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Sampdoria-Lazio 1-1: Gabbiadini al 92' risponde a Immobile

La rete di Gabbiadini
La rete di Gabbiadini (agf)
I romani vanno avanti quasi subito ma non chiudono la gara. E nel recupero l'attaccante li punisce
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GENOVA - La Lazio pensava bastasse il cinismo. Gol di Immobile al 21’ del primo tempo, autentica bestia nera della Sampdoria, quindicesima rete in carriera ai blucerchiati, su un terreno di caccia come Marassi, dove ha colpito quindici volte considerando entrambe le squadre genovesi, e vittoria in cassaforte, con relativo aggancio alla Roma e primato in classifica. Non aveva fatto i conti con il cuore della Sampdoria, una squadra incompleta, per via di un mercato difficile e di esigue finanze, figlie di una società da mesi in vendita e in cerca di un nuovo proprietario, ma comunque orgogliosa, disposta a battersi sino all’ultimo e messa bene in campo da un tecnico molto amante della tattica come Giampaolo. La Lazio credeva che il compito fosse facile, la pratica archiviata dopo un discreto primo tempo, e invece nel finale si è trovata a fare i conti con la rete del redivivo Gabbiadini, un gol che la ridimensiona, le toglie il primo posto in classifica, la fa andare a due punti dalla Roma, la lascia macerare nei propri rimpianti e nelle proprie colpe, mentre l’attaccante ritrova una prodezza che mancava nella sua carriera dal 6 gennaio, un’eternità passata però prima sotto i ferri in corsia e poi in convalescenza, a seguito dell’ennesimo intervento chirurgico del proprio percorso.

<<La cronaca della gara>>

Gabbiadini, con la sua zampata repentina su assist di Rincon al 47’ della ripresa, in un certo senso fa giustizia. Perché è vero che nella prima parte la Lazio ha avuto la possibilità di segnare più volte, c’è riuscita una con Immobile, imbeccato da un geniale colpo di tacco di Milinkovic Savic e spietato davanti ad Audero, e non altre, per colpa del portiere blucerchiato che almeno in un paio di occasioni si è opposto da campione a Felipe Anderson, menomato  sin dalle prime battute e sostituito da Pedro al tramonto della prima frazione. Ma è altrettanto vero che nella ripresa la formazione di Sarri ha smesso di affondare i colpi, si è messa a giochicchiare, specchiandosi nella sua bellezza e convinta che il più fosse fatto, con il risultato di permettere alla Sampdoria un dominio pressoché totale, soprattutto nei minuti finali. E’ vero che i blucerchiati solitamente sono sterili, come dimostra il fatto che sinora non avevano mai fatto gol. Ma se tu ti porti il nemico in casa, prima o poi paghi dazio ed è quello che è successo alla fine con Gabbiadini, appendice a tante mischie, mai risolte da Quagliarella, Leris, Sabiri e Caputo.

Non solo: la Sampdoria addirittura protesta con veemenza per una decisione dell’arbitro Aureliano che, richiamato dal Var, ha deciso di non sanzionare un pestone di Marusic a Quagliarella e di non accordare un rigore alla squadra di casa. Si era nel primo tempo, sull’uno a zero per la Lazio. Forse la partita avrebbe avuto un corso diverso. Magari avrebbe permesso alla Sampdoria un clamoroso sorpasso, in una gara in cui temeva di non poter prendere punti dopo le quattro sberle rimediate a Salerno. Oppure avrebbe impedito alla Lazio di assopirsi: avrebbe tenuto la squadra di Sarri ben sveglia, permettendo ai suoi solisti di imprimere il proprio marchio. Rimasto invece negli spogliatoi dopo l’intervallo..

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