Calcio di rigore o di terrore? Giroud l'infallibile, Berardi l'Italiano più bravo. Lautaro trema, ma per fortuna c'è Lukaku
di Furio Zara , di Furio ZaraRigore è quando arbitro fischia (cit. Boskov). Poi però viene il bello, o il brutto. Lo specialista dei calci di rigore è come il vicino di pianerottolo che di lavoro fa l’idraulico. Averlo a portata di campanello ti fa stare tranquillo. L’anno scorso in Serie A sono stati tirati 142 rigori, 110 dei quali realizzati (percentuale 77,4%). Ma agli staff tecnici della Serie A non è questo il dato che interessa. Ciò su cui si lavora sono quei 32 rigori sbagliati, circa uno su cinque: è quello il rubinetto che perde (e che fa perdere punti preziosi). La porta è sempre quella: metri 7,32 x 2,24. La distanza immutata, da quando la norma fu approvata (1891): 11 metri. Calcio di rigore? Insomma, spesso anche calcio di terrore. Tanto che per trovare il rigorista infallibile nella storia della Serie A bisogna tornare agli anni 70 e 80: si chiamava Adelio Moro, era un regista dal passo cadenzato e dal tocco sapiente, con Atalanta, Ascoli…
Rigore è quando arbitro fischia (cit. Boskov). Poi però viene il bello, o il brutto. Lo specialista dei calci di rigore è come il vicino di pianerottolo che di lavoro fa l’idraulico. Averlo a portata di campanello ti fa stare tranquillo. L’anno scorso in Serie A sono stati tirati 142 rigori, 110 dei quali realizzati (percentuale 77,4%). Ma agli staff tecnici della Serie A non è questo il dato che interessa. Ciò su cui si lavora sono quei 32 rigori sbagliati, circa uno su cinque: è quello il rubinetto che perde (e che fa perdere punti preziosi). La porta è sempre quella: metri 7,32 x 2,24. La distanza immutata, da quando la norma fu approvata (1891): 11 metri. Calcio di rigore? Insomma, spesso anche calcio di terrore. Tanto che per trovare il rigorista infallibile nella storia della Serie A bisogna tornare agli anni 70 e 80: si chiamava Adelio Moro, era un regista dal passo cadenzato e dal tocco sapiente, con Atalanta, Ascoli e Cesena, ne segnò 10 su 10. Il suo segreto? Mai guardare il pallone, tanto non si muove.
E allora: all’Inter chi sarà il rigorista? Lautaro Martinez o Lukaku? L’argentino l’anno scorso ha ciccato la metà dei rigori calciati in campionato (3 su 6): non proprio infallibile, il belga invece - prima di andare a cercare fortuna al Chelsea - con la maglia dell’Inter nell’anno dello scudetto era sempre andato a segno: 6 in campionato e uno in Coppa Italia. La sua media è notevole: 31 rigori segnati in carriera, solo 5 sbagliati (percentuale realizzativa dell’86%). Meglio Lukaku, allora. Anche se il rigore più maledetto dai tifosi nerazzurri resta quello di Dimarco a San Siro, contro l’Atalanta: 2 punti persi. Alt, fermi tutti. Come recitava la classifica finale? Milan 86 punti, Inter 84. Ahia. La verità è che per i tifosi ingannevole è l’errore: quindi se sei Radu e nel finale di campionato cicchi il pallone a Bologna ti tirano le pietre, se sei Dimarco e all’abbrivio della stagione lo calci sulla traversa diventi un numero in una statistica. E poi crediamo a quello che vogliamo credere. Inzaghi - a parziale giustificazione - disse di aver scelto Dimarco perché in allenamento non ne sbagliava uno, lo stesso terzino dell’Inter - in un’intervista di qualche anno prima - si era vantato di essere uno specialista infallibile. Ok, ma l’ultimo rigore prima di quello sbagliato a settembre 2021 contro l’Atalanta - in una competizione ufficiale - l’aveva calciato quattro anni prima.
Diverso il discorso del Napoli: Insigne l'anno scorso in campionato ne ha sbagliati quattro (e segnati nove), ma tutte quelle partite la squadra di Spalletti le ha vinte comunque. Quest’anno il rigorista potrebbe essere Osimhen, che vanta una buona media (8 gol e 2 errori in carriera), ma che in Serie A non si è mai misurato dalla distanza degli undici metri. Le tre squadre con percentuale del 100% di gol realizzati dal dischetto l’anno scorso sono state Empoli, Sassuolo e Torino. Lo specialista dell’Empoli era ed è Bajrami (se parte tocca a Destro), quello del Torino non gioca più in granata (Belotti, promosso il vice Lukic), mentre al Sassuolo si godono lo specialista italiano, Domenico Berardi, che in carriera ha tirato 48 rigori. Lo score parla di 41 gol e 7 errori (85% di obiettivo aggiunto, miglior specialista italiano in circolazione).
Sarà utile averne parecchi, di specialisti in squadra. La triade della Roma (con lo specialista Veretout ai margini) è composta da Pellegrini, Abraham e il nuovo arrivato, Dybala: 25 gol dal dischetto e 5 errori nel curriculum (media realizzativa 83%); alla Juve possono darsi il cambio Vlahovic, Bonucci e pure Pogba. Nessun problema per il Milan campione d’Italia, nonostante il titolare di cattedra Kessie abbia cambiato maglia. C’è Giroud, che nella sua vita di rigori ne ha tirati 23 e li ha (quasi) tutti segnati. Un solo errore, che tra l’altro risale alla notte dei tempi, in una sfida tra Arsenal e Coventry nella EFL Cup (poi Carabao Cup) del settembre 2012: era il 2° rigore ufficiale della sua carriera, se lo fece parare dall’irlandese Joe Murphy. Però poi si rifece: da allora non ne ha più ciccato uno, manco per sbaglio.