Salernitana, il piano per l'iscrizione non 'gira': ma Lotito mira a prendere tempo
di Matteo Pinci , di Matteo PinciUn primo risultato Claudio Lotito lo ha ottenuto. Onorare i termini che la Federcalcio gli aveva imposto per perdere il possesso della Salernitana e scongiurare di avere due squadre in Serie A al momento dell’iscrizione. Certo, nella documentazione presentata qualcosa non torna. Anzi, molto. Perché la formula che ha scelto è articolata, sì, ma sembra far fatica a soddisfare le richieste che il presidente della Figc Gravina aveva avanzato, per accettare la soluzione del trust.
Com’è strutturato il trust
Lotito ha scelto un amministratore che è uomo di sua assoluta fiducia: il generale Ugo Marchetti, che aveva già candidato come presidente della Lega Serie A. Non solo. Ha indicato due trustee, ossia i gestori del bene contenuto nel trust: uno…
Un primo risultato Claudio Lotito lo ha ottenuto. Onorare i termini che la Federcalcio gli aveva imposto per perdere il possesso della Salernitana e scongiurare di avere due squadre in Serie A al momento dell’iscrizione. Certo, nella documentazione presentata qualcosa non torna. Anzi, molto. Perché la formula che ha scelto è articolata, sì, ma sembra far fatica a soddisfare le richieste che il presidente della Figc Gravina aveva avanzato, per accettare la soluzione del trust.
Com’è strutturato il trust
Lotito ha scelto un amministratore che è uomo di sua assoluta fiducia: il generale Ugo Marchetti, che aveva già candidato come presidente della Lega Serie A. Non solo. Ha indicato due trustee, ossia i gestori del bene contenuto nel trust: uno per ognuna delle società che erano proprietarie della Salernitana, la sua e quella del cognato Mezzaroma. Una formula che però sembra quasi confermare che nessuna delle due ha perso il controllo, seppur indiretto, sul bene. Tra l’altro, una delle due società scelte come trustee è Melior Trust, fiduciaria romana che in passato ha schermato Massimo Cellino e Luigi Bisignani. A scendere, ha aggiunto anche due garanti, un legale con cui ha avuto a che fare nel recente passato e un altro generale. Il loro ruolo serve a garantire il lavoro del trustee: ma garantirlo per conto di chi? E poi, il mandato a vendere: è sì di 6 mesi, come chiesto da Gravina, ma con una serie di deroghe (la prima di altri 45 giorni, la seconda di dieci e così via) che potrebbero portare la Salernitana a non aver cambiato proprietario neanche alla fine del prossimo campionato. Un modo che permetterebbe a Lotito, in caso di retrocessione, di tornare proprietario a tutti gli effetti. E ancora: a garantire la valutazione del bene, Lotito ha scelto Enrico Laghi, già commissario di Alitalia e Ilva.
Lunedì o martedì il verdetto della Figc
Insomma, è evidente: la formula così com’è stata presentata non “gira”. Motivo per cui la Federcalcio si è limitata a comunicare l’avvenuta “ricezione” della cessione di quote al trust così formulato. Ma è già iniziato un processo interno di valutazione e tra lunedì e martedì la Federcalcio muoverà dei rilievi sulla struttura amministrativa del trust. Rilievi che, se riferiti a piccoli aggiustamenti, permetterebbero a Lotito di guadagnare tempo. Ma se i pareri legali e giuridici della Figc fossero fortemente critici dell’operazione, la conseguenza inevitabile sarebbe la mancata iscrizione della Salernitana non solo alla Serie A, ma anche alla B.
La fiducia di Lotito
Lotito confida che queste contestazioni non portino a tanto. Al contrario pensa che possano diventare la base su cui “trattare” degli aggiustamenti, che permettano di salvare la Salernitana, garantendole l’iscrizione. Anzi, ne è assolutamente convinto, al punto da aver forzato la chiusura di un trust proprio nell’ottica di guadagnare tempo e scavallare il termine del 25 giugno. Anche per questo, marciano parallelamente i discorsi con gli imprenditori interessati a rilevare il club: il proprietario del Leeds Radrizzani, ad esempio. Ma si parla anche di altri interlocutori, tra cui la società Helbiz, nota casa di monopattini, che però smentisce qualsiasi coinvolgimento o interesse.
L’offerta rifiutata
Tra i presidenti della Serie A si favoleggia (ma con una certa convinzione) di una proposta che nelle settimane scorse sarebbe arrivata da una società molto seria e pronta a investire 26 milioni di euro per rilevare il club campano. Lotito avrebbe risposto chiedendone 60/70. Convinto di non dover avere poi così tanta fretta, perché nella stagione degli stipendi rimandati, dei tamponi controversi (per usare un eufemismo), dell’Irpef posticipata, delle partite rinviate per due giocatori positivi, una via d’uscita si possa comunque trovare.