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Ultimatum della Federcalcio alla Serie A: due settimane per evitare il commissariamento

Il presidente della Figc Gabriele Gravina (reuters)
Gravina risponde a De Siervo: concede una proroga ma non fa sconti sull'adeguamento dello Statuto. Alcuni club scrivono alla Lega per esprimere disappunto contro la lettera di sabato a Vezzali
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ROMA - La Federcalcio concede due settimane alla Serie A. Dopo la tempesta esplosa per la lettera inviata alla sottosegretario con delega allo sport Valentina Vezzali che ha spaccato in due la Serie A, con 7 club espressamente contrari a quel testo, è arrivata la risposta alla Federcalcio. Una risposta destinata non alle società del campionato – i cui nomi, tutti e 20, comparivano senza firme a margine della missiva – ma all’amministratore delegato Luigi De Siervo, che in giornata aveva chiesto di prorogare il termine per adeguare lo Statuto, che sarebbe scaduto alla mezzanotte del 31 gennaio.

 

Serie A verso il commissariamento

La Federcalcio ha deciso di concedere una proroga: due settimane. Ma non un giorno di più. Il presidente Gabriele Gravina infatti ha già preconvocato per il 16 febbraio un Consiglio federale che, se la Serie A non si sarà adeguata, provvederà a commissariarla. Un commissario ad acta infatti pr…

ROMA - La Federcalcio concede due settimane alla Serie A. Dopo la tempesta esplosa per la lettera inviata alla sottosegretario con delega allo sport Valentina Vezzali che ha spaccato in due la Serie A, con 7 club espressamente contrari a quel testo, è arrivata la risposta alla Federcalcio. Una risposta destinata non alle società del campionato – i cui nomi, tutti e 20, comparivano senza firme a margine della missiva – ma all’amministratore delegato Luigi De Siervo, che in giornata aveva chiesto di prorogare il termine per adeguare lo Statuto, che sarebbe scaduto alla mezzanotte del 31 gennaio.

 

Serie A verso il commissariamento

La Federcalcio ha deciso di concedere una proroga: due settimane. Ma non un giorno di più. Il presidente Gabriele Gravina infatti ha già preconvocato per il 16 febbraio un Consiglio federale che, se la Serie A non si sarà adeguata, provvederà a commissariarla. Un commissario ad acta infatti provvederebbe a riformare lo Satuto ricevendo i principi informatori che prevedono di introdurre le votazioni a maggioranza semplice – e non più qualificata – dove non previsto altrimenti dalla legge. Insomma, un aut aut netto alla Lega Serie A, senza aspettare il parere – eventuale – del Collegio di garanzia del Coni, a cui è stata inoltrata dal Coni stesso la richiesta di chiarimenti della Serie A. Prima di tutto, perché i termini per ricorrere contro l’adeguamento dello Statuto deciso dal Consiglio federale sono scaduti da tempo. Poi perché un pronunciamento precedente del Collegio di garanzia su richiesta della Lega Pro (ossia la Serie C) ha confermato l’obbligo delle leghe di adeguarsi ai principi informatori nati proprio dal Coni.

La Figc striglia la Lega: “Imbarazzo e sconcerto”

Non solo, però. Gravina, nella propria lettera a De Siervo, si è riservato di tirare le orecchie alla Lega proprio per il contenuto di quella lettera che aveva creato una frattura netta all’interno dei 20 club. Lo ha fatto esprimendo “Imbarazzo e sconcerto”. Prima di tutto perché con quel testo la Serie A ha “fornito all’autorità di governo l’immagine di una evidente lacerazione”, non includendo la Figc tra i destinatari, e proprio mentre la Figc sta lavorando per ottenere ristori e aiuti pubblici. Insomma, una strigliata non solo sulla forma, ma anche sui modi di un documento che non ha quindi solo fratturato l’unità sempre molto precaria delle società di calcio. Ma anche creato il primo, vero momento di tensione tra la Lega e la Federcalcio, e proprio nel momento in cui questa è rappresentante davanti al governo degli interessi dell’intero movimento. L’equivalente, per proiettarlo sul più consono campo di gioco, di un autogol al 90’.

I club scrivono alla Lega

Tra le società nel frattempo continua la guerra aperta dalla lettera di sabato. Almeno 7 società si erano espresse, con una serie di telefonate, contro quel testo che era stato inviato a loro insaputa. Quelle stesse società - non tutte, ma alemno 5 - hanno deciso di scrivere. Non collettivamente: ognuna lo farà a titolo personale, perché le recriminazioni sono diverse. Chi esprimerà dubbi sui modi, ma non sul contenuto. Altri, invece, manifesteranno il loro disappunto - tanto per usare un eufemismo - sia per i modi, sia per il contenuto. La giornata è stata scandita da raffiche di telefonate, tentativi di far rientrare la voglia di scrivere, colloqui affilatissimi. Una guerra tutt'altro che sotterranea in cui la tregua non accenna a farsi intravedere.