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Arbitri sotto attacco: con Sarri il pregiudizio e la nuova linea

La tregua estiva è finita: critiche feroci da Berlusconi, Mourinho e dal tecnico della Lazio, che rischia di dover patteggiare una multa. Ma il club corregge il tiro rispetto alle sue accuse. Ecco perché oggi si fischiano meno falli che nel resto d'Europa
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ROMA - La tregua estiva è già finita. Cinque giornate appena di campionato e gli arbitri sono già, nuovamente, sotto attacco. In cinque giorni prima Berlusconi ha provato a rovesciare la colpa di una delle sconftte del Monza sull'arbitro Di Bello. Poi Mourinho se l'è presa con l'arbitro Maresca nonostante i 4 gol incassati dall'Udinese, "è stato perfetto per loro", ha detto: quasi quanto l'organizzazione difensiva della sua Roma, verrebbe da rispondergli. Ma le accuse più gravi sono arrivate da Sarri, che ora potrebbe patteggiare una multa, visto che la Procura federale – dopo avere inspiegabilmente glissato sull'attacco berlusconiano – ha aperto un'indagine sulle sue frasi dopo la sconfitta della Lazio col Napoli. Critiche agli arbitri "scarsi o prevenuti". E questa è un'accusa grave: "Ci dicono: vi siete comportati male col Bologna e queste sono le conseguenze&q…

ROMA - La tregua estiva è già finita. Cinque giornate appena di campionato e gli arbitri sono già, nuovamente, sotto attacco. In cinque giorni prima Berlusconi ha provato a rovesciare la colpa di una delle sconftte del Monza sull'arbitro Di Bello. Poi Mourinho se l'è presa con l'arbitro Maresca nonostante i 4 gol incassati dall'Udinese, "è stato perfetto per loro", ha detto: quasi quanto l'organizzazione difensiva della sua Roma, verrebbe da rispondergli. Ma le accuse più gravi sono arrivate da Sarri, che ora potrebbe patteggiare una multa, visto che la Procura federale – dopo avere inspiegabilmente glissato sull'attacco berlusconiano – ha aperto un'indagine sulle sue frasi dopo la sconfitta della Lazio col Napoli. Critiche agli arbitri "scarsi o prevenuti". E questa è un'accusa grave: "Ci dicono: vi siete comportati male col Bologna e queste sono le conseguenze".

Sarri, perché parla di pregiudizio

Cosa nascondono quelle parole? Il riferimento di Sarri è a una frase rivolta ai suoi giocatori all'arbitro Piccinini durante Torino-Lazio, alla seconda di campionato. Tutto è accaduto in campo: i laziali si lamentavano e lui, l'arbitro, si è lasciato andare a una risposta scriteriata: "Eh, domenica vi siete comportati male", riferendosi alle proteste eccessive dopo Lazio-Bologna, prima di campionato. Per i giocatori laziali, quella frase di Piccinini è la prova di una sorta di pregiudizio nei loro confronti. Che si sarebbe materializzato nel rigore non concesso contro il Napoli ma soprattutto nelle 15 ammonizioni, con appena 5 falli. Dimenticano, però, che solo qualche giorno prima un altro arbitro, Aureliano, aveva prima ignorato un pestone in area su Quagliarella, poi richiamato dal Var al monitor di bordo campo – chiamata almeno eccessiva del video arbitro – aveva confermato la decisione di non concedere rigore contro la Lazio. Il segno evidente che un "pregiudizio" non c'è.

Lazio, un passo indietro

Ma ormai il treno dei malpensanti è partito. In realtà c'è altro: la Lazio che fino all'anno scorso era una delle squadre più  tranquille, dalla prima giornata ha mostrato una certa animosità. Non a caso, delle 15 ammonizioni – più di tutti in A, soprattutto in rapporto ai falli fatti – addirittura 5 sono per proteste. Persino la società biancoceleste, nelle interlocuzioni con i vertici arbitrali dei giorni scorsi, aveva ammesso che in qualche caso i giocatori avevano ecceduto. Anche se poi ha emesso un comunicato – firmato dall'addetto agli arbitri, l'ex fischietto Gabriele – in cui si punta l'indice contro gli "errori" arbitrali. Manca però il concetto di "prevenzione" arbitrale nei confronti del club, sostituito da un più diplomatico "manca uniformità". Un mezzo passo indietro rispetto al muro contro muro del tecnico.

Serie A modello Premier: meno falli, pochi rigori

Dietro questa le accuse ai direttori di gara, anche quelle dell'allenatore della Lazio, si nasconde quasi una crisi di rigetto contro una sorta di stagione nuova. Spesso le squadre si aspettano vengano fischiate loro punizioni che non arrivano. Ma non è un caso. Dall'inizio del campionato è evidente una linea diversa rispetto al passato, imposta dal designatore Rocchi: gli arbitri fischiano meno, lasciano giocare di più, non spezzettano il gioco. E i risultati si vedono: solo in Premier League vengono fischiati meno falli che in Italia, appena 22,78 a partita. Anni fa invece viaggiavamo più vicini ai 30 che ai 20. E questo, ovviamente, vale per tutti i contatti fallosi, anche quelli in area. Anzi, soprattutto quelli. È la materializzazione della guerra contro quelli che venivano chiamati i "rigorini", falli lievi, trascurabili o addirittura impercettibili che ingolfavano le partite di rigori (e quindi spesso di gol). Il vento è cambiato.