Udinese-Roma 4-0: crollo verticale dei giallorossi, addio alla vetta
dal nostro inviato Enrico Currò , dal nostro inviato Enrico CurròUDINE - La Roma di Mourinho è crollata in Friuli, sulla soglia dell'ipotetica fuga per il primato: è stata mortificata da una formidabile Udinese, che l'ha agganciata in classifica e demolita nell'autostima, non solo sotto il peso dei quattro gol incassati da Rui Patricio, che nelle quattro giornate precedenti era stato battuto appena dallo juventino Vlahovic. Stavolta Josè l'affabulatore ha dovuto riporre il ghigno sornione, anche se forse si può immaginare che un po' se lo aspettasse, a rileggere a posteriori le sue parole sulle insidie della partita e sulla rosa incompleta di fronte ai troppi infortunati. Ma nessun alibi preventivo può valere in questo caso, tanto meno quello dell'arbitro, punzecchiato più o meno indirettamente alla vigilia dall'allenatore della Roma: Maresca ha certamente pasticciato, però non ha affatto condizionato la partita, in cui il solo Dybala ha acceso a lampi un gioco sincopato e…
UDINE - La Roma di Mourinho è crollata in Friuli, sulla soglia dell'ipotetica fuga per il primato: è stata mortificata da una formidabile Udinese, che l'ha agganciata in classifica e demolita nell'autostima, non solo sotto il peso dei quattro gol incassati da Rui Patricio, che nelle quattro giornate precedenti era stato battuto appena dallo juventino Vlahovic. Stavolta Josè l'affabulatore ha dovuto riporre il ghigno sornione, anche se forse si può immaginare che un po' se lo aspettasse, a rileggere a posteriori le sue parole sulle insidie della partita e sulla rosa incompleta di fronte ai troppi infortunati. Ma nessun alibi preventivo può valere in questo caso, tanto meno quello dell'arbitro, punzecchiato più o meno indirettamente alla vigilia dall'allenatore della Roma: Maresca ha certamente pasticciato, però non ha affatto condizionato la partita, in cui il solo Dybala ha acceso a lampi un gioco sincopato e spentarello. Il condizionamento più evidente, semmai, va ascritto allo stratega avversario, che ha indovinato tutto, dalla formazione iniziale ai cambi, ma in particolare la scelta di portare Mourinho sul terreno che più gli era sgradito. La Roma di solito aspetta volentieri di essere attaccata e ferisce chi si sbilancia. Qui ha dovuto fare l'esatto contrario, gestendo il pallone in prevalenza: a difesa dell'Udinese piazzata e a centrocampo intasato ad arte, la manovra avvolgente avrebbe avuto bisogno di ben altro ritmo.
È stata insomma la vittoria del dottor Sottil, che da calciatore faceva il difensore incline alle ruvidezze e che adesso in panchina può ricordare alla lontana un mito del calcio italiano, magari per assonanza del diminutivo: il dottor Sottile, al secolo Annibale Frossi, che teorizzava lo 0-0 come risultato perfetto. Sottil non si avventura in teorie retrò, ma sa come farsi attaccare e come uscire dal guscio al momento giusto: dopo 5 giornate ha 10 punti, avendo perso solo alla prima giornata col Milan. Il 4-0 di ieri non è per nulla paradossale. Lo ha indirizzato la precoce topica dello sciagurato Karsdorp, che ha deciso di appoggiare di petto al portiere Rui Patricio un cross abbastanza innocuo: Udogie, il terzino che il Tottenham di Conte ha lasciato in prestito a Udine per una stagione, che segna volentieri e che Mancini segue con parecchia attenzione, si è avventato in spaccata sul regalo.
In tribuna c'era un altro ct, l'inglese Southgate, e ha dovuto prendere atto del balbettio di Abraham centravanti abbandonato e delle difficoltà difensive, senza punti di riferimento, di Smalling, tra gli ultimi romanisti ad ammainare la bandiera. La mossa più riuscita di Sottil è consistita nell'innesto di Samardzic, ventenne centrocampista berlinese di buona tecnica, già corteggiato da Maldini per il Milan: ha lasciato nell'imbuto dei passaggi orizzontali Cristante & C. Nell'intervallo Mourinho ha provato ad aggiungere a Dybala Belotti e Celik, sottraendo alla mediana Cristante, regista senza attori. Ma nulla ha funzionato, perché dopo il rigore reclamato a inizio ripresa da Celik (spinta di Becao, assoluzione di Maresca) proprio Samardzic, con un sinistro da fuori che ha colto Rui Patricio in goffo tentativo di parata, ha scritto il destino della serata, avviato dal gol di Destiny (Udogie). La traversa di Mancini su corner di Dybala poteva alimentare qualche rimpianto, ma il contropiede implacabile di Deulofeu vieta le recriminazioni. Il terzo e il quarto gol li hanno autografati, con altrettanti tiri di quelli che riescono nelle partite perfette, l'argentino (Pereyra) che in teoria marcava l'argentino più atteso (Dybala), e il neoentrato Lovric. Ha vinto il dottor Sottil. Hanno perso Mourinho e la Roma: ora devono rialzarsi in fretta.
Udinese-Roma 4-0 (1-0)
Udinese (3-5-2): Silvestri; Becao, Bijol (17' pt Ebosse), Perez; Pereyra (40' st Ehizibue), Samardzic (18' st Makengo), Walace, Arslan (18' st Lovric), Udogie; Success (18' st Beto), Deulofeu. All. Sottil.
Roma (3-4-2-1): Rui Patricio; Mancini (20' st Zalewski), Smalling, Ibanez; Karsdorp (1' st Celik), Cristante (1' st Belotti), Matic, Spinazzola; Dybala, Pellegrini (36' st Camarà); Abraham (31' st Shomurodov) All.Mourinho
Arbitro: Maresca di Napoli
Reti: nel pt 5 Udogie; nel st 12 Samardzic, 30' Pereyra, 37' Lovric.
Angoli: 7-3 per la Roma
Recupero: 3' e 5'
Ammoniti: Dybala, Makengo per gioco falloso; Udogie e Pereyra per comportamento non regolamentare; Pellegrini per proteste.
Spettatori: 24.108.