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Milan-Monza 4-1: Brahim Diaz trascina i rossoneri, aggancio al Napoli in vetta

(afp)
Una doppietta dello spagnolo spiana la strada alla squadra di Pioli, che aggancia la capolista impegnata domenica a Roma. Origi e Leao completano l'opera, di Ranocchia la rete brianzola. Nella gara amarcord, presente in tribuna Adriano Galliani. Non c'era invece Silvio Berlusconi
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La prima partita di Berlusconi e Galliani da avversari del Milan è caduta il 22 ottobre 2022, che passerà alla storia come il giorno del giuramento del governo Meloni e non certo per il 4-1 con cui il Monza - tramortito nel primo tempo da due invenzioni di Brahim Diaz che ha poi allarmato i tifosi, uscendo per infortunio muscolare a inizio ripresa - ha pagato lo scotto del battesimo a San Siro. Se n'è tenuto lontano il suo proprietario, ufficialmente per la stanchezza di una travagliata settimana politica: Berlusconi ha preferito vestire i panni del leader di Forza Italia. Galliani si è invece calato in quelli di demiurgo del Monza, ma ha abbracciato con trasporto Paolo Maldini: "È la storia e la leggenda del Milan che va avanti con le sue unicità, come Cesare e Paolo che hanno alzato la Coppa dei Campioni". In effetti, ora che i campioni d'Italia hanno momentaneamente agganciato il Napoli e sorpassato l'Atalanta, il sogn…

La prima partita di Berlusconi e Galliani da avversari del Milan è caduta il 22 ottobre 2022, che passerà alla storia come il giorno del giuramento del governo Meloni e non certo per il 4-1 con cui il Monza - tramortito nel primo tempo da due invenzioni di Brahim Diaz che ha poi allarmato i tifosi, uscendo per infortunio muscolare a inizio ripresa - ha pagato lo scotto del battesimo a San Siro. Se n'è tenuto lontano il suo proprietario, ufficialmente per la stanchezza di una travagliata settimana politica: Berlusconi ha preferito vestire i panni del leader di Forza Italia. Galliani si è invece calato in quelli di demiurgo del Monza, ma ha abbracciato con trasporto Paolo Maldini: "È la storia e la leggenda del Milan che va avanti con le sue unicità, come Cesare e Paolo che hanno alzato la Coppa dei Campioni". In effetti, ora che i campioni d'Italia hanno momentaneamente agganciato il Napoli e sorpassato l'Atalanta, il sogno inconfessato di Pioli è alzare un'altra Coppa dei campioni, essendo a un passo dal rinnovo del contratto con orizzonte triennale. Per adesso il traguardo sono gli ottavi della Champions: "A Zagabria la Dinamo non ha ancora perso: sarà determinante per noi, se vogliamo che l'ultima col Salisburgo diventi decisiva".

<<La cronaca della gara>>

I tormenti restano la differenza di prestazioni tra Italia ed Europa e l'emergenza perpetua. Ieri Pioli ha schierato, un po' per necessità e un po' per scelta, Tatarusanu, Dest, Pobega, Messias, Diaz, Rebic e Origi, che a inizio stagione non erano considerati titolari. Nessuno se ne stava accorgendo, anzi. Brahim Diaz aveva seminato mezzo Monza, come due settimane prima mezza Juventus, segnando in scivolata. A questa prodezza aveva aggiunto una girata fulminea in area. Solo che dopo l'intervallo, mentre qualche pensierino alla convocazione per il Mondiale tra i 26 della Spagna di Luis Enrique lo stava facendo, si è fatto male (contrattura al gluteo sinistro, è la prima diagnosi). La staffetta con De Ketelaere ha aperto due interrogativi: se il folletto andaluso potrà recuperare per Zagabria (il tempo è poco) e se il belga, finora non all'altezza dei 35 milioni di euro spesi per il suo cartellino, sarà altrettanto efficace. Qui da trequartista ha traccheggiato e da centravanti, quando è uscito Origi, si è divorato goffamente un gol a porta vuota, senza deviare il tocco al volo del ritrovato Messias.

A fine partita, a testa bassa, ha evitato i festeggiamenti sotto la curva. Pioli ne ha tentato una difesa d'ufficio, consapevole che a Zagabria dovrà fare a meno di Tomori squalificato e di Maignan e non sa se potrà contare sul non eccelso Dest (affaticamento muscolare) e su Origi, che ha avvertito a sua volta una fitta alla gamba, mentre scagliava al culmine di una partita sostanziosa il destro del terzo gol milanista (il quarto lo avrebbe firmato Leao, risparmiato per un'ora, su regalo di Antov per la fuga di Hernandez). Ai dubbi va aggiunta la mezza papera di Tatarusanu sulla punizione con cui Filippo Ranocchia, a metà ripresa, ha un po' riaperto l'anniversario. L'ultimo con Berlusconi milanista risaliva al 22 ottobre 2016, Montella in panchina e 1-0 alla Juve con gol di Locatelli. Il capo di Forza Italia, che aveva da poco preparato la cessione del club all'ineffabile cinese Yonghjong Li, quel giorno bocciò il referendum costituzionale voluto da Renzi: "È pericoloso: si rischia la dittatura della sinistra". Era sei anni fa, sembra passato un secolo.

MILAN-MONZA 4-1
Reti: pt 16' e 41' Brahim Diaz (Mi); st 20' Origi (Mi), 25' Ranocchia (Mo), 38' Leao (Mi).
MILAN: Tatarusanu; Dest (1' st Kalulu), Kjaer (15' st Gabbia), Tomori, Hernandez; Bennacer, Pobega; Messias, Brahim Diaz (8' st De Ketelaere), Rebic (15' st Leao); Origi (33' st Vranckx). A disp. Jungdal, Mirante, Ballo-Touré, Thiaw, Adli, Bakayoko, Krunic, Tonali, Giroud. All. Pioli.
MONZA: Di Gregorio; Antov, Marí, Caldirola (9' st Carboni); Ciurria, Barberis (1' st Ranocchia), Sensi (21' st Bondo), Carlos Augusto; Pessina, Caprari (21' st Gytkjaer); Mota Carvalho (9' st Petagna). A disp. Cragno, Sorrentino, Birindelli, Donati, Marlon, Marrone,  Colpani, Machin, Valoti, D'Alessandro, Vignato. All. Palladino.
Arbitro: Marinelli di Tivoli.
Note: ammoniti Origi (Mi) e Bondo (Mo).