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Indice di liquidità, la guerra tra Lega e Figc continua: deciderà il Collegio di garanzia

Indice di liquidità, la guerra tra Lega e Figc continua: deciderà il Collegio di garanzia
La Serie A ritira il ricorso al Tribunale federale: dopo aver letto l’atto di costituzione della Figc, ha scelto che strada seguire. Possibile rinuncia anche al Tar. La palla ai giudici del Coni
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La Lega Serie A fa un (primo) passo indietro. Rinunciando al primo round nella guerra contro la Federcalcio. Il tema è, come sempre da alcuni mesi, quello delle Licenze nazionali, ossia i termini e le condizioni per le iscrizioni ai campionati della prossima stagione, con l’introduzione da parte della Figc dell’indice di liquidità come criterio per essere ammessi. Una novità fortemente osteggiata dalla Serie A. Che aveva depositato, nei giorni scorsi, tre ricorsi: al Tribunale federale nazionale della Figc, al Collegio di garanzia del Coni e al Tar. Ora la Serie A ha rinunciato al primo, ossia al ricorso interno agli organi della stessa Figc.

Lo ha fatto dopo che la Figc si è costituita davanti al Collegio di garanzia del Coni, riconoscendone – scrive il presidente della Serie A Lorenzo Casini nell’atto di rinuncia – “la competenza a scrutinare la controversia”. E aggiungendo che con questa scelta “è venuto meno il quadro di incertezza che stava alla base della scelta della Lega di gravarsi innanzi a distinte autorità”. Tradotto: dopo aver letto l’atto di costituzione della Figc la Lega ha scelto che strada seguire. Facile immaginare che a breve ritirerà anche il ricorso al Tar: in fondo, è stato riconosciuto da sentenze recenti che il Tar non possa pronunciarsi senza un precedente giudizio sportivo.

E quindi, si va al Collegio di garanzia: sarà l’organo presso il Coni a dover decidere se la riforma della Federcalcio, il nuovo indice di liquidità che spaventa molti club del campionato di Serie A e ne minaccia l’iscrizione, possa essere introdotto oppure se debbano essere riconosciute le istanze dei club di Serie A. Ma lo farà? Sulla carta, infatti, i termini per il ricorso al Collegio sarebbero scaduti: addirittura due giorni dopo l’introduzione della disposizione normativa. Quindi, a fine aprile. Ma la Lega ha un’arma a cui aggrapparsi: la Figc infatti nel comunicare l’introduzione dell’indice di liquidità come criterio ammissivo ai campionati, non ha indicato i termini per impugnarlo. Un “errore scusabile”, forse. Ma anche l’elemento che potrebbe fornire ai giudici del Coni la palla per discutere il ricorso.

 

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