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A lezione di spagnolo e non solo. Dall'Inter alla Juve, quanti schiaffi in amichevole

Alvaro Morata in gol contro la Juve nel 4-0 dell'Atletico ai bianconeri (ansa)
L'ultimo week end prima dell'inizio del campionato ha confermato le difficoltà delle nostre squadre. Nerazzurri battuti dal Villarreal, Juve travolta dall'Atletico, in precedenza era toccato a Fiorentina e Atalanta finire ko contro Siviglia e Valencia. Di Milan e Roma le uniche vittorie di prestigio
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Senza girarci troppo attorno: di dieci amichevoli estive tra formazioni spagnole e italiane, loro ne hanno vinte cinque e noi una. Loro hanno segnato 19 gol e noi 10. Loro hanno quasi sempre giocato meglio, con idee più chiare, un'identità di squadra precisa e molti giovani in campo. Noi no.

Le lezioni di calcio di Villarreal, Atletico e Betis

C'è stata una sola vittoria, quella del Napoli (3-1) con il modesto Girona, filiale di provincia dell'universo Manchester City, unico obiettivo la salvezza, mentre abbiamo invece assistito a delle lezioni di calcio quasi imbarazzanti, come il 4-2 del Villarreal (con due ragazzini in attacco invece dei titolari) all'Inter, il 4-0 dell'Atletico alla Juventus, il 2-0 del Real ai bianconeri (Perin migliore in campo), il 3-1 del Betis Siviglia alla Fiorentina: partite senza storia, un confronto impietoso tra un calcio brillante e un altro pieno d'affanno. Ci hanno inguaiato anche formazioni di medi…

Senza girarci troppo attorno: di dieci amichevoli estive tra formazioni spagnole e italiane, loro ne hanno vinte cinque e noi una. Loro hanno segnato 19 gol e noi 10. Loro hanno quasi sempre giocato meglio, con idee più chiare, un'identità di squadra precisa e molti giovani in campo. Noi no.

Le lezioni di calcio di Villarreal, Atletico e Betis

C'è stata una sola vittoria, quella del Napoli (3-1) con il modesto Girona, filiale di provincia dell'universo Manchester City, unico obiettivo la salvezza, mentre abbiamo invece assistito a delle lezioni di calcio quasi imbarazzanti, come il 4-2 del Villarreal (con due ragazzini in attacco invece dei titolari) all'Inter, il 4-0 dell'Atletico alla Juventus, il 2-0 del Real ai bianconeri (Perin migliore in campo), il 3-1 del Betis Siviglia alla Fiorentina: partite senza storia, un confronto impietoso tra un calcio brillante e un altro pieno d'affanno. Ci hanno inguaiato anche formazioni di medio-bassa classifica: il Napoli ha pareggiato con Maiorca ed Espanyol e la Lazio con il Valladolid, mentre l'Atalanta è stata sconfitta a Valencia. Alla fine, l'unico risultato di cui menar vanto è il 2-2 di Dallas tra il Barcellona e la Juventus, con la doppietta di Kean. Per il resto, ci sarebbe da preoccuparsi.

Anche nelle coppe perdiamo una volta su due

Il calcio d'agosto è effimero per definizione, ma non va sottovalutato quando propone una costante. E la costante dell'estate 2022 è la difficoltà delle formazioni italiane a confrontarsi con quelle spagnole, che per altro nelle ultime cinque stagioni sono in netto vantaggio anche nelle coppe europee: ci battono una volta su due (26 vittorie su 49 partite) e ci eliminano spesso nella fase a eliminazione diretta (9 volte sono passati loro, 5 noi).

Difficoltà non solo con Real e Barcellona

Il vero problema non è quando sono Barcellona o Real a imporre la loro evidente superiorità, discorso che vale in parte anche per l'Atletico, ma quando fatichiamo a stare in partita con la loro classe media, categoria nella quale va incluso anche il Villarreal, nonostante nell'ultima Champions sia arrivato fino alla semifinali. Sabato sera, dopo i 4 schiaffoni presi da Emery, Inzaghi ha espresso grande considerazione per i valenciani, che tuttavia parteciperanno ai preliminari di Conference League e che sul mercato hanno speso meno di un milione di euro e perso due elementi importanti come Lo Celso e Aurier: teoricamente, l'Inter dovrebbe essere di un livello superiore. Lo stesso vale per Allegri, che dopo essere stato sballottato in lungo e in largo dall'Atletico (con giocatori importanti come Oblak, Lodi, Gimenez, Kondogbia, Hermoso, Felipe, De Paul, Griezmann, Carrasco, Correa assenti o in panchina), lo ha definito "una delle squadre più forti d'Europa". Ma sulla carta dovrebbe appartenere alla stessa categoria della Juventus, che oltretutto gli è nettamente superiore per quanto riguarda fatturato e investimenti sul mercato. Difficilmente, però, Allegri direbbe dei bianconeri quello che ha detto dell'Atletico.

Siamo in difficoltà anche con francesi e tedeschi

Il rischio è che il calcio italiano, che non più tardi di un anno fa eliminava la Spagna dai Campionati Europei, maturi un pericoloso complesso di inferiorità. Anzi, che ne sviluppi uno già accennato. Perché è pur vero che noi le amichevoli tendiamo snobbarle e che ci diamo dentro sul serio soltanto quando in palio c'è qualcosa di concreto, ma è vero anche che quest'estate è allarmante, se si guardano solo i risultati, o almeno i risultati: siamo in svantaggio anche con le tedesche (5 sconfitte, 3 pareggi, 1 vittoria), con le francesi (2/5/1), con le inglesi (un successo e due ko) e financo con le olandesi (il Bologna ha perso due volte nei Paesi Bassi). A dire il vero non siamo in vantaggio con nessuno, ma almeno pareggiamo con la Turchia (2 vittorie a testa e 3 pari) e con il Portogallo (Roma ok con la Portimonense e ko con lo Sporting). In compenso non siamo neanche riusciti a battere la non irresistibile nazionale del Qatar, che ha piegato (2-1) l'Udinese e pareggiato (0-0) con Lazio e Fiorentina.

Di Milan e Roma le uniche vittorie di prestigio

In pratica le uniche squadre ad aver retto il confronto internazionale sono il Milan, che ha sconfitto Colonia e Marsiglia, e la Roma, la cui vittoria in Israele sul Tottenham (1-0) rimane il risultato più prestigioso dell'italica estate pallonara. E se con inglesi, francesi e tedeschi, i cui campionati cominciano prima del nostro, patiamo sempre un deficit di preparazione, lo stesso non può dirsi per le spagnole, visto che la Liga e la Serie A inizieranno assieme nel prossimo weekend. È molto presto per trarre delle conclusioni, tuttavia non lo è mai abbastanza per cominciare a preoccuparsi: se vincono sempre gli altri qualcosa vorrà pur dire.