Inter-Milan 1-2: Perisic illude i nerazzurri, poi Giroud ribalta il derby
di Enrico Currò , di Enrico CurròMILANO — Con una doppietta da rapace alpino in tre minuti, all'inizio del quarto d'ora finale, il trentacinquenne Olivier Giroud, centravanti d'Oltralpe in senso letterale visto che viene dalla Savoia, ha fatto vincere il derby da scudetto al Milan orfano del quarantenne Ibrahimovic, del quale del resto lui rappresenta fin dal mercato estivo l'alternativa tecnica e anagrafica. Così del mercato invernale, che ha rafforzato l'Inter e la Juventus e non il Milan, adesso si parla meno. Ora tra le due milanesi c'è un punto di differenza (anche se la capolista ha una partita da recuperare), c'è la sfida interista di Champions col Liverpool da preparare con annesso dispendio di energie e c'è soprattutto questo derby, che ha ribaltato la gerarchia scritta da un primo tempo di oggettivo divario, perfino superiore al gol di Perisic dimenticato in area su corner del transfuga per definizione, l'ex milanista Çalhanoglu.
…MILANO — Con una doppietta da rapace alpino in tre minuti, all'inizio del quarto d'ora finale, il trentacinquenne Olivier Giroud, centravanti d'Oltralpe in senso letterale visto che viene dalla Savoia, ha fatto vincere il derby da scudetto al Milan orfano del quarantenne Ibrahimovic, del quale del resto lui rappresenta fin dal mercato estivo l'alternativa tecnica e anagrafica. Così del mercato invernale, che ha rafforzato l'Inter e la Juventus e non il Milan, adesso si parla meno. Ora tra le due milanesi c'è un punto di differenza (anche se la capolista ha una partita da recuperare), c'è la sfida interista di Champions col Liverpool da preparare con annesso dispendio di energie e c'è soprattutto questo derby, che ha ribaltato la gerarchia scritta da un primo tempo di oggettivo divario, perfino superiore al gol di Perisic dimenticato in area su corner del transfuga per definizione, l'ex milanista Çalhanoglu.
L'esito della sfida lascia immaginare un altro derby, lungo fino all'ultima giornata. Il Milan, tenuto a galla dalle parate del francese Maignan, non ha infatti vinto soltanto grazie al francese principe, al suo 1-1 in scivolata su azione innescata da un pallone da lui stesso carpito a Sanchez ("con una spallata", ha obiettato Inzaghi) e al 2-1 in girata rasoterra, col duplice aiuto di De Vrij usato come perno e di Handanovic dalla mano poco prensile: si sono rivelati decisivi anche l'impeto di Tonali e Calabria e la capacità di Pioli di rinnegare le scelte iniziali - Kessié trequartista inibito e Salaemaekers ala destra fallace nei passaggi - corrette con Diaz e Messias, che non hanno inventato, però hanno trascinato più palloni, rianimando l'intermittente Leao e l'ondivago Hernandez, il terzo francese che ha chiuso con l'espulsione per avere scalciato Dumfries.
I cambi di Inzaghi
Ai meriti di Pioli va contrapposto il peccato di chi si è forse sentito troppo sicuro: le sostituzioni dopo un'ora di Lautaro e Perisic con Sanchez e Dimarco, per quanto chieste dai diretti interessati, hanno alterato la bilancia tattica, precedendo il pareggio di Giroud, e quella di Çalhanoglu con Vidal ha introdotto l'azione fatale. In attesa di Gosens e Caicedo, la panchina dell'Inter ieri è stata corta. Simone Inzaghi aveva perso una sola volta, con la Lazio, e la sua si stava confermando la macchina più solida e rodata in Italia. Dzeko offriva sponde sofisticate, arretrando o decentrandosi per lanci o imbucate che aprivano corridoi a Çalhanoglu e Barella. Il Milan si ritrovava impastoiato nel gioco delle coppie, previsto da Pioli con altri auspici. L'intasamento del centrocampo produceva stallo e Bastoni si calava nella parte del geometra aggiunto. Kessié trequartista avrebbe dovuto soffocare la regia di Brozovic, invece il fosforo del croato si alimentava con l'intero campo sotto gli occhi e l'avversario a disagio, spalle alla porta.
Maignan e Giroud, derby alla francese
Su una fascia Dumfries disarmava Hernandez, sull'altra Calabria veniva inguaiato da Perisic: era in fuorigioco, sul cross per il gol di testa di Dumfries, annullato, ma poi è rispuntato con la sua zampata, sul corner del vantaggio. Nel mezzo c'erano stati tre balzi di Maignan, su due tiri di Brozovic e su uno Dumfries, e un destro strozzato di Barella, ma anche un allarme inascoltato dall'Inter, sull'unico guizzo della celebrata catena Leao-Hernandez. Significava ciò che ha detto Pioli: ("La mia squadra è coraggiosa e non molla mai: ne sono orgoglioso") e che ha ribadito Maldini: "Con questo spirito andremo lontano. Ibra? Non sarà mai un peso e la sua idea è di continuare". Intanto c'è Giroud: fanno 75 anni e 15 gol in due, per inseguire lo scudetto.
Il tabellino
Inter-Milan 1-2 (1-0).
INTER (3-5-2): Handanovic, Skriniar, De Vrij, Bastoni (37' st Darmian), Dumfries, Barella, Brozovic (37' st Vecino), Calhanoglu (28' st Vidal), Perisic (24' st Dimarco), Dzeko, Lautaro (24' st Sanchez). All.: Simone Inzaghi.
MILAN (4-2-3-1): Maignan, Calabria, Kalulu, Romagnoli, Theo Hernandez Tonali, Bennacer (35' st Krunic), Saelemaekers (1' st Messias), Kessie (13' st Diaz), Leao, Giroud. All.: Pioli.
Arbitro: Guida di Torre Annunziata.
Reti: nel pt 38' Perisic; nel st 30' e 33' Giroud.
Angoli: 6-4 per l'Inter.
Recupero: 2' e 5'.
Ammoniti: Romagnoli, Diaz, Bennacer per gioco falloso, Calhanoglu, Skriniar per proteste, Krunic per comportamento non regolamentare.
Espulso: Theo Hernandez per gioco falloso.
Spettatori: 37.918.