Inter-Sampdoria 3-0, Perisic e Correa firmano la vittoria dell'orgoglio
di Franco Vanni , di Franco VanniMILANO - L’immagine prima dei titoli di coda della stagione nerazzurra è il volto contratto di Dimarco, ex ultrà e oggi calciatore, consolato da Barella, che a sua volta fatica a trattenere le alcrime. Dopo la partita degli addii ha pianto Ranocchia, che non metterà più piede in campo da tesserato dell’Inter. Ha salutato Vidal, pronto a volare in Brasile al Flamengo. Dovrebbero andarsene anche Vecino e Sanchez, poi chissà quanti altri. La colonna sonora sono gli applausi e i cori di tutto lo stadio per allenatore e calciatori, compreso il secondo portiere Radu, l’uomo della papera di Bologna. Dopo la vittoria per 3-0 contro la Sampdoria, più simile a un’amichevole estiva anticipata che a un’ultima giornata di campionato, Inzaghi e i suoi si sono presentati sotto la curva con i figli per mano, come se lo scudetto lo avessero vinto.
San Siro aveva fatto di tutto, fin dall&rsqu…
MILANO - L’immagine prima dei titoli di coda della stagione nerazzurra è il volto contratto di Dimarco, ex ultrà e oggi calciatore, consolato da Barella, che a sua volta fatica a trattenere le alcrime. Dopo la partita degli addii ha pianto Ranocchia, che non metterà più piede in campo da tesserato dell’Inter. Ha salutato Vidal, pronto a volare in Brasile al Flamengo. Dovrebbero andarsene anche Vecino e Sanchez, poi chissà quanti altri. La colonna sonora sono gli applausi e i cori di tutto lo stadio per allenatore e calciatori, compreso il secondo portiere Radu, l’uomo della papera di Bologna. Dopo la vittoria per 3-0 contro la Sampdoria, più simile a un’amichevole estiva anticipata che a un’ultima giornata di campionato, Inzaghi e i suoi si sono presentati sotto la curva con i figli per mano, come se lo scudetto lo avessero vinto.
San Siro aveva fatto di tutto, fin dall’inizio, per spingere l’Inter verso il miracolo della seconda stella. Il pullman della squadra è stato accolto da migliaia di tifosi. Qualcuno ha intonato il coro di modernariato “interrompo da Sassuolo, Raspadori ha fatto gol”. Un ragazzo ha visto la gara con indosso una vecchia maglia nerazzurra di Icardi, il cui nome sulla schiena era stato corretto in Berardi con nastro e pennarello. Nulla di tutto ciò è bastato. Così come non è bastata l’ennesima partita dominata da parte della squadra non più campione d’Italia, ma che ha messo in bacheca Supercoppa e Coppa Italia.
Al Meazza, su cui cascavano come grandine le notizie dei gol del Milan a Reggio Emilia, l’Inter ha impiegato un tempo intero per trovare la via del gol. Le reti sono arrivate all’inizio della ripresa. La prima di Perisic, a cui Marotta e Ausilio presto faranno un’offerta per il rinnovo, le altre due di Correa, che ha segnato la terza doppietta in stagione. Peccato che, complici gli infortuni, abbia fatto poco altro. Sarà uno degli argomenti di cui parleranno Simone Inzaghi e i dirigenti nerazzurri nel vertice convocato nei prossimi giorni. Ordine del giorno: prolungamento del contratto dell’allenatore e mercato estivo.
Inter-Sampdoria 3-0 (0-0).
Inter (3-5-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij (28' st Ranocchia), Bastoni (14' st Dimarco); Dumfries, Barella (14' st Vidal), Brozovic, Calhanoglu, Perisic (14' st Gosens); Lautaro, Correa (28' st Caicedo) All.: S. Inzaghi.
Sampdoria (4-5-1): Audero; Bereszynski, Ferrari, Yoshida (33' st Magnani), Augello; Candreva (17' st Damsgaard), Rincon (39' st Yepes), Vieira (33' st Askildsen), Thorsby (17' st Trimboli), Sabiri; Caputo . All.: Giampaolo.
Arbitro: Di Bello di Brindisi.
Reti: nel st 4' Perisic, 10' e 12' Correa.
Angoli: 7-2 per l'Inter.
Recupero: 0' e 0'.
Ammoniti: Yoshida, Barella, Ferrari per gioco falloso.
Spettatori: 71.109.