Napoli-Cagliari 2-0: Osimhen e Insigne riportano gli azzurri in vetta. E' la sesta vittoria in fila
di Marco Azzi , di Marco AzziNAPOLI - Tre per sei fa 18 e basterebbero i numeri per fotografare la partenza al fulmicotone del Napoli, che nel posticipo allo stadio Maradona si è sbarazzato con una disarmante prova di forza anche del Cagliari (2-0) e ha consolidato con pochi affanni il suo primato solitario in classifica. Del solito Oshimen e di Insigne su rigore le firme sulla sesta vittoria consecutiva in campionato della capolista, nella cui scia continua a rimanere tenacemente a stretto contatto (-2) il Milan, mentre tutte le altre big hanno invece perso più terreno. Ma non sono solo i risultati a esaltare il percorso netto degli azzurri: ben messi in campo e mai così convinti dei loro mezzi. Spalletti alla vigilia aveva diviso democraticamente in parti uguali i millesimi del condominio scudetto tra le “Sette Sorelle”, non volendo farsi carico di un fardello troppo oneroso già all'inizio della stagione. I suoi giocatori però non vogliono proprio saperne di sg…
NAPOLI - Tre per sei fa 18 e basterebbero i numeri per fotografare la partenza al fulmicotone del Napoli, che nel posticipo allo stadio Maradona si è sbarazzato con una disarmante prova di forza anche del Cagliari (2-0) e ha consolidato con pochi affanni il suo primato solitario in classifica. Del solito Oshimen e di Insigne su rigore le firme sulla sesta vittoria consecutiva in campionato della capolista, nella cui scia continua a rimanere tenacemente a stretto contatto (-2) il Milan, mentre tutte le altre big hanno invece perso più terreno. Ma non sono solo i risultati a esaltare il percorso netto degli azzurri: ben messi in campo e mai così convinti dei loro mezzi. Spalletti alla vigilia aveva diviso democraticamente in parti uguali i millesimi del condominio scudetto tra le “Sette Sorelle”, non volendo farsi carico di un fardello troppo oneroso già all'inizio della stagione. I suoi giocatori però non vogliono proprio saperne di sgombrare l'attico, in cui danno l'idea di essersi ambientati con la spensieratezza di chi ha la tasca piena e perciò non bada a spese.
La squadra fa progressi anche al Maradona
Finora il Napoli s'era fatto apprezzare specialmente in trasferta, spadroneggiando in campo aperto nelle recenti sfide contro Udinese e Sampdoria. Gli azzurri avevano dunque bisogno di testare i loro progressi pure al Maradona e hanno dovuto farlo in una gara dallo svolgimento meno lineare, in cui il Cagliari dell'ex Mazzarri si è preoccupato in primis di circoscrivere con la massima attenzione gli spazi, lasciando spesso soltanto Joao Pedro al di là della linea del pallone. La squadra di Spalletti s'è dunque ritrovata davanti a un bunker e ha avuto la capacità di sbriciolarlo con la prima vera spallata (11'): verticale di Anguissa, assist di Zielinski e guizzo sul primo palo dell'imprendibile Osimhen, al sesto centro personale consecutivo negli ultimi 360' tra Europa League e campionato. Ma il copione non è cambiato più di tanto e la partita è rimasta sgorbutica lo stesso, complice qualche preziosismo scenico da parte di Insigne e compagni, che hanno dato spesso la sensazione di abusare del fioretto.
Una ripresa fatta di concretezza
La capolista s'è fatta contagiare dall'entusiasmo del Maradona e ha smarrito un po' di concretezza, aiutando involontariamente a restare a galla per tutto il primo tempo il Cagliari, peraltro abile di suo a non perdere la testa per il gol subito a freddo. Il risultato è dunque rimasto in bilico e all'intervallo ci sono state perfino scintille tra Spalletti e Caceres, al rientro negli spogliatoi. Ma il tecnico toscano nell'intervallo ha soprattutto restituito la giusta carica al Napoli, che è tornato in campo nella ripresa con un atteggiamento diverso e molto più concreto, cercando di piazzare subito il colpo di grazia. Il gol su rigore di Insigne (11' st, ingenua trattenuta in area di Godin sul solito Osimhen) non è quindi arrivato per caso e ha messo fine con largo anticipo alla contesa, permettendo agli azzurri di gestire il resto della partita in scioltezza. Nessun rischio per Ospina, di nuovo imbattuto. L'altro segreto del primato è una difesa quasi imperforabile: 2 reti subite in 6 giornate. Nell'attico non ci sono spifferi.
Napoli-Cagliari 2-0 (1-0)
Napoli (4-2-3-1): Ospina, Di Lorenzo, Rrahmani, Koulibaly, Mario Rui, Ruiz (43' st Demme), Anguissa, Politano (23' st Lozano), Zielinski (23' st Elmas), Insigne (31' st Ounas), Osimhen (31' st Petagna). (1 Meret, 12 Marfella, 2 Malcuit, 59 Zanoli, 5 Juan Jesus, 44 Manolas, 14 Mertens). All.: Spalletti.
Cagliari (4-4-1-1): Cragno, Caceres, Walukievicz (23' st Ceppitelli), Godin, Lykogiannis (39' st Grassi), Zappa, Nandez, Deiola (23' st Keita), Strootman (39' st Pereiro), Marin, Joao Pedro. (1 Aresti, 31 Radunovic, 12 Bellanova, 15 Altare, 44 Carboni, 21 Oliva, 30 Pavoletti). All.: Mazzarri.
Arbitro: Piccinini di Forlì.
Reti: pt 10' Osimhen; st 12' Insigne (rig).
Angoli: 6-4 per il Napoli.
Recupero: 0' e 3'.
Ammoniti: Walukievicz, Elmas per gioco scorretto; Osimhen per comportamento non regolamentare.
Spettatori: 20 mila.