Serie A: tra nostalgia vintage e sfumature avveniristiche, così cambia la maglia
di Furio Zara , di Furio ZaraCome si cambia (la maglia), per ricominciare. Questa estate i club della Serie A hanno rifatto il guardaroba. Individuata la palette cromatica, scelti i colori basici, studiato l'abbinamento e stilata la shopping list: pronti, partenza, via. Tra nostalgia vintage e sfumature avveniristiche, palla e tavolozza di colori al creativo e ci pensi lui. Sbizzarrirsi è un dovere, inciampare in una gaffe è un attimo. la Fiorentina si è ispirata alle divise anni 80 - quando Antognoni giocava guardando le stelle e la Viola lottava per lo scudetto - il Torino ha dedicato la sua seconda maglia al River Plate. Questione di affetto e riconoscenza: dopo la tragedia di Superga i "Milionarios" furono i primi a tendere la mano al Toro, proponendo un incontro di beneficenza per raccogliere fondi.
Come si cambia (la maglia), per ricominciare. Questa estate i club della Serie A hanno rifatto il guardaroba. Individuata la palette cromatica, scelti i colori basici, studiato l'abbinamento e stilata la shopping list: pronti, partenza, via. Tra nostalgia vintage e sfumature avveniristiche, palla e tavolozza di colori al creativo e ci pensi lui. Sbizzarrirsi è un dovere, inciampare in una gaffe è un attimo. la Fiorentina si è ispirata alle divise anni 80 - quando Antognoni giocava guardando le stelle e la Viola lottava per lo scudetto - il Torino ha dedicato la sua seconda maglia al River Plate. Questione di affetto e riconoscenza: dopo la tragedia di Superga i "Milionarios" furono i primi a tendere la mano al Toro, proponendo un incontro di beneficenza per raccogliere fondi.
La maglia dell'Inter omaggia il Biscione nerazzurro, quella del Bologna ha una texture di sfondo che richiama lo stile architettonico della città. Sulla divisa dell'Empoli c'è un leone, che richiama la storica Piazza Farinata degli Uberti di Empoli, nota anche come Piazza dei Leoni. Sulla parte frontale della maglia del Venezia sono stampate in oro le stelle della Basilica di San Marco. Ogni tanto appaiono maglie che sembrano stampate dalla Pro Loco, ma tant'è. Qualcosa convince, altro meno, anche se a leggere i comunicati ufficiali con cui vengono presentate le divise c'è un abuso di aggettivazione che rimanda "allo spirito audace e innovativo".
L'identità va marcata a ferro e fuoco, questa è la prima regola. Così ci si tuffa nel passato e si pesca a piene mani: la terza maglia della Juventus è gialla, esattamente come quella con cui la Juve del Trap, di Platini e Boniek, nel 1984 vinse la Coppa delle Coppe e quella della Juve di Lippi, Vialli e Del Piero che alzò la Champions del '96; la seconda della Roma riporta alla fine degli anni 70, bianca con il design tricolore (giallo oro, arancio e rosso, è il "look ghiacciolo") che compare sulle maniche e sul retro del colletto. Stesso percorso nella storia per il Napoli, che ha scelto il rosso per la terza divisa, proprio come ai tempi di Maradona.
E allora: "Si è fatta i ricci. Ci sono dei guai, e allora crede di risolvere tutto con i ricci", diceva Nanni Moretti/Michele Apicella in Bianca. Parafrasando, vien da dire che i nostri club hanno un problema - ne hanno parecchi per la verità - e pensano di risolverlo cambiando colore della maglia. Bastasse quello. Da Nike a Kappa, da Adidas a New Balance, da Macron a Zeus fino ad Armani: qualcuno cerca nitidezza e pulizia (Lazio, Roma, Napoli), altri allargano le strisce (Atalanta) o le si alternano di larghezze differenti (Milan), c'è chi omaggia l'Uruguay (terza maglia del Cagliari), e chi si inventa un terzo kit color corallo (Atalanta) o grigio pietra (Genoa). Tutto è minimal - a partire dal loghi - tutto è moderno. Tutto è fatto con materiale riciclabile, tutto è colorato (ma il verde dall'anno prossimo sarà bandito per esigenze televisive: "sbatte" col terreno di gioco).
Viviamo di slogan, per cui anche le maglie si adattano. Sul colletto delle divise del Bologna c'è la scritta "Lo squadrone che tremare il mondo fa", e fa niente se al posto del fuoriclasse Schiavio - che con quel Bologna vinceva gli scudetti - oggi c'è Santander. Sull'etichetta della divisa della Roma ecco "La Lupa", sul colletto a girocollo della maglia quelli della Sampdoria non hanno avuto dubbi: "La maglia più bella del mondo". Lo Spezia sul petto ha uno scudetto vale, a ricordare la vittoria del campionato d'Alta Italia nel 1944 da parte dei Vigili del Fuoco. Considerazione finale: le terze maglie ideate dalla Puma sono argomento di polemiche in tutta Europa, compresa l'Italia (al Milan, per esempio). Ebbene: queste terze maglie sono tutte uguali, cambia solo il nome. Scritto in bella evidenza sul petto, incorniciato tra due linee orizzontali, sopra lo sponsor. Dal Milan al Manchester City, dal Borussia Dortmund al Valencia, dall'Olimpyque Marsiglia allo Shakhtar Donetsk. Tutte volutamente uguali, a ribadire certo un'appartenenza: più che al club allo sponsor tecnico.