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Arbitri, non si cambia: saranno i giovani a decidere lo scudetto

Le proteste del Milan per il gol dell'Udinese (agf)
Dopo le polemiche per il gol convalidato all'Udinese contro il Milan. Ma il problema, ora, più che il Var, riguardata l'inesperienza della classe arbitrale. Anche se tre come Sozza, Massimi e Marinelli, tutti under 40, sono tra i migliori del campionato. Tra le soluzioni, possibili anche coppie fisse tra campo e monitor
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ROMA — Ogni rivoluzione ha un prezzo. E il calcio italiano aveva la necessità, non più rinviabile, di rivoluzionare la classe arbitrale. Dopo l'ennesimo passo falso del suo Milan, Paolo Maldini se l'è presa con la direzione del giovane arbitro Matteo Marchetti, anni 32, 8 partite in Serie A: "Non possiamo avere sempre un arbitro esordiente a San Siro, arbitrare qui è difficile", ha detto. A spingerlo, l'onda della delusione per il pareggio dell'Udinese con Udogie che ha probabilmente toccato il pallone col braccio: lui lo ha quasi ammesso, in campo ne hanno avuto tutti la sensazione, ma nessuno - nemmeno al monitor - la sicurezza. Certo quella di Marchetti è stata una prova giudicata "modesta", per le tante incertezze. Ma nessuno può rimproverarlo di non aver visto il tocco di mano, su cui nemmeno le immagini tv hanno offerto conclusioni certe. Così, nessuno - nemmeno la tecnologia - ha pot…

ROMA — Ogni rivoluzione ha un prezzo. E il calcio italiano aveva la necessità, non più rinviabile, di rivoluzionare la classe arbitrale. Dopo l'ennesimo passo falso del suo Milan, Paolo Maldini se l'è presa con la direzione del giovane arbitro Matteo Marchetti, anni 32, 8 partite in Serie A: "Non possiamo avere sempre un arbitro esordiente a San Siro, arbitrare qui è difficile", ha detto. A spingerlo, l'onda della delusione per il pareggio dell'Udinese con Udogie che ha probabilmente toccato il pallone col braccio: lui lo ha quasi ammesso, in campo ne hanno avuto tutti la sensazione, ma nessuno - nemmeno al monitor - la sicurezza. Certo quella di Marchetti è stata una prova giudicata "modesta", per le tante incertezze. Ma nessuno può rimproverarlo di non aver visto il tocco di mano, su cui nemmeno le immagini tv hanno offerto conclusioni certe. Così, nessuno - nemmeno la tecnologia - ha potuto salvarlo. Un bis di quanto capitato sempre al Milan con l'arbitro Serra, "colpevole" di aver cancellato un gol di Messias per un fischio frettoloso, prologo al ko con lo Spezia. Ma la richiesta di Maldini non sarà accolta. Per un motivo semplice: la corsa scudetto è, da mesi, affidata ai giovani arbitri. E il Milan non è l'unica big ad aver perso punti così. 

Marchetti ha arbitrato 6 partite in questo campionato, 3 proprio a San Siro, Inter-Venezia e Inter-Cagliari, prima di venerdì. E solo una settimana fa Inzaghi ha perso col Sassuolo a San Siro con arbitro giovane, Fourneau, 37 anni, e non senza un episodio - il gol dello 0-1 - contestato. Quando il Napoli, altra in lotta per il titolo, s'è fermato in casa contro Spezia e Empoli, a fischiare erano stati Massimi (33 anni) e Marinelli (37). Insomma, il metodo è lo stesso: partite simili, arbitri simili, per far fare esperienza su campi "pesanti" alle nuove leve.

Da qui alla fine le cose non cambieranno: il designatore Rocchi potrebbe ridurre l'uso dei giovani nella corsa scudetto nelle ultimissime giornate, ma per proteggerli da polemiche, non certo per assecondare i desideri delle big. Che, per anni, hanno imposto di essere dirette "solo dai migliori". L'effetto è di avere oggi pochi arbitri di altissimo livello. E poca esperienza tra i giovani. Più della metà dei 48 arbitri della Can non ha ancora diretto 20 partite in Serie A. In pratica è una classe arbitrale inesperta. Ciò nonostante, Sozza, Massimi, Marinelli, tutti ampiamente sotto i 40 anni, sono tra i migliori del campionato. 

L'obiettivo è migliorare l'uso della tecnologia. Pioli ha lanciato una proposta: "Coppie fisse tra arbitro e Var". Sarà valutata. Per il momento si punta ad allargare i "professionisti" del Var, i Video Match Officials, che chiusa la carriera di campo ne hanno iniziata una al video: l'obiettivo è portarli da 4 a 10 entro il 2023. Per evitare crisi di rigetto dalla tecnologia e offrire un contributo d'esperienza alla rivoluzione giovane.