Vlahovic, 33 secondi per entrare nella storia della Juve
di Domenico Marchese , di Domenico MarcheseCome spiega uno spot in onda in questo periodo, "una persona impiega i primi 7 secondi di un incontro per capire se l'estraneo davanti a sé è di suo gradimento oppure no". Ne sono serviti 33 a Dusan Vlahovic per presentarsi e far innamorare la Champions League e i tifosi della Juventus al primo tocco, al primo pallone giocabile trasformato in pura gioia. Quasi a zittire, anche con l'esultanza (poi smentita nel post partita), chi lo attendeva al varco Champions, all'esordio nella competizione più spietata del calcio mondiale, un alternarsi di sogni e incubi. L'attaccante serbo ha riscritto la storia della coppa dalle grandi orecchie, diventando il calciatore più veloce a segnare una rete nel giorno del suo debutto da titolare.
Come spiega uno spot in onda in questo periodo, "una persona impiega i primi 7 secondi di un incontro per capire se l'estraneo davanti a sé è di suo gradimento oppure no". Ne sono serviti 33 a Dusan Vlahovic per presentarsi e far innamorare la Champions League e i tifosi della Juventus al primo tocco, al primo pallone giocabile trasformato in pura gioia. Quasi a zittire, anche con l'esultanza (poi smentita nel post partita), chi lo attendeva al varco Champions, all'esordio nella competizione più spietata del calcio mondiale, un alternarsi di sogni e incubi. L'attaccante serbo ha riscritto la storia della coppa dalle grandi orecchie, diventando il calciatore più veloce a segnare una rete nel giorno del suo debutto da titolare.
I più rapidi
Il gol di Vlahovic con il Villarreal è stato il più rapido realizzato da un calciatore al debutto da titolare, anche se il record di velocità assoluta appartiene a un calciatore ucraino, Yevhen Konoplyanka, che con la maglia del Siviglia, allenato da Emery, segnò 19" dopo il suo ingresso in campo chiudendo di fatto la partita con il Borussia Mönchengladbach. Prendendo in considerazione soltanto i gol segnati da titolari, il precedente record di velocità al debutto apparteneva al tedesco Andreas Moeller, in un intreccio bianconero molto curioso. Dopo l'esperienza alla Juventus, il fantasista passò al Borussia Dortmund e proprio contro la squadra di Lippi realizzò la sua prima rete all'esordio dopo 37", non riuscendo però a evitare il 3-1 finale in favore di Del Piero e compagni. Alle spalle di questo terzetto, un altro subentrato, Gary McSwegan, che con la maglia dei Rangers piazzò il colpo vincente 41" dopo il suo ingresso.
Del Piero e Sivori
Se Vlahovic è il debuttante più rapido, la vetta del gol più veloce in casa Juventus vede ancora Del Piero a guidare la speciale graduatoria. Il capitano bianconero impiegò qualche attimo in più rispetto al record del mondo dei 200 metri per piazzare la prima perla della sfida di Champions con il Manchester United: 20 secondi per ricevere palla, saltare Schmeichel e depositare la palla in rete a porta vuota. Oltre un minuto, un tempo piccolo ma comunque imparagonabile rispetto ai migliori, ci impiegarono Higuain nel 2018 contro il Tottenham e Mandzukic lo stesso anno con il Real Madrid nella rimonta poi sventata dal rigore di Ronaldo nel recupero.
Vlahovic è entrato nella storia bianconera scrivendo il suo nome a fianco ai grandi campioni che hanno vestito la maglia del club: come Omar Sivori, autore del primo gol in Coppa dei Campioni della Juventus contro il Wiener Sport-Club, battuto 3-1 in casa. Una partita iniziata proprio con il gol del "Cabezon" dopo 2' di gioco, a cui avrebbe aggiunto altri due centri per la prima tripletta Champions dei bianconeri: un record durato a lungo e che Vlahovic ha simbolicamente battuto nel match del Madrigal, superando un altro campione della Vecchia Signora.
Un gol ogni due tiri
Nella partita di Vila-Real il centravanti serbo ha tenuto una media realizzativa vicina alla perfezione. L'unico ostacolo alla doppia esultanza è stata una meravigliosa parata di Rulli nella ripresa, che in volo ha respinto la conclusione da fuori di Vlahovic: gol di destro in avvio, miracolo del portiere sul sinistro serbo nella ripresa. Due lampi in una partita di sofferenza, almeno per un attaccante: Dusan è stato il bianconero che ha toccato di meno la palla (24 tocchi), costretto a battagliare ai limiti del regolamento e dello scontro fisico con l'ex napoletano Albiol. Due tiri in porta, tutti quelli tentati dalla squadra di Allegri, che hanno generato un pareggio firmato da Vlahovic, che ha giocato al limite del fuorigioco, superandolo per tre volte, per infilare in velocità Albiol e Pau Torres.
Tra passato e futuro
Inevitabile il confronto con i grandi attaccanti di ieri, di oggi e di domani, categoria a cui Vlahovic sembra appartenere di diritto almeno considerando il suo devastante impatto sulla Champions. Il parallelo con Haaland, dualismo che accompagnerà probabilmente la carriera di entrambi, è convincente dal punto di vista della rapidità, meno da quello dell'entità: alla prima volta in Champions il norvegese ne segnò tre nel 6-2 con cui il Salisburgo superò il Genk, un esordio sensazionale per il bomber classe 2000 che proseguì segnando 20 gol nelle prime 14 partite. Nella galleria di campioni a segno all'esordio spiccano anche Pippo Inzaghi (Juventus, 1997), il già citato Del Piero (Juventus, 1995), Benzema (Lione, 2005), Ibrahimovic (Ajax, 2002), Salah (Basilea, 2013) e Thomas Muller (Bayern Monaco, 2009). Sono invece servite due partite a Ronaldo Il Fenomeno e all'ucraino Schevchenko, mentre Mbappé ha atteso la quarta presenza, Messi la quinta e Cristiano Ronaldo, il recordman di marcature, attese addirittura la partita numero 27 per segnare una doppietta nel 7-1 rifilato alla Roma dal suo Manchester United. Segnare in fretta all'esordio, quindi, non è condizione necessaria per diventare un campione, ma è sicuramente indicativa del fatto di essere nati sotto il segno del gol.