Inter-Salernitana 5-0: tripletta di Lautaro e doppietta di Dzeko, i nerazzurri tornano in testa
di Franco Vanni , di Franco VanniMILANO - Belli e addormentati, i leader nerazzurri si sono svegliati tutti insieme e la favola può continuare. Due assist di Barella e uno di Dzeko, tre gol di Lautaro Martinez. Poi la doppietta del bosniaco, innescato prima dal nuovo arrivato Gosens poi da Dumfries. A regalare la vittoria all'Inter sono stati i giocatori che nelle ultime partite erano mancati di più: le punte titolari. Grazie al Toro, tornato a segnare dopo 624 minuti, l'Inter sembra avere spazzato via la nebbia che l'aveva avvolta dalla sconfitta nel derby lo scorso 5 febbraio. Il Cigno di Sarajevo ha chiuso il discorso, punendo con un 5-0 la Salernitana come all'andata. Capolista solitaria per 48 ore, l'Inter deve sperare in un pareggio domenica al Maradona fra Milan e Napoli, che porterebbe le tre contendenti a quota 58. Con la differenza che i nerazzurri hanno ancora da giocare la partita di Bologna.
<< La cronaca della partita >>
Che la partita fosse importantissim…
MILANO - Belli e addormentati, i leader nerazzurri si sono svegliati tutti insieme e la favola può continuare. Due assist di Barella e uno di Dzeko, tre gol di Lautaro Martinez. Poi la doppietta del bosniaco, innescato prima dal nuovo arrivato Gosens poi da Dumfries. A regalare la vittoria all'Inter sono stati i giocatori che nelle ultime partite erano mancati di più: le punte titolari. Grazie al Toro, tornato a segnare dopo 624 minuti, l'Inter sembra avere spazzato via la nebbia che l'aveva avvolta dalla sconfitta nel derby lo scorso 5 febbraio. Il Cigno di Sarajevo ha chiuso il discorso, punendo con un 5-0 la Salernitana come all'andata. Capolista solitaria per 48 ore, l'Inter deve sperare in un pareggio domenica al Maradona fra Milan e Napoli, che porterebbe le tre contendenti a quota 58. Con la differenza che i nerazzurri hanno ancora da giocare la partita di Bologna.
<< La cronaca della partita >>
Che la partita fosse importantissima, Inzaghi lo aveva implicitamente dichiarato con l'undici di partenza. Tranne Perisic, fermo per un problemino muscolare e sostituito da Darmian, ha messo in campo la miglior formazione possibile. Se turnover dovrà essere, sarà a Liverpool martedì in Champions. Il primo obiettivo è il ventesimo scudetto, con annessa seconda stella. La Salernitana ultima in classifica, il cui target è chiaro quanto utopistico, si è presentata a San Siro con quattromila tifosi e due terzi di squadra disegnati dal mercato di gennaio. Ci ha provato per cinque minuti, poi il buio. Dieci gol subiti nelle due sfide in stagione sono più che una sentenza.
Da subito i nerazzurri hanno fatto la partita, alla maniera dei bei tempi di fine 2021: passaggi veloci, tutti gli undici coinvolti nella manovra e fulminei palloni verticali per le punte. Al primo contropiede sono stati i granata a essere pericolosi, con Verdi che ha sprecato in cielo una bella palla di Djuric. Da lì in poi, solo Inter. Barella, in stato di grazia, ha servito quattro palloni deliziosi a Lautaro. Il primo lo ha lisciato, il secondo lo ha stampato sulla traversa, il terzo e il quarto li ha messi in porta. "Quando ho colpito la traversa mi sono detto che non era giornata neanche stavolta - confesserà l'argentino alla fine - e invece i compagni sono stati bravi a cercarmi, soprattutto Barella che è sempre lì. Sono contento perché sono uscito da un periodo difficile. Un attaccante come me vive per il gol, certe volte non entrano i palloni più facili, poi ti sblocchi in una sola volta. Negli ultimi tempi ero triste, parlavo a lungo la sera con mia moglie, poi con gli amici e la mia famiglia in Argentina. Adesso torno a casa felice e porto questo pallone a mia figlia Nina, che ha appena compiuto un anno e starà dormendo, dedico la tripletta a lei". E nella liturgia dell'esultanza ha riassunto le difficoltà del suo ultimo periodo: l'abbraccio a chi gli ha servito l'assist, quello a Inzaghi che ha creduto in lui nonostante, quello al compagno di reparto ("Devo molto al mister, è sempre stato al mio fianco, e ringrazio anche i compagni che giocano di meno"), infine un liberatorio pugno alla bandierina. Non segnava dal 17 dicembre, sempre alla Salernitana.
Nella ripresa ha completato la tripletta. A servirlo è stato Dzeko, che poi ne ha segnati due. E si riannoda il filo dove si era rotto, al 78' di Inter Milan di febbraio, minuto del secondo gol di Giroud. E adesso Anfield, con la fiducia di Lautaro: "Recuperiamo energie mentalmente e fisicamente, dopo questa vittoria possiamo andare a giocarci il passaggio del turno".
Inter-Salernitana 5-0 (2-0)
Inter (3-5-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij (17' st Ranocchia), Bastoni; Dumfries, Barella, Brozovic (26' st Gagliardini), Calhanoglu (17' st Vidal), Darmian (17' st Gosens); Dzeko (29' st Correa), Lautaro (21 Cordaz, 97 Radu, 7 Sanchez, 8 Vecino, 32 Dimarco, 33 D'Ambrosio, 88 Caicedo). All.: Inzaghi.
Salernitana (4-4-2): Sepe; Mazzocchi (26' st Obi), Dragusin, Fazio, Ranieri; Verdi (15' st Zortea), L. Coulibaly, Ederson (26' st Radovanovic), Kastanos (38' st Ruggeri); Mousset (15' st Perotti), Djuric (72 Belec, 5 Veseli, 9 Bonazzoli, 15 Bohinen, 23 Gyomber, 31 Gagliolo, 87 Filipe). All.: Nicola.
Arbitro: Marinelli di Tivoli.
Reti: nel pt 22' e 40' Lautaro; nel st 11' Lautaro, 19' e 24' Dzeko.
Angoli: 10 a 3 per l'Inter.
Recupero: 1' e 0'.
Ammoniti: Darmian, Mousset, De Vrij per gioco falloso, Spettatori: 46.287