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Roma-Cagliari 1-0: Sergio Oliveira lascia subito il segno

I giocatori della Roma festeggiano Sergio Oliveira (agf)
Il portoghese, al debutto con la maglia giallorossa, si procura e realizza il gol della vittoria. Nel finale decisiva una parata di Rui Patricio
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ROMA - Fino a ieri il difetto maggiore della Roma era non avere un'identità forte. In una sera, contro un Cagliari a pezzi, ha trovato forse il volto su cui pensare di costruire il proprio futuro: la nuova Roma ha il passaporto portoghese e il carattere dell'ultimo arrivato.

<<La cronaca della gara>>

A Sergio Oliveira basta mezz'ora

È bastata mezz'ora da giallorosso a Sergio Oliveira per prendersi il pallone sotto braccio mentre l'arbitro Maggioni decideva davanti a un monitor che il tocco con la mano di Dalbert meritasse il rigore. Palla da una parte, Cragno dall'altra. E la certezza di aver trovato sul mercato almeno la soluzione a uno dei problemi: l'unico gol dal dischetto era arrivato nel derby perso, in mezzo a una striscia di occasioni sprecate iniziata a maggio con Dzeko e proseguita in questa stagione con tre errori su quattro tiri, compresi quelli parati da Szczesny a Veretout e Pellegrini, prima a Torino e poi pure al…

ROMA - Fino a ieri il difetto maggiore della Roma era non avere un'identità forte. In una sera, contro un Cagliari a pezzi, ha trovato forse il volto su cui pensare di costruire il proprio futuro: la nuova Roma ha il passaporto portoghese e il carattere dell'ultimo arrivato.

<<La cronaca della gara>>

A Sergio Oliveira basta mezz'ora

È bastata mezz'ora da giallorosso a Sergio Oliveira per prendersi il pallone sotto braccio mentre l'arbitro Maggioni decideva davanti a un monitor che il tocco con la mano di Dalbert meritasse il rigore. Palla da una parte, Cragno dall'altra. E la certezza di aver trovato sul mercato almeno la soluzione a uno dei problemi: l'unico gol dal dischetto era arrivato nel derby perso, in mezzo a una striscia di occasioni sprecate iniziata a maggio con Dzeko e proseguita in questa stagione con tre errori su quattro tiri, compresi quelli parati da Szczesny a Veretout e Pellegrini, prima a Torino e poi pure all'Olimpico.

Gli altri invece sbagliano troppo

L'ultimo mattone di un'anima radicata come gli azulejos nelle chiese di Lisbona, consolidata da anni, con Fonseca prima, poi Pinto, Mourinho, il suo staff e l'agente, Mendes, sempre più influente nel mercato romanista. Nessuno in campo s'è stupito che il pallone l'avesse allora preso Oliveira, arrivato solo 96 ore fa: "Il primo rigorista era Pellegrini, ma ha avuto un problema nel riscaldamento", ha raccontato lui a fine partita. "Avevamo deciso che io sarei stato la seconda opzione, ho preso la palla ed è andata bene". Magari per caratteristiche non è il regista che sognava e continua a sognare Mourinho, ma nei 90 minuti che ha chiuso esausto - eredità dello spazio risicato che gli era concesso al Porto - ha dimostrato di avere tutto ciò che alla Roma è mancato finora: idee chiarissime, il carisma per farsi dar la palla, per giocarla guardando la porta avversaria e non la propria, vizio invece molto diffuso tra i suoi nuovi compagni. Troppo spaventati di rischiare, troppo imprecisi quando lo fanno: gli errori di Abraham, di Zaniolo, di Felix nell'area del Cagliari hanno lasciato appesa una partita senza storia, ma avarissima di gol.

Rui Patricio completa l'opera portoghese

Perché quel sudatissimo vantaggio non evaporasse, allora, è servito anche un altro portoghese. Se Rui Patricio - anche lui chiesto da Mou, anche lui portato da Mendes - non fosse riuscito a deviare sulla traversa il tocco di Joao Pedro, la Roma avrebbe trasformato una serata dominata, contro i resti di un Cagliari squassato dal Covid, in un'autoflagellazione. Abbastanza per alimentare i rimpianti di Mazzarri ("Potevamo pareggiare se non vincere, c'è sudditanza degli arbitri"). E alimentare le ansie di Mourinho: "Una partita in cui potevamo fare due, tre, quattro gol poteva finire 1-1, senza quella grandissima parata. Perché sbagliamo tanto? Non ho risposta". La risposta che ha José è su cosa serva: "Abbiamo bisogno di più giocatori come Oliveira: 29 anni, di performance, che sa cosa fare". Così ha chiuso la stagione della caccia ai talenti in erba, ribaltando il progetto che aveva entusiasmato i Friedkin al loro arrivo in città. La Roma di Mourinho non sarà più un paese per (soli) giovani.

Roma-Cagliari 1-0 (1-0).
Roma (4-2-3-1):
Rui Patricio; Maitland-Niles (49' st Keramitsis), Mancini, Kumbulla, Vina; Veretout (49' st Bove), Sergio Oliveira; Zaniolo (40' st Karsdorp), Mkhitaryan, Felix (30' st Shomurodov); Abraham. (87 Fuzato, 63 Boer, 74 Oliveras, 59 Zalewski, 11 Carles Perez, 62 Volpato). All.: Mourinho.
Cagliari (3-5-2): Cragno; Goldaniga, Altare (44' st Gagliano), Carboni; Zappa, Marin, Deiola, Pereiro (24' st Nandez), Dalbert (35' st Lykogiannis); Pavoletti, Joao Pedro. (43 Lolic, 31 Radunovic, 42 Iovu, 26 Cavuoti, 38 Desogus, 33 Obert, 35 Ladinetti). All.: Mazzarri.
Arbitro: Maggioni di Lecco.
Rete: nel pt 33' Sergio Oliveira (rig.).
Angoli 1-1.
Recupero: 3' e 6'.
Ammoniti: Sergio Oliveira, Pavoletti, Carboni, Dalbert, Mancini, Felix e Altare gioco scorretto.
Spettatori: 5.000.