Milan-Udinese 4-2: poker in rimonta dei rossoneri, doppietta di Rebic
di Enrico Currò , di Enrico CurròMILANO - Nel cominciare il suo campionato con lo scudetto sulla maglia e col promettente debutto nel quarto d'ora finale più recupero di De Ketelaere, salutato da San Siro pieno con affetto proporzionale all'attesa, il Milan ha subito fatto statisticamente meglio della scorsa stagione. Il 4-2 autorizza felici profezie: i campioni in carica hanno battuto l'Udinese, come non erano riusciti a fare nel 2021-22. Coincidenza ha voluto che l'assente di maggiore prestigio sia stato proprio Udogie, l'autore del controverso pari di febbraio, ufficialmente sottratto alla partita da un affaticamento muscolare e ufficiosamente dal contratto appena firmato col Tottenham di Conte, anche se dopo le visite mediche a Londra tornerà in prestito in Friuli, dove dovrebbe restare fino a giugno.
<< La cronaca della partita >>
Difese in vena di regali
La sconnessa cronistoria del primo tempo è zeppa di regali difensivi reciproci: vantaggio f…
MILANO - Nel cominciare il suo campionato con lo scudetto sulla maglia e col promettente debutto nel quarto d'ora finale più recupero di De Ketelaere, salutato da San Siro pieno con affetto proporzionale all'attesa, il Milan ha subito fatto statisticamente meglio della scorsa stagione. Il 4-2 autorizza felici profezie: i campioni in carica hanno battuto l'Udinese, come non erano riusciti a fare nel 2021-22. Coincidenza ha voluto che l'assente di maggiore prestigio sia stato proprio Udogie, l'autore del controverso pari di febbraio, ufficialmente sottratto alla partita da un affaticamento muscolare e ufficiosamente dal contratto appena firmato col Tottenham di Conte, anche se dopo le visite mediche a Londra tornerà in prestito in Friuli, dove dovrebbe restare fino a giugno.
<< La cronaca della partita >>
Difese in vena di regali
La sconnessa cronistoria del primo tempo è zeppa di regali difensivi reciproci: vantaggio fulmineo, su corner con marcature approssimative, del difensore brasiliano Becao che quando vede rossonero si infiamma (3 gol, sui 5 segnati in carriera in serie A), pari quasi immediato su rigore discusso di Hernandez, sorpasso di Rebic per la distrazione di Nuytinck, infine mancata chiusura di Messias sul gol di testa in tuffo di Masina. Due eventi richiamano l'1-1 del campionato scorso. Il rigore è stato assegnato da Marinelli al video, su segnalazione del Var Mazzoleni, e rimane il dubbio sull'effetto reale del contrasto di Soppy su Calabria ("sono inferocito", ha chiosato il dt dell'Udinese Marino, memore della fresca consegna del designatore Rocchi sui cosiddetti "rigorini"). E il 2-2 temporaneo lo ha firmato Masina, il cavallo di ritorno della serie A (dal Watford dei Pozzo) che rimpiazzava appunto Udogie. Ma il Milan (che giocava col lutto al braccio per la scomparsa di Villiam Vecchi), nella ripresa, ha confermato la propria superiorità tecnica. "Ce l'eravamo complicata da soli", è la sintesi di Pioli.
Il nuovo fattore rossonero
In effetti i regali, nel secondo tempo, li ha fatti soltanto la squadra di Sottil: ha offerto a Diaz, con un pasticcio di Perez e Masina su cross di Hernandez, la zampata del 3-2 e poi, col torpido Pereyra, l'assist del secondo gol di Rebic. Sul piano tattico Pioli, come nella parte finale della cavalcata verso lo scudetto, ha schierato linee e reparti meno fluidi, cercando la superiore compattezza difensiva: solo gli errori individuali e il classico imballamento estivo l'hanno un po' compromessa. L'assenza di Tonali ha frenato il rapido ribaltamento dell'azione, ma qui subentra l'altro importante fattore nuovo del nuovo Milan, fondamentale per lo scudetto e per la Champions: l'innalzamento del livello tecnico medio e della concorrenza interna. Il risultato lo hanno scritto due teoriche riserve dell'attacco: il concentratissimo doppiettista Rebic, che nella gerarchia dei centravanti arriverebbe dopo Giroud, Origi e il convalescente Ibrahimovic, e dell'ispirato Diaz, posposto in partenza a De Ketelaere e forse anche ad Adli, ma preferito a loro per la migliore condizione atletica.
Resta chiaro, sia dall'ovazione del pubblico al suo ingresso sia dalle giocate sfoggiate al debutto, che De Ketelaere è il vero grande rinforzo: "Se vogliamo salire di livello, serve costante competitività", ha ribadito Pioli. Rientra nel concetto la permanenza di Leao, inseguito dal Psg, della quale a Casa Milan nessuno dubita.
Milan-Udinese 4-2 (2-2)
Milan (4-2-3-1): Maignan; Calabria, Kalulu, Tomori, T.Hernandez; Bennacer, Krunic (39' st Pobega); Messias (26' st Saelemaekers), Brahim Diaz (26' st De Ketelaere), Leao (39' st Origi); Rebic (26' st Giroud). (1 Tatarusanu, 83 Mirante, 5 Ballo-Touré, 7 Adli, 14 Bakayoko, 24 Kjaer, 25 Florenzi, 46 Gabbia). All.: Pioli.
Udinese (3-5-2): Silvestri; Becao, Nuytinck, Perez (22' st Ebosse); Soppy, Pereyra, Walace (31' st Lovric), Makengo (31' st Samardzic), Masina (38' st Ebosele); Deulofeu, Success (22' st Beto) (20 Padelli, 99 Piana, 14 Abankwah, 21 Palumbo, 28 Benkovic, 29 Bijol, 30 Nestorovski, 67 Guessand, 80 Pafundi).
All.: Sottil.
Arbitro: Marinelli di Tivoli.
Reti: nel pt 2' Becao, 12' T.Hernandez (R), 15' Rebic, 49' Masina; nel st 1' Brahim Diaz e 23' Rebic.
Angoli: 5-1 per il Milan.
Recupero: 4' e 6'.
Ammoniti: Soppy, Perez ed Ebosele per gioco falloso, Becao e Krunic per comportamento non regolamentare. Spettatori: 70.197