Lazio, dietro non si passa: difesa da record, così Sarri l'ha blindata
di Giulio Cardone , di Giulio CardoneAl di là dei giochi dialettici di Maurizio Sarri ("L'utopia, il mio obiettivo, è qualcosa di irraggiungibile. Lo scudetto è più raggiungibile dell'utopia"), la sua Lazio bella, solida e terza - capace di vincere a Bergamo dominando l'Atalanta - non si pone più limiti. Se non possono sorprendere la qualità del palleggio e la produzione offensiva (terzo attacco del campionato, dopo Napoli e Milan, con 23 reti), marchi di fabbrica del Sarrismo, quello che stupisce e fa la differenza rispetto allo scorso anno è il rendimento della squadra nella fase difensiva. Appena 5 i gol subiti in 11 giornate, addirittura 14 in meno visto che nella Serie A 2021-22 erano 19: nei campionati top d'Europa, solo il Barcellona ha fatto meglio con 4. Ben sei i clean sheet di seguito, sette in tutto: Provedel è arrivato a 569 minuti d'imbattibilità, salendo al quarto posto nella storia biancoceleste dopo Marchegiani (…
Al di là dei giochi dialettici di Maurizio Sarri ("L'utopia, il mio obiettivo, è qualcosa di irraggiungibile. Lo scudetto è più raggiungibile dell'utopia"), la sua Lazio bella, solida e terza - capace di vincere a Bergamo dominando l'Atalanta - non si pone più limiti. Se non possono sorprendere la qualità del palleggio e la produzione offensiva (terzo attacco del campionato, dopo Napoli e Milan, con 23 reti), marchi di fabbrica del Sarrismo, quello che stupisce e fa la differenza rispetto allo scorso anno è il rendimento della squadra nella fase difensiva. Appena 5 i gol subiti in 11 giornate, addirittura 14 in meno visto che nella Serie A 2021-22 erano 19: nei campionati top d'Europa, solo il Barcellona ha fatto meglio con 4. Ben sei i clean sheet di seguito, sette in tutto: Provedel è arrivato a 569 minuti d'imbattibilità, salendo al quarto posto nella storia biancoceleste dopo Marchegiani (745'), Orsi (733') e Bandoni (580'). Una vera e propria metamorfosi, quella della difesa, tutt'altro che casuale.
Il mercato
La prima mossa per la trasformazione nasce in estate, dal mercato. Il reparto arretrato viene rivoluzionato: via i portieri Strakosha e Reina e i difensori Luiz Felipe e Acerbi, arrivano Provedel e Maximiano tra i pali, poi Romagnoli, Casale e Gila come centrali. Finora ha deluso solo il portiere portoghese, finito subito in panchina, mentre gli altri si sono rivelati tutti acquisti indovinati. Romagnoli, tifoso laziale, è immediatamente diventato il leader della retroguardia: "Per caratteristiche - ha detto di lui Sarri - è più adatto alla nostra linea difensiva rispetto a quella del Milan. Ha grande personalità, si è inserito in punta di piedi ma ormai è un punto di riferimento per tutti". Accanto a Romagnoli si alternano Patric, migliorato in modo impressionante dalle lezioni di Sarri a Formello, e Casale, fortemente voluto dal tecnico e bravissimo sia contro Beto che contro Muriel e Lookman nelle ultime due gare. Provedel, poi, si sta rivelando uno dei migliori portieri del campionato: reattivo tra i pali, preciso con i piedi, coraggioso in uscita, perentorio nel richiamare i compagni della retroguardia. Non ci sono dubbi: è lui uno dei segreti del rendimento formidabile della difesa laziale.
L'addestramento
Come il maestro Sacchi, anche Sarri è sempre stato molto attento ai meccanismi difensivi delle proprie squadre. Gran parte del tempo, in allenamento, è dedicato in maniera quasi ossessiva alla linea alta a 4 - dogma assoluto per il Comandante - e ai suoi movimenti, che devono essere perfettamente sincronizzati. Il lavoro quotidiano a Formello produce miglioramenti costanti che poi in partita si notano: Lazzari, Casale (o Patric o Gila), Romagnoli e Marusic sanno cosa fare in ogni situazione di gioco, quando "alzarsi" - tenendo le distanze giuste dai compagni impegnati nel pressing - e quando invece scappare all'indietro. I due laterali "bassi", Lazzari e Marusic, sostengono la manovra offensiva ma sono migliorati molto in copertura, dove avevano lacune evidenti. Lo stesso Hysaj, fedelissimo di Sarri, è efficace quando entra. Ha imparato, la Lazio, un concetto fondamentale per il tecnico toscano: difendere "di reparto", quindi muoversi tutti insieme tenendo la linea alta e rispettando distanze precise, con il pallone e non l'avversario come riferimento principale. E difende a zona, la squadra, anche sui corner. Ci sono voluti mesi per capire e applicare certi meccanismi, ma adesso i risultati si vedono.
L'equilibratore
Altro elemento decisivo per il miglioramento della fase difensiva, l'inserimento di Matias Vecino a centrocampo. È lui l'equilibratore, l'uomo di cui aveva bisogno Sarri per rafforzare la protezione della terza linea. Con l'uruguaiano al posto di Luis Alberto, la squadra è diventata più solida, meno sbilanciata. Accanto all'ex Inter si muovono Milinkovic, formidabile in entrambe le fasi, fuoriclasse ormai maturo, e Cataldi, altra scommessa di Sarri: ha puntato su di lui come regista e il ragazzo, cresciuto nella Lazio, sta ripagando la fiducia con prestazioni confortanti. E quando, verso il 70', Cataldi va in apnea, Vecino diventa playmaker - svolge bene anche questo compito - e come mezzala sinistra entra uno tra Luis Alberto e Basic. A proposito di utopia, poi, nella mente di Sarri c'è sempre quella famosa teoria di Liedholm: difficile subire gol se la palla la teniamo noi per 90 minuti più recupero...