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Torino-Verona 1-0: segna Pobega, poi i granata soffrono contro i veneti in dieci

Il gol di Pobega (agf)
La squadra di Juric contiene a stento il grande ritorno degli uomini di Tudor, pur penalizzati dall'espulsione nel primo tempo di Magnani
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TORINO - Ci prende gusto il Torino di Ivan Juric che centra il secondo successo consecutivo e si issa al decimo posto della classifica. Quello del tecnico croato è un vero e proprio viaggio nel tempo: rivive il suo passato recente, quel Verona cui ha contribuito a dare un'identità autorevole;  spazza via i dubbi dell'estate scorsa, godendosi la nuova dimensione dei suoi (stavolta prendiamo a paradigma un grande Vojvoda). Dopo essersi professato aziendalista convinto, il tecnico si gode un altro passo convincente verso un futuro più calzante con la storia del Torino. Ma anche Igor Tudor - nonostante la partenza falsa - deve essere orgoglioso del suo Verona che, costretto per un'ora a giocare in inferiorità numerica, riesce con orgoglio a costruirsi un finale di gara in cui fa traballare le certezze piemontesi. 

<<La cronaca della gara>>

Monologo granata

Il primo tempo è quasi un monologo granata, un crescendo rossiniano favorito dall'autolesionismo dell'ospite. Parte bene la squadra di Juric, dando continuità alle recenti prove convincenti. Se desta sorpresa la non convocazione di Ansaldi e Zaza, Vojvoda in particolare non fa rimpiangere l'argentino, partendo subito in modo convincente. Lo citiamo come paradigma del mutamento genetico del Toro grazie alla cura del "dottor" Juric. Dopo 3' il terzino sposta bene palla al limite e scarica un secco tiro respinto.

Praet liscio clamoroso

Il Verona non riesce a organizzare il suo classico gioco, si sentono le assenze dei centrocampisti centrali, specie Barak il cui rientro all'ultimo è stato rinviato. Lukic, che col Bologna ha cancellato Svanberg, si dispone per fare lo stesso con Ilic che Tudor mette a fianco dell'architetto Veloso, mentre Lasagna, con caratteristiche differenti, si pone sulla trequarti insieme a Caprari. Gli effetti però non si vedono, Milinkovic deve fare il centromediano per uscire di piede su lancio verticale per Simeone. La più convincente partenza granata culmina al 14' nella prima palla gol clamorosa, quando Pobega si improvvisa ala e dal fondo mette un tranciante teso che supera Montipò, il liscio di Praet a porta vuota è da dilettanti allo sbaraglio. Lo scampato pericolo scuote il Verona che un minuto dopo risponde con Lazovic, situazione analoga solo che il cross dal fondo dell'ex genoano è controllato da Milinkovic. 

Magnani errore fatale 

Ma l'ouverture ha bisogno di un allegro, se non che crescendo sarebbe? E così a metà tempo il destino del match ha un brusco scossone. Magnani, che sostituisce da centrale l'infortunato Gunter, si addormenta al limite su pressione di Sanabria, il paraguayano filerebbe in porta se non fosse trattenuto e atterrato al limite. Fabbri estrae il giallo ed è un'eresia per Juric. Mentre il tecnico croato s'infuria, in sala Var qualcuno ricorda il recente Torino-Empoli costato il rosso a Singo (con conseguente cambiamemntop climatico del match). Fabbri richiamato a vedere al video l'azione non può che constatare che l'errore del difensore veronese è più grave. Sulla punizione arriva il gol. Rodriguez calcia basso in un'area affollatissima, la difesa scaligera lascia il pallone davanti a Pobega che da un metro gonfia la rete. Tudor deve cambiare: si gioca fra poche ore, allora Lasagna e Caprari vanno a fare la doccia,  entrano Tamezè e Sutalo che si schiera a destra nella difesa a tre ora guidata in mezzo da Casale. 

Toro in pieno controllo

Il Toro controlla da par suo la partita, Simeone soffre la fisicità del recuperato Bremer, la propensione al ruolo del calciatore universale cercato da Juric e da Tudor comporta un tiro dal limite di Djidji da mezzala improvvisata e un Ceccherini che a un certo punto si ritrova più avanti di tutti i suoi. Due squilli di Singo, su angolo respinto, tiro alle stelle, e nel recupero incornata alta, portano le squadre allo spogliatoio. 

Il Verona forza il blocco

Nella ripresa il Torino esercita un power play lontano dalla sua difesa con una ottima proprietà di palleggio. Ma il Verona esce dal guscio, di tanto in tanto, ronzando sulla porta di Milinkovic per colpire con il pungiglione che non ti aspetti. Se Simeone è accerchiato, ecco Sutalo che sfiora il palo di testa su angolo dopo 10'. Segnale che Juric riceve, cambiando i più affaticati, ma con poca qualità dai subentrati (specie Aina per Singo). 

Finale tutto ospite

La via delle ambizioni granata come col Bologna così stavolta, passa da una sofferenza finale, eccessiva e non in linea con quanto fatto per oltre un'ora. Faraoni non trova la porta con un tiro al volo dal limite, Cancellieri ruba palla a Milinkovic Savic ma la trascina fuori e all'ultimo assalto, con anche Montipò in area a saltare,  Ceccherini incorna in acrobazia e costringe il pivot di casa a smanacciare in acrobazia. Se Tudor ha risposte mentali di cui essere orgoglioso, in casa granata si registra quel calo di corrente su cui Juric deve certamente lavorare.

Torino-Hellas Verona 1-0 (1-0).
Torino (3-4-2-1):
Milinkovic-Savic; Djidji (9' st Zima), Bremer, Rodriguez (34' st Buongiorno); Singo (34' st Aina), Lukic, Pobega (34' st Mandragora), Vojvoda; Praet (17' st Brekalo), Pjaca; Sanabria. All.: Juric.
Verona (3-4-2-1): Montipò; Casale, Magnani, Ceccherini; Faraoni, Ilic (41' st Hongla), Veloso (27' st Bessa), Lazovic; Lasagna (28' pt Tameze), Caprari (28' pt Sutalo, 41' st Cancellieri); Simeone (1 Pandur, 22 Berardi, 15 Cetin, 20 Ruegg, 32 Ragusa, 42 Coppola). All.: Tudor.
Arbitro: Fabbri di Ravenna.
Reti: nel pt 26' Pobega.
Angoli: 5-3 per il Torino.
Recupero: 2' e 4'.
Ammoniti: Ceccherini, Simeone e Buongiorno per gioco falloso.
Espulsi: al 25' pt Magnani per gioco scorretto.
Spettatori: 6.202 per un incasso di 153.198 euro.

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