ROMA - Da un bianconero all'altro, è una Roma completamente diversa. Il 3-0 all'Udinese sigillato da due gol di Veretout e da Pedro conferma che dalla Roma non c'è da aspettarsi sorprese: se con le grandi fatica, con le "piccole" - dalla decima in giù - viaggia a punteggio pieno, 36 punti su 36. Terzo posto, terzo miglior attacco, il sorpasso a Juve e Napoli e un'efficacia nelle partite sulla carta più facili che non ha paragoni con nessuna avversaria in campionato.
<< La cronaca della partita >>
Doppietta di Veretout
Come sarebbe finita s'è capito subito. Al termine di una mezz'ora altamente infiammabile la Roma aveva già ipotecato il risultato, grazie a una doppietta di Veretout, arrivato a quota 9 gol in campionato: prima con un colpo di testa inserendosi in anticipo su Stryger Larsen dopo appena 5 minuti. Poi con un rigore certamente singolare nella dinamica assegnato dall'arbitro Giacomelli per un contatto tra il portiere friulano Musso e Mkhitaryan che lo aveva scavalcato con un pallonetto destinato oltre la linea di fondo. La Roma aveva segnato anche il terzo gol alla mezz'ora, ma l'azione avvolgente rifinita da Spinazzola e chiusa da Pellegrini era viziata da un fallo di Mkhitaryan che il Var Banti ha posto all'attenzione dell'arbitro. L'Udinese aveva protestato per un contatto tra Ibanez e Deulofeu, a ben vedere unica occasione dei bianconeri in un primo tempo molto romanista.
Deulofeu non riapre il match
La ripresa è una sorta di compassata esibizione stilistica in cui la Roma non pare aver voglia di infierire e l'Udinese si cimenta nel più esaustivo dei vorrei ma non posso. Persino quando, nel cuore della ripresa, Cristante decide di animare la festa dimenticandosi del pallone per stendere a Deulofeu un liscissimo red carpet verso Pau Lopez. Più bravo del connazionale che ha tentato di dribblarlo, a stendersi e spostare il pallone evitando sia il gol che il rischio rigore. Il momento di Dzeko è arrivato solo a 20 minuti dalla fine: ingresso timido, segno di una condizione - più mentale che fisica - ancora precaria, dopo la lite con Fonseca. Decisamente più pesante l'ingresso di Pedro, che dopo aver deciso l'andata, in pieno recupero ha messo il sigillo di garanzia sul 3-0 e interrompendo un digiuno da gol che durava da novembre, complice anche un 2021 in cui era fermo - in campionato - ai 45' minuti giocati nel derby. Per la Roma, l'ennesima conferma: contro le squadre della seconda metà della classifica, Fonseca è una sentenza.
Roma-Udinese 3-0 (2-0)
ROMA (3-4-2-1): Pau Lopez; Mancini, Cristante, Ibanez; Karsdorp, Villar, Veretout (dal 32' st Pedro), Spinazzola (dal 41' st Bruno Peres); Pellegrini (dal 41' st Diawara), Mkhitaryan; Mayoral (dal 22' st Dzeko). (83 Mirante, 87 Fuzato, 18 Santon, 20 Fazio, 27 Pastore, 31 Perez, El 92 Shaarawy). All.: Fonseca.
Udinese (3-5-2): Musso; Bonifazi, Nuytinck, Samir; Stryger Larsen (dal 17' st Molina), de Paul, Arslan (dal 29' st Makengo), Walace (dal 40' st Nestorovski), Zeegelaar (dal 29' st Ouwejan); Llorente (dal 17' st Okaka), Deulofeu. (96 Scuffet, 31 Gasparini, 87 De Maio, 50 Becao, 21 Braaf, 29 Micin). All.: Gotti.
Arbitro: Giacomelli di Trieste Reti: 5' e 26' pt Veretout (r), 48' st Pedro
Note - Calci d'angolo: 7 a 2 per la Roma. Recupero: 2'e 5'. Ammoniti: 11' st Pellegrini, 27' st Veretout per gioco scorretto.