Sampdoria-Juventus 0-0, bianconeri già costretti a inseguire
di Emanuele Gamba , di Emanuele GambaGENOVA - Bremer ha toccato 100 palloni, Rugani 95, Vlahovic 9: la spiegazione della Juve, e di questo zero a zero con meno gioco che gol, potrebbe tranquillamente limitarsi a questo terno secco che tuttavia rischia di ridimensionare i meriti della Samp e di Giampaolo, che da quel poco che ha sa ricavare una trama, un ordito, un tema e del cuore per sostenerli. S'è meritata il punto, anche se molto tempo della ripresa l'ha passato a contenere una squadra in cui il regista (Locatelli, 32) tratta un terzo dei palloni dello stopper.
La Juve gioca aspettando di cogliere l'attimo ma ieri l'ha fregata un centimetro, quello del fuorigioco di Vlahovic sul gol annullato di Rabiot a metà ripresa. Allegri è contento "di non aver ancora subito reti dopo due partite, e abbiamo più punti di un anno fa", ma Sassuolo e Sampdoria non sono esattamente due macchine da gol, perlomeno di questi tempi. "Siamo …
GENOVA - Bremer ha toccato 100 palloni, Rugani 95, Vlahovic 9: la spiegazione della Juve, e di questo zero a zero con meno gioco che gol, potrebbe tranquillamente limitarsi a questo terno secco che tuttavia rischia di ridimensionare i meriti della Samp e di Giampaolo, che da quel poco che ha sa ricavare una trama, un ordito, un tema e del cuore per sostenerli. S'è meritata il punto, anche se molto tempo della ripresa l'ha passato a contenere una squadra in cui il regista (Locatelli, 32) tratta un terzo dei palloni dello stopper.
La Juve gioca aspettando di cogliere l'attimo ma ieri l'ha fregata un centimetro, quello del fuorigioco di Vlahovic sul gol annullato di Rabiot a metà ripresa. Allegri è contento "di non aver ancora subito reti dopo due partite, e abbiamo più punti di un anno fa", ma Sassuolo e Sampdoria non sono esattamente due macchine da gol, perlomeno di questi tempi. "Siamo un filo dietro alle altre ora", ammette.
In tutto il primo tempo Vlahovic ha visto tre palloni tre: il calcio d'inizio, un appoggio sulla tre quarti e un tentativo di autogol quando ha svirgolato sul palo esterno un corner di Sabiri (18'). La solitudine del centravanti ("Deve stare sereno", gli dice l'allenatore) è l'inevitabile conseguenza del non gioco della Juventus, la cui strategia è stata sfinirsi di passaggetti laterali tra Bremer e Rugani in attesa di far partire un lancione in profondità, di Danilo o dello stesso Rugani, in direzione di Kostic o Rabiot: la quintessenza della prevedibilità. I pericoli li ha creati il caso, come quando Augello è incespicando regalando a Cuadrado un contropiede solitario, concluso con destro che ha centrato in pieno Audero (e non era facile essere così precisi), o un sinistro di Kostic è diventato pericoloso a causa di una deviazione di Ferrari (25').
La Sampdoria è di tutta un'altra cifra tecnica ma anche di un'altra pasta. Spinta dal martellante sostegno del suo incrollabile pubblico ha tenuto i piedi il gioco, tratto il meglio dai suoi limitati mezzi e affidato al talento di Sabiri, che la Juve ha trascurato con noncuranza, le sue possibilità o almeno le sue speranze (per la derelitta Samp questo cos'è, se non un campionato di speranza?). L'idea migliore di Sabiri, un geniale lancio da sinistra a destra che ha tranciato alla difesa bianconera, ha portato alla clamorosa traversa centrata da Leris a tu per tu con Perin (decisivo con il suo tocco disperato) dopo appena 6', il momento più bello di una gara poi vissuta sui generosi ma inevitabilmente confusi slanci doriani e il lucido e snervante attendismo della Juve, anche se dopo l'intervallo s'è fatta un poco più spavalda e ha perlomeno alzato ritmi e pressing per stanare i limiti tecnici dei blucerchiati. C'era quasi riuscita, pur nella sua pochezza.
La partita ha dato la sensazione di poter cambiare e a cambiarla ci stava riuscendo una mossa di Allegri, che a un certo punto ha messo Miretti in mediana e spostato Rabiot in quel ruolo ibrido tra mezzala e mezzapunta che era stato di McKennie, o che di McKennie avrebbe dovuto essere. La teoria è diventata subito pratica: Miretti ha sradicato un pallone a Rincon e lanciato Vlahovic sulla sinistra, il serbo s'è involato e ha poi servito Rabiot in arrivo dalla sua nuova posizione. Sinistro e gol. Ma anche fuorigioco di Vlahovic, rilevato alla moviola. Stava pure per funzionare l'ultima disperata idea di Allegri, vale a dire lo spostamento di Kostic a destra per sfruttarne il tiro e non il cross e difatti in pieno recupero il serbo ha impegnato severamente Audero, ma a parte queste sporadiche illuminazioni di puro istinto allegriano, tra la Juve e il gioco rimane una certa distanza, forse addirittura una certa diffidenza.
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