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Juventus-Roma 1-1: Vlahovic lancia i bianconeri, Abraham rialza i giallorossi

Una splendida punizione del serbo al pronti via dà il la ad un primo tempo favorevole ai padroni di casa (il Var annulla un gol a Locatelli). Nella ripresa la squadra di Mourinho rientra in partita e trova il pari con un colpo di testa dell'inglese su assist di Dybala
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La Juventus ha fatto una bella partita, in certi momenti persino bellissima, ma ha cavato dal buco lo stesso ragno di quando Vlahovic non tocca un pallone, vale a dire lo stesso pareggio stitico che la classifica la muove impercettibilmente e che nulla risolve, a partire dai dubbi. C'è una morale in tutto questo? "Sempre la solita: il calcio l'ha inventato il diavolo", dice il fatalista Allegri. Per lui queste partite devono essere un inferno, con tutto questo spreco di gioco e di occasioni ("Vi siete divertiti?": sì, abbastanza) finite dentro l'imbuto di un pareggio che Mourinho sa bene di essersi portato via quasi alla chetichella. "L'ho detto a Max: nel primo tempo abbiamo avuto un culo della madonna" ha raccontato José, dando l'idea di vivere con estrema soddisfazione questo ruolo di miracolato che s'è cucito di dosso lui stesso e su cui ha marciato con la sua impareggiabile teatralità. "…

La Juventus ha fatto una bella partita, in certi momenti persino bellissima, ma ha cavato dal buco lo stesso ragno di quando Vlahovic non tocca un pallone, vale a dire lo stesso pareggio stitico che la classifica la muove impercettibilmente e che nulla risolve, a partire dai dubbi. C'è una morale in tutto questo? "Sempre la solita: il calcio l'ha inventato il diavolo", dice il fatalista Allegri. Per lui queste partite devono essere un inferno, con tutto questo spreco di gioco e di occasioni ("Vi siete divertiti?": sì, abbastanza) finite dentro l'imbuto di un pareggio che Mourinho sa bene di essersi portato via quasi alla chetichella. "L'ho detto a Max: nel primo tempo abbiamo avuto un culo della madonna" ha raccontato José, dando l'idea di vivere con estrema soddisfazione questo ruolo di miracolato che s'è cucito di dosso lui stesso e su cui ha marciato con la sua impareggiabile teatralità. "Alla squadra ho invece detto che avevo vergogna di essere il loro allenatore e che eravamo stati davvero fortunati a chiudere il primo tempo solo sull'1-0". Poi il diavolo ci ha messo lo zampino (e Abraham la testa) e la partita è finita con un gol per uno, un punto per uno e un senso di incompiutezza generale che lo scontro diretto non ha minimamente affrontato.

Mourinho dopo Juventus-Roma: "Abbiamo avuto c..., primo tempo da vergognarsi"

<<La cronaca della gara>>

La Juve ha giocato un primo tempo con i fiocchi. Ha sbloccato il risultato dopo 77 secondi con una spettacolare punizione di Vlahovic e poi ha dominato sotto ogni punto di vista: tecnico, fisico, tattico. La Roma è stata ridotta a un insignificante nulla, Cuadrado e Kostic hanno sempre preso alle spalle i loro avversari, il delizioso Miretti addolciva la manovra con tocchi eleganti e poi si insinuava in area a reclamare assist, i difensori, di lato come in mezzo, non regalavano un metro. La Juve non ha dilagato perché in area ha punto poco, perché Rui Patricio ha fermato per due volte Cuadrado, perché Vlahovic stavolta di palloni ne ha toccati (22) ma ha sempre parecchi problemi sia a liberarsi delle marcature sia a dialogare con compagni e perché l'azione più spettacolare (palla da Vlahovic e Cuadrado, da Cuadrado a Locatelli e da Locatelli all'incrocio) è stata di nuovo vanificata dal Var, per un fallo di mano del serbo alla fonte.

La miglior Juve da un bel po' di tempo a questa parte è così rimasta un discorso in sospeso, consentendo alla Roma di sistemare un po' di cose: Mourinho ha dato impulso al gioco con i cambi passando al 4-2-3-1 (ma tornando a 3-4-2-1 subito dopo l'1-1), però non è la tattica ad avere indirizzato la partita, c'è stato poco di tattico e molto di caratteriale o di "emozionale", come dice Mou. La realtà è che la Juve non si è fidata fino in fondo di se stessa e s'è fatta segnare un gol (rischiando anche di incassare il secondo a 5' dalla fine, quando Milik ha salvato sulla linea) su palla da fermo (corner di Pellegrini e strana catapulta di Dybala per la testa sottomisura di Abraham) nonostante il gioco abbia continuato a controllarlo, anche se con minore spavalderia. Tutte le statistiche stavolta sono dalla sua parte (possesso palla, tiri in porta, flussi di gioco) tranne il risultato e Allegri è stato molto bravo a nascondere l'enorme fastidio che devono provocargli situazioni come questa, mentre Mourinho continuava a cavalcare l'onda: "Ci mancano ancora tre giocatori, ma adesso ho l'impressione di avere gente cresciuta, con stabilità emozionale". La morale della favola? Allegri la sa, eccome: "Non bisogna confondere il bello con l'efficace. E il calcio non si spiega, si gioca". In fondo, non c'è niente da capire.

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