Inter-Venezia 2-1: decide Dzeko al 90'
di Franco Vanni , di Franco VanniMILANO - Se il campionato prevedesse i tempi supplementari, probabilmente Dzeko li avrebbe aspettati per segnare. Dopo le vittorie con la Juve in Supercoppa e con l'Empoli in Coppa Italia, entrambe arrivate nell'extra time, anche contro un Venezia ferito dal Covid, la squadra di Simone Inzaghi ha aspettato l'ultimo momento utile per chiudere la partita. Va bene così, per la classifica e per il morale in vista del derby scudetto del 6 febbraio. Ma la gara contro gli arancioneroverdi ha messo in luce alcuni limiti della capolista, che fin qui sembrava non averne: l'allergia per il contropiede veloce, i troppi palloni sprecati sotto porta e una certa prevedibilità nel palleggio quando le difese avversarie si chiudono. Nulla di preoccupante, ci mancherebbe, ma i nerazzurri hanno abituato i tifosi allo champagne, ai lustrini e al tappeto rosso. Quando si ha conosciuto il lusso, riconvertirsi a una vita di normale fatica non è semplice.
MILANO - Se il campionato prevedesse i tempi supplementari, probabilmente Dzeko li avrebbe aspettati per segnare. Dopo le vittorie con la Juve in Supercoppa e con l'Empoli in Coppa Italia, entrambe arrivate nell'extra time, anche contro un Venezia ferito dal Covid, la squadra di Simone Inzaghi ha aspettato l'ultimo momento utile per chiudere la partita. Va bene così, per la classifica e per il morale in vista del derby scudetto del 6 febbraio. Ma la gara contro gli arancioneroverdi ha messo in luce alcuni limiti della capolista, che fin qui sembrava non averne: l'allergia per il contropiede veloce, i troppi palloni sprecati sotto porta e una certa prevedibilità nel palleggio quando le difese avversarie si chiudono. Nulla di preoccupante, ci mancherebbe, ma i nerazzurri hanno abituato i tifosi allo champagne, ai lustrini e al tappeto rosso. Quando si ha conosciuto il lusso, riconvertirsi a una vita di normale fatica non è semplice.
<< La cronaca della partita >>
L'Inter ha cominciato la partita alla sua solita maniera, con la palla fra i piedi e l'intera formazione coinvolta nella manovra. Ma il Venezia non si è lasciato incantare dal ripetersi dei passaggi, ipnotico ma con poca verve. Dopo un tiro al volo di Dzeko, parato da Lazzerini, al primo vero contropiede sono stati gli ospiti a colpire: assist di Ampadu e incornata di Henry, complice una marcatura distratta di Skriniar, che sbaglia poco e anche per questo quando succede si nota. La doccia gelida, arrivata al 19', ha per un attimo disorientato l'Inter, che incredula ha continuato a far passaggi senza riuscire però a occupare l'area veneziana. Dopo una rovesciata di Lautaro, bella a vedersi come quella di Ranocchia in Coppa Italia ma assai meno pericolosa, è arrivato il gol di Barella, in tap in sul pallone respinto dal portiere dopo un tiro di Perisic. Nell'azione del pareggio, arrivato a fine tempo, i veneziani hanno protestato per una mezza gomitata di Dzeko a Modolo non fischiata da Marchetti, sempre piantato sulla trequarti del Venezia e spesso nervoso, nonostante lo stadio quasi vuoto e i ritmi blandi.
Nella ripresa l'Inter ha continuato a giocare sotto il proprio ritmo abituale e ha consentito al Venezia di non perdere mai organizzazione in difesa. A un'occasione di Darmian in avvio di tempo ha risposto Okereke, che in contropiede ha costretto Handanovic a una parata non banale. La svolta nerazzurra è arrivata dai cambi, con Vidal in campo per Barella ammonito, Vecino al posto di Brozovic sottotono, e soprattutto Dumfries per Darmian. È stato l'olandese, a quota tre assist in campionato, a servire a Dzeko il cross delizioso che al novantesimo ha dato all'Inter la vittoria. E salgono così a 14 le reti segnate di testa dalla squadra di Inzaghi.
Prima della partita l'allenatore interista ha fatto intendere che dopo l'infortunio che terrà fuori per un mese Correa potrebbero esserci interventi sul mercato per quanto riguarda l'attacco: "Non ci voleva. Ora parleremo con la società, che è importante, forte e sempre pronta". Una delle idee possibili per rimpiazzare l'argentino è portare a Milano Caicedo, altro giocatore che Inzaghi ha già allenato alla Lazio. Per il Venezia ha invece parlato il vicepresidente Cardinaletti, che è tornato a polemizzare con la giustizia sportiva sulla gestione delle gare non giocate causa Covid: "Noi ci aspettiamo il 3-0 a tavolino contro la Salernitana. Abbiamo fatto la trasferta, ci siamo esposti a un rischio totale. Per noi la partita si è giocata".
Inter-Venezia 2-1 (1-1)
INTER (3-5-2): Handanovic, Skriniar, De Vrij, Bastoni (1' st Dimarco), Darmian (27' Dumfries), Barella (27' st Vidal), Brozovic (36' st Vecino), Calhanoglu, Perisic, Dzeko, Lautaro (27' st Sanchez) (21 Cordaz, 97 Radu, 5 Gagliardini, 11 Kolarov, 12 Sensi, 13 Ranocchia, 33 D'Ambrosio). All.: Inzaghi.
VENEZIA (3-5-2): Lezzerini, Ceccaroni, Caldara, Modolo, Ampadu, Cuisance (20' st Peretz), Vacca (24' pt Fiordilino), Tessmann (20' st Kiyine), Ullmann, Okereke (36' st Sigurdsson), Henry (36' st Nani) (1 Maenpaa, 91 Neri, 3 Molinaro, 40 Makadji, 56 Mozzo, 57 Issa, 58 Pecile). All.: Bertolini.
Arbitro: Marchetti di Ostia Lido.
Reti: nel pt 19' Henry, 40' Barella; nel st 45' Dzeko.
Angoli: 6-0 per l'Inter.
Recupero: 1' e 4'.
Ammoniti: Barella, Bastoni, Modolo, Kiyine, Caldara, De Vrij per gioco falloso, Lezzerini per proteste.