Vlahovic, Haaland e la classe del 2000: quei ragazzi goleador che hanno squassato il mercato
di Emanuele Gamba , di Emanuele GambaChi trova un attaccante del 2000 trova un tesoro: è gente che muove gol e milioni a palate, che sposta gli equilibri e anche migliaia di followers. È il movimento tellurico che terremota il mercato: in questi giorni si sono trasferiti Vlahovic, per una novantina di milioni complessivi, e Ferran Torres (dal City al Barcellona) per 55, ma già l'estate scorsa si era mosso Sancho, trasportato da Dortmund a Manchester (United) su un tappeto di 85 milioni. Ora i giochi si apriranno su Haaland, il più forte di tutti: può lasciare il Borussia grazie a un'abbordabilissima clausola da 75 milioni, e lui ne vale almeno il doppio. Altri 25, però, bisognerà pagarli a Raiola e al padre del giocatore, che per il bisonte norvegese hanno pianificato un percorso di crescita, tecnica ed economica, assolutamente perfetto nella sua graduale linearità: dal Molde al Salisburgo, dal Salisburgo al Borussia e dal Borussia a chi vorranno loro, avend…
Chi trova un attaccante del 2000 trova un tesoro: è gente che muove gol e milioni a palate, che sposta gli equilibri e anche migliaia di followers. È il movimento tellurico che terremota il mercato: in questi giorni si sono trasferiti Vlahovic, per una novantina di milioni complessivi, e Ferran Torres (dal City al Barcellona) per 55, ma già l'estate scorsa si era mosso Sancho, trasportato da Dortmund a Manchester (United) su un tappeto di 85 milioni. Ora i giochi si apriranno su Haaland, il più forte di tutti: può lasciare il Borussia grazie a un'abbordabilissima clausola da 75 milioni, e lui ne vale almeno il doppio. Altri 25, però, bisognerà pagarli a Raiola e al padre del giocatore, che per il bisonte norvegese hanno pianificato un percorso di crescita, tecnica ed economica, assolutamente perfetto nella sua graduale linearità: dal Molde al Salisburgo, dal Salisburgo al Borussia e dal Borussia a chi vorranno loro, avendo l'assoluto privilegio di scegliere perché ogni porta verrà loro aperta. Se lo sono garantito, il privilegio, imponendo clausole di rescissione moderate, non forzando i tempi della maturazione (nel gennaio del 2020 sarebbe potuto andare ovunque ma ha scelto di formarsi nella squadra ideale per un attaccante giovane) e facendo guadagnare tutti, chi ha comprato, chi ha venduto, chi comprerà, chi venderà e soprattutto lui e il suo clan.
Haaland è accostato al Barcellona, che ha delle similitudini con la Juventus: pur navigando in una situazione economica complicatissima, continua a rovesciare sul mercato cifre ingenti. Puntano sul rapporto di causa/effetto: la rinascita sportiva per trascinare quella finanziaria.
Il numero uno degli attaccanti giovani resta Mbappé, classe '98, che non penserà al suo futuro fino a quando il Psg sarà in corsa per la Champions, e men che meno lo farà nei giorni della sfida tra i parigini e il Real, le due squadre che si contenderanno prima gli ottavi di finale e poi, pare addirittura a botte di 50 milioni l'anno di ingaggio, il calciatore sotto i trent'anni più forte al mondo. Mbappé è il capofila dei goleador ragazzi che hanno squassato il mercato (nel 2017 passò dal Monaco al Psg per 180 milioni), ma d'altronde della sua leva l'unico di un certo livello, oltre a lui, è Osihmen, rimanendo in tema di attaccanti puri. Tra i ragazzi del '99 spiccano Isak e Leao, non ancora due vedette assolute, mentre la generazione del 2000 è davvero formidabile: pura e semplice gente da gol.
In tre, si diceva, hanno già cambiato squadra muovendo complessivamente circa 230 milioni. Volendo si può aggiungere Kean, il quale nel tragitto a/r Juventus-Everton-Juventus ha spostato 68 milioni. Poi c'è Vinicius, che non ha mercato perché il Real non lo vende, ma certo non vale meno di 100 milioni, che poi è la quotazione che andrà a toccare Vlahovic (anzi, il muro che andrà a sfondare) se nella Juventus anche solo confermerà il rendimento avuto con la Fiorentina. In estate finirà sul mercato un'altra pepita, il canadese David del Lille, che sta trascinando la sua nazionale in Qatar. Il Canada ha partecipato ai Mondiali una volta soltanto, nel 1986, ma adesso nelle qualificazione sta strapazzando formazioni di un certo calibro come Usa, Messico e Costa Rica. David costa non meno di 60 milioni. D'altronde, nessun club come il Lille sa scovare, valorizzare e rivendere talenti giovani a prezzi formidabili.
La leva del 2000 non ha paragoni, negli anni recenti, per lo meno dal '97 in avanti e senz'altro a livello di centravanti puri, di macchine da gol. Il 2001 propone Greenwood e Rodrygo, bravi ma non bravissimi. Il più forte era Pellegri che quattro anni fa, a 17 anni da compiere, venne pagato dal Monaco 31 milioni: sarebbe potuto diventare il nostro Haaland, se gli infortuni non lo avessero martoriato. Promette invece molto bene il 2002, che però non sta sformando bomber bensì ali dal talento fine, piccoli spiritelli del dribbling: Ansu Fati (Barcellona), Adeyemi (Salisburgo), Yeremi Pino (Villarreal), Doku (Rennes), Diallo (Rangers, in prestito dallo United). E intanto il mercato si è già schiuso sui 2003: l'Augsburg ha speso 20 milioni per prendere dal Dallas il texano Ricardo Pepi.
Alla luce di questi sommovimenti globali, i 70 milioni (esclusi gli extra) investiti dalla Juve per Vlahovic sono un ottimo affare. Haaland, tra tutto, verrà a costarne il doppio. Se lo disputano Barcellona e Real Madrid, mentre il Borussia sta provando a convincerlo a rinnovare il contratto per tenerselo ancora un anno ma soprattutto per adeguare la clausola rescissoria al reale valore di mercato del giocatore. Quando Raiola si rimetterà in salute se ne parlerà, nel frattempo il norvegese ha chiesto di essere lasciato tranquillo fino a marzo, poi affronterà la questione. Negli ultimi mesi è affiorato il suo punto debole, finora l'unico di cui si abbia notizia: una certa fragilità muscolare, come se le sue fibre non sapessero reggere l'esorbitante potenza che il suo modo di giocare sprigiona. Rimane però pur sempre uno che, all'età di 21 anni, tra Salisburgo, Borussia e nazionale norvegese ha segnato 121 gol in 121 partite: uno così non ha prezzo.