Indice di liquidità: Lazio e Spezia in ritardo, il Lecce si è messo in regola
di Matteo PinciDopo mesi di battaglia acerrima, la Serie A ha scoperto che il diavolo non era poi brutto come lo dipingeva. Alla mezzanotte di martedì è scaduto il termine per presentare il contestatissimo indice di liquidità, nuovo parametro introdotto dalla Figc per l'iscrizione ai campionati. E solo tre società, alla scadenza, non sarebbero state ammesse. Sono la Lazio (l'ultima a presentare il documento, alle 23.35 di martedì), Lecce e in piccola parte lo Spezia. In realtà anche il Lecce ha già sistemato i conti dopo la promozione: era esposto per 2,2 milioni, ha ricapitalizzato per 3,9.
L'indice di liquidità, fissato per questa stagione a 0.5, altro non è che il rapporto tra l'attivo e le passività a breve termine (dove è a 1, come in Germania, attivi e passivi devono pareggiarsi). Se il termine scadesse oggi, le tre squadre non potrebbero essere iscritte alla Serie A. Ma c'è tempo fino al 2…
Dopo mesi di battaglia acerrima, la Serie A ha scoperto che il diavolo non era poi brutto come lo dipingeva. Alla mezzanotte di martedì è scaduto il termine per presentare il contestatissimo indice di liquidità, nuovo parametro introdotto dalla Figc per l'iscrizione ai campionati. E solo tre società, alla scadenza, non sarebbero state ammesse. Sono la Lazio (l'ultima a presentare il documento, alle 23.35 di martedì), Lecce e in piccola parte lo Spezia. In realtà anche il Lecce ha già sistemato i conti dopo la promozione: era esposto per 2,2 milioni, ha ricapitalizzato per 3,9.
L'indice di liquidità, fissato per questa stagione a 0.5, altro non è che il rapporto tra l'attivo e le passività a breve termine (dove è a 1, come in Germania, attivi e passivi devono pareggiarsi). Se il termine scadesse oggi, le tre squadre non potrebbero essere iscritte alla Serie A. Ma c'è tempo fino al 22 giugno per mettersi in regola. E soprattutto la situazione non è poi così cupa.
L'esposizione complessiva delle tre, sommata, arriva appena a 6 milioni. Vuol dire che basta davvero poco per rientrare. La Lazio, la più in "ritardo" (sarebbe fuori di 4 milioni circa), potrebbe rimettersi in regola a breve con le imminenti cessioni di Vavro ed Escalante (o può ricapitalizzare). Quella depositata poi è una fotografia al 31 marzo, e da quel giorno già qualcosa potrebbe essere cambiata. Il Bologna ad esempio, che a quel termine era sotto l'indice, ha già ricapitalizzato per 17 milioni. Tutto ciò può voler dire due cose: primo, che l'indice fissato a 0.5 è forse troppo tollerante. Il calcio italiano infatti sembra quasi sano, e di certo non è così. Ma il piano di "risanamento" è triennale, e dal prossimo anno i parametri saranno via via più stringenti. La seconda è che il problema c'è stato soprattutto per la Lazio e quindi per Lotito. La battaglia collettiva, che ha unito la Serie A, non ha quindi - numeri alla mano - una spiegazione. Devono essersene accorti anche i club, se l'idea dei più oltranzisti di boicottare l'indice, non presentandolo in massa, è rimasta lettera morta.