NAPOLI - "La mia squadra non è stata costruita per speculare, ma per divertire i tifosi e stare più tempo possibile nella metà campo avversaria, anche a costo di prendersi dei rischi in più". È questo il proclama di Luciano Spalletti alla vigilia dell'attesa trasferta dell'Olimpico contro la Roma, in cui il Napoli dovrà difendere il suo primato in classifica e andrà alla caccia dell'undicesima vittoria di fila, tra campionato e Champions League. Ma la grande importanza della posta in palio non spingerà il tecnico toscano a fare calcoli. "Noi abbiamo un certo di tipo di caratteristiche e siamo consci delle nostre qualità. Con José Mourinho ho un bel rapporto e sono convinto che ci sia stima reciproca. Lui è un collega di quelli super e qualche trappola ce la preparerà, come del resto proveremo a fare noi con lui. È una sfida importante, non decisiva. Torno in una città in cui ho tanti amici e soprattutto bei ricordi, che prevalgono sempre su quelli brutti".
Anguissa non recupera
Spalletti non avrà Anguissa. "Non è il caso di rischiarlo e sarebbe irrispettoso nei confronti dei suoi compagni, che hanno invece dimostrato di essere al top della condizione in allenamento". In preallarme ci sono Ndombele, Demme e Elmas, con il francese favorito. In attacco ballottaggio tra Osimhen ("Lo abbiamo aspettato senza fretta dopo l'infortunio, ora è pronto") e Raspadori. Le altre maglie ancora da assegnare se le giocano Mario Rui e Olivera in difesa e Politano e Lozano in attacco. "Può darsi che cambieremo qualcosa. La Roma è forte e molto pericolosa sulle palle da fermo".
Spalletti: "Le dieci vittorie di fila non sono un peso"
Il tecnico ha in pugno il gruppo e non sta avendo difficoltà a gestire le rotazioni, come gli era capitato invece in passato con Totti. "Sono un allenatore fortunato, ho spesso avuto a disposizione dei grandi giocatori e di solito mi hanno dato la loro disponibilità, altrimenti me la sono presa io. Ho un ruolo che me lo consente e devo salvaguardare il gruppo, ma ho dovuto farlo poche volte con interventi autoritari". Il tecnico ha chiuso non a caso con una battuta su Kvaratskhelia. "Se gli muovo un appunto, sembra subito che ce l'abbia con lui. Viceversa se gli faccio un complimento. Il ragazzo però sa il fatto suo e non si farà scalfire da questi fattori esterni. Idem per il resto della mia squadra. Le 10 vittorie di fila non sono un peso, ci danno autostima"