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Fiorentina-Inter 3-4: nerazzurri infiniti tra Var, rigori e proteste. Decide Mkhitaryan al 95'

Gara ricca di errori ma emozionante: Barella, Lautaro (doppietta, uno su rigore), Cabral dal dischetto, Ikoné e Jovic, quest'ultimo già nel recupero, sono autori di un continuo botta e risposta. Ma la parola fine la scrive l'armeno
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Fare tre gol in trasferta e non vincere. Il copione di Barcellona stava per ripetersi, ma prima che l’opera si facesse tragedia, in pienissimo recupero, ci ha pensato Mkhitaryan a regalare ai nerazzurri una vittoria pesantissima, che consente alla squadra di Inzaghi di sognare di arrivare alla seconda stella prima del Milan. Non sarà affatto facile, visto il ritmo che il Napoli ha imposto lì davanti. Ma quando segni al 95’ il 3-4 in trasferta – dopo avere perso per tre volte in campionato lontano da casa – nulla sembra più impossibile.

<<La cronaca della gara>>

Che sarebbe stata una serata di forti emozioni, lo si capiva già dal …

Fare tre gol in trasferta e non vincere. Il copione di Barcellona stava per ripetersi, ma prima che l’opera si facesse tragedia, in pienissimo recupero, ci ha pensato Mkhitaryan a regalare ai nerazzurri una vittoria pesantissima, che consente alla squadra di Inzaghi di sognare di arrivare alla seconda stella prima del Milan. Non sarà affatto facile, visto il ritmo che il Napoli ha imposto lì davanti. Ma quando segni al 95’ il 3-4 in trasferta – dopo avere perso per tre volte in campionato lontano da casa – nulla sembra più impossibile.

<<La cronaca della gara>>

Che sarebbe stata una serata di forti emozioni, lo si capiva già dal colpo d’occhio del Franchi, strapieno nonostante gli inciampi della squadra di Italiano. I tifosi della viola hanno accolto l’Inter con uno striscione che ricordava la resistenza di Firenze all’assedio degli Asburgo, fra il 1529 e il 1530: “Giunto sulle nostre sponde il nemico getta scudo e spada e s’arrende”. Ma Carlo V, che fu costretto a ristabilire i Medici sul trono ducale, non poteva contare su Lautaro Martinez. Il Toro di Bahìa Blanca in pochi minuti ha ricordato ai nostalgici dei numeri di maglia dall’1 all’11 come mai, pur essendo di fatto un centravanti, ha il 10 sulle spalle. Dopo nemmeno due minuti ha deliziato lo stadio con un velo micidiale, seguito da un assist millimetrico per il gol di Barella. Al quarto d’ora ha dribblato il connazionale Martinez Quarta e ha battuto il portiere con un diagonale. Una rete che gli ha permesso di fare un altro passo nella storia interista: in maglia nerazzurra ha segnato più reti di Milito, che applaudiva sugli spalti.

Quando tutto sembrava troppo bello per essere vero, dal punto di vista dell’Inter, ci ha pensato Dimarco a dare una mano alla Fiorentina, fin lì senza vento e senza timone. L’esterno sinistro nerazzurro ha steso in area Bonaventura con una pedata goffa e plateale, da rosso diretto. Ma l’arbitro Valeri, che per concedere rigore ha voluto aspettare il Var, nemmeno l’ha ammonito. Dal dischetto ha segnato Cabral ed è cominciata un’altra partita. Anzi, è cominciata la partita, visto che fin lì era stata una sorta di esercitazione attacco contro difesa. Nella ripresa la Viola non solo ha continuato a crederci, ma ha cambiato forma e volto: fuori centrocampista muscolare Duncan, dentro Jovic. E così, complici una palla persa da Darmian e una marcatura molle di Acerbi, è arrivato il gol del pareggio di Ikoné. Inzaghi ha risposto inserendo Dzeko per Correa, che usa la sua velocità per fuggire dal pallone e fa rimpiangere Lukaku oltre il ragionevole. Poi ha inserito Gosens e Dumfries per Dimarco e Darmian, stremati in una squadra stanca. E proprio nel momento più difficile, Lautaro è tornato a prendersi sulle spalle il destino dell’Inter, procurandosi e segnando un rigore, anche questo assegnato dopo un passaggio al Var. Un vantaggio che negli ultimi minuti è stato prima annullato da Jovic, poi restaurato da Mkhitaryan. Un gol non esente da contestazioni: Italiano ha lamentato nel corso dell'azione un fallo di Dzeko su Milenkovic.

Mentre la Viola scivola sempre più in basso, l’Inter si prepara a ricevere a San Siro il Viktoria Plzen, penultima gara del girone Champions. Vincendo, sarebbe qualificata a danno del Barcellona e potrebbe concedersi il lusso di andare a giocare l’ultima partita a Monaco col Bayern con il solo obiettivo di divertirsi. Poi, testa al campionato con la sfida di sabato in casa con la Sampdoria. E sarà di nuovo obbligata a vincere visto che, con le parole di Inzaghi, “lì davanti si corre forte”.

Fiorentina (4-3-3): Terracciano, Dodò (38' st Venuti) Milenkovic, Martinez Quarta, Biraghi (38' st Terzic), Bonaventura, Amrabat (38' st Barak), Duncan (8' st Jovic), Gonzalez (8' pt Ikoné), Cabral, Kouamé. . All. Italiano.
Inter (3-5-2): Onana, Skriniar, De Vrij, Acerbi, Darmian (22' st Dumfries), Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan, Dimarco (22' st Gosens), Lautaro Martinez (40' st Bellanova), Correa (16' st Dzeko).. All: S.Inzaghi.
Arbitro: Valeri di Roma.
Reti: nel pt 2' Barella, 15' Lautaro Martinez, 33' Cabral (rigore); nel st 15' Ikoné, 28' Lautaro Martinez (rigore), 45' Jovic, 50' Mkhitaryan.
Angoli: 2-2.
Recupero: 3' e 5'.
Ammoniti: Bonaventura, Acerbi per reciproche scorrettezze, Dodò, Amrabat, Barella, Milenkovic, Dumfries per gioco falloso, Inzaghi per proteste.
Spettatori: 36.699, incasso 940.091 euro. (