insigne), Barba – Hetemaj, Schiattarella, Improta – Ionita (26’ st Tello), Caprari (26’ st Tuia) – Lapadula (26’ st Sau). All.: Inzaghi F.
Juventus (4-4-2) Szczesny – Cuadrado, Danilo, De Ligt, Frabotta – Chiesa (24’ st Bernardeschi), Arthur (17’ st Bentancur), Rabiot, Ramsey (17’ st Kulusevski) – Dybala, Morata. All.: Pirlo.
Arbitro: Pasqua.
Reti: 21' pt Morata 48’ pt Letizia
Note: espulso Morata a partita finita. Ammoniti Maggio, Cuadrado, Schiattarella, Inzaghi F, Barba, Improta, Insigne.

 
I commenti dei lettori